Chiude la Srap di Gubbio, 33 lavoratori a casa, interviene Smacchi (PD)

Conoscere i dettagli della cessazione dell’attività dell’azienda tessile Srap di Gubbio, chiarire quale percorso attende le 33 dipendenti rimaste senza lavoro e quali possibilità vi sono per un loro eventuale reimpiego. Lo chiede, con una interrogazione rivolta all’Esecutivo regionale, il consigliere del Partito democratico Andrea Smacchi.

Smacchi evidenzia che “un’altra crisi aziendale si conclude con la cessazione dell’attività, aggravando ulteriormente la situazione della Fascia appenninica che vede migliaia di donne e uomini in cerca di lavoro, ma senza successo.

Dopo la pausa estiva – continua Smacchi – la ditta tessile Srap non ha ripreso la produzione limitandosi a comunicare alle proprie dipendenti l’intenzione di cessare l’attività. Domani, presso l’assessorato regionale al lavoro, ci sarà un incontro tra i rappresentanti sindacali e l’azienda, per iniziare l’esame congiunto della cassa integrazione straordinaria che avrà una durata massima di 12 mesi, dopo i quali si aprirà la fase della mobilità.

Una decisione, quella della chiusura, che appare definitiva e che mette alla porta 33 dipendenti con una età media tra i 40 e i 50 anni e la palese difficoltà di un loro successivo reinserimento nel mondo produttivo”. Per il consigliere regionale del Partito democratico si tratta di “una grave perdita di competenze per tutto l’eugubino, visto che queste lavoratrici sono altamente professionalizzate e hanno notevoli abilità, avendo già lavorato per aziende di primissimo livello del settore tessile.

Ora – conclude Andrea Smacchi – si apre una fase delicata, che vedrà la tutela delle dipendenti tramite gli strumenti forniti dalla normativa sul lavoro e l’esplorazione di tutte le strade possibili per un loro possibile reimpiego, anche per scongiurare ulteriori ripercussioni negative sul territorio”.

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