Centro di compostaggio a Castiglione, parla la Giunta

Sergio Batino
Sergio Batino

La Giunta comunale di Castiglione del Lago, in risposta alle notizie di stampa degli ultimi giorni, ha diramato un comunicato sulla questione del centro di compostaggio che dovrebbe sorgere in località Lacaioli a pochi chilometri dal centro di Castiglione. Ecco il testo completo, redatto dal sindaco Sergio Batino e dall’assessore all’urbanistica Nicola Cittadini. «Con riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa in questi giorni relative ad un impianto di compostaggio sito in località Lacaioli, l’amministrazione comunale di Castiglione del Lago tiene a precisare quanto segue. L’azienda proponente il progetto in questione, attinente ad un’area che già il PRG 1999 destinava alle attività poi svolte, dal 2007 è in possesso dell’autorizzazione ministeriale per operare nel settore del compostaggio di materiale organico (fino a 22 mila tonnellate annue) e della trasformazione di sottoprodotti di origine animale (fino a 9 mila). Tali quantità, nei progetti dell’azienda predetta, passerebbero a 33.000 tonnellate annue per il compostaggio, scendendo invece a 7.000 per la trasformazione dei sottoprodotti animali, senza mutamento alcuno delle tipologie dei prodotti già oggetto di lavorazione. Nello specifico, il progetto presentato si configura dichiaratamente come un miglioramento della situazione attuale, prevedendo sensibili ammodernamenti, da approntare secondo le migliori tecnologie disponibili (cosiddette celle biologiche), volti tra l’altro ad eliminare inconvenienti, come la diffusione di cattivo odore, che sin qui hanno creato un oggettivo e perdurante disagio. è stata già richiesta dalla stessa azienda presso la Provincia di Perugia, anche sulla scorta delle recenti previsioni del D.Lgs. 46/2014, la convocazione di una conferenza dei servizi per all’ottenimento dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale)».

Nicola Cittadini
Nicola Cittadini

Il Comune di Castiglione del Lago, che ha in merito una competenza di tipo urbanistico, ha adottato (prima fase dell’iter pianificatorio) il 3 marzo una variante al PRG vigente relativa solo alla dislocazione delle superfici previste da oltre quindici anni e senza aumenti in tal senso, dell’impianto progettato. «Per tutte le altre tematiche (ambientale, geologica ecc.) – prosegue il comunicato – il progetto sarà globalmente valutato soltanto nella convocata conferenza dei servizi della Provincia di Perugia in cui, comunque, saremo presenti e assolutamente vigili sulla sussistenza di tutte le garanzie in ordine alla bontà, sicurezza, ed integrale rispondenza ai requisiti di legge del progetto medesimo. Ferma restando, comunque, la limitazione delle competenze in materia, l’amministrazione comunale, anche recependo gli orientamenti emersi in commissione urbanistica e ambiente, ha assunto l’impegno, trasfuso espressamente nella detta delibera del 3 marzo, di convocare un’audizione di rappresentanti dell’assessorato regionale all’ambiente, dell’Arpa Umbria e di TSA per l’acquisizione di ogni elemento di conoscenza sia ritenuto utile e chiarificatorio. L’obiettivo è di redigere, all’esito, un documento contenente tutti i quesiti che i vari rappresentanti consiliari intendano sottoporre all’attenzione della conferenza dei servizi chiamata ad esprimersi entro i prossimi mesi sull’approvazione o meno del presentato progetto. Qualora lo stesso, comunque, dovesse eventualmente trovare definitiva approvazione, come anche in questo caso statuito sempre nella delibera dei giorni scorsi, verranno richiesti benefici per la collettività in via perequativa e/o compensativa, sulla base delle indicazioni che giungeranno dalla stessa Commissione Urbanistica, sotto la forma dell’atto unilaterale d’obbligo previsto dall’art. 37, comma 4 delle norme tecniche d’attuazione del PRG 1999».

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