Che le case popolari vadano a chi ne ha bisogno, M5S polemizza

Nel Comune di Perugia abbiamo migliaia di unità immobiliari sfitte che possono sopperire alle necessità

Che le case popolari vadano a chi ne ha bisogno, M5S polemizza

Che le case popolari vadano a chi ne ha bisogno, M5S polemizza PERUGIA – Sconcertante la decisione della Regione Umbria che decide di affrontare l’emergenza sisma con il blocco totale dei bandi per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale (case popolari) dei Comuni, sia quello in corso, con scadenza prevista per il 29 novembre 2016, che per le assegnazioni già disposte in base al precedente bando. Numerosi i cittadini che si sono recati presso gli uffici comunali e appreso del blocco, non sono mancati manifestazione di disperazioni. Dopo l’attesa di anni, anche coloro che erano ad un passo dall’assegnazione di una casa, si ritrovano in balia di una attesa che non sapranno quanto durerà. Aiutare e sostenere i cittadini che hanno perso le loro case a causa del sisma è un dovere primario, ma non lo si può fare togliendo gli alloggi ad altri bisognosi.

Nel Comune di Perugia abbiamo migliaia di unità immobiliari sfitte che possono sopperire alle necessità. Sarebbe stato più logico agire con il patrimonio pubblico a disposizione, libero e non soggetto ad assegnazione anziché con un blocco generalizzato, di fatto a tempo indeterminato.

Per il M5S il Comune di Perugia deve continuare ad accettare le domande ed andare avanti con il bando e le assegnazioni, contestando la Delibera regionale ,che peraltro non risulta ancora pubblicata. Una delibera vaga che dispone la sospensione per almeno sei mesi dei bandi in essere, che grava i richiedenti di ulteriori oneri, visto che dovranno integrare le domande per dimostrare, una volta riaperti i bandi, di avere ancora i requisiti per l’assegnazione, ma soprattutto che dispone (ed è il punto più grave) in tutta la Regione, la sospensione dell’assegnazione degli alloggi disponibili a favore di chi ne risulta assegnatario a seguito del bando 2014.

Se queste sono le politiche che la Regione Umbria è in grado di mettere in campo in situazioni di emergenza, facendo pagare ai più deboli le calamità e gli enormi danni che hanno colpito altri concittadini, vuol dire che siamo proprio alla frutta.

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