Castiglione scrive a Renzi: «Stop agli interessi sui mutui»

Sergio Batino
Sergio Batino

Nel pieno della crisi finanziaria degli Enti locali, anche in un Comune come quello di Castiglione del Lago contraddistinto da una gestione sempre attenta e rispettosa di tutti i parametri e vincoli di bilancio imposti dal governo centrale, accade che sindaco e assessore al bilancio siano costretti a scrivere a Matteo Renzi e al superministro economico Pier Carlo Padoan per chiedere provvedimenti straordinari per evitare il taglio di servizi essenziali per i cittadini, soprattutto quelli delle fasce più deboli. La lettera, scritta dal sindaco Sergio Batino e dall’assessore a bilancio, finanze e tributi Mariella Spadoni, è stata inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro all’Economia e Finanze Pier Carlo Padoan, a Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti e, per conoscenza, a Piero Fassino sindaco di Torino e presidente dell’ANCI.

Questo il testo integrale della missiva: «Siamo un Comune umbro di quasi 16.000 abitanti e scriviamo la presente per sottoporre alla Vostra attenzione le enormi difficoltà che, come tutti i comuni italiani, stiamo incontrando nella predisposizione del Bilancio di Previsione 2015. Nella consapevolezza delle difficoltà del lungo momento di crisi non possiamo tuttavia esimerci dallo svolgere in modo serio e corretto il nostro ruolo di amministratori locali e per far questo dobbiamo provvedere ad approvare il Bilancio di Previsione 2015, consci che ogni giorno comunque vengono affrontate spese fisse che rischiano di non trovare più la legittima copertura tra le entrate. Infatti il Bilancio di Previsione che, come sapete, è il più importante documento di programmazione di ogni comune, viene da troppi anni approvato purtroppo quasi alla fine dell’esercizio finanziario, impedendo di fatto a noi amministratori di svolgere in modo proficuo il ruolo decisionale all’interno dell’ente. In questi mesi abbiamo lavorato in modo pressante con i nostri uffici per arrivare ad una quadratura del bilancio ma ogni tentativo è reso vano dagli infiniti ed imponenti tagli operati nei confronti del nostro comune. Il Fondo di Solidarietà Comunale 2015 dopo i vari tagli operati, che fra l’altro risultano eccessivi se parametrati ad altri comuni, compreso quello relativo all’applicazione dell’IMU agricola, si riduce ad un valore pro-capite di soli euro 34,09 ad abitante. I fondi trasferiti dallo Stato passano da euro 1.951.891 dell’esercizio 2012 ad euro 334.620 presunti nel 2015. Il nostro Comune, sulla base delle stime fatte dal Servizio Finanziario, riceveva nel 2012, attraverso i meccanismi di alimentazione e riparto del Fondo di Solidarietà Comunale, in più rispetto a quanto pagato dai propri contribuenti un importo di circa 102.000, mentre nel 2015 si vedrà trattenere ben 345.380 di tributi comunali, sempre che venga riconfermato il fondo di 625 milioni di euro ad integrazione dei mancati gettiti derivanti dal passaggio da IMU a TASI. Da stime fatte sul taglio IMU agricola (euro 631.000 per l’esercizio 2014 e confermato nel 2015) avremo un gettito da parte dei cittadini tenuti al pagamento che non potrà superare i 200.000 euro. Teniamo a precisare che il nostro comune risponde a tutti i parametri di virtuosità, fino ad oggi ha sempre rispettato tutti i limiti vigenti e imposti sulla spesa corrente, è in regola con il rispetto del patto di stabilità e non ha fatto ricorso ad anticipazioni di cassa.

Mariella Spadoni
Mariella Spadoni

Sulla base di quanto sopra espresso, con uno sbilancio di previsione intorno ai 780.000 euro su complessivi 12.870.000 circa di parte corrente, ci troviamo di fronte alla scelta di cancellare servizi o di non approvare il Bilancio con il conseguente commissariamento dell’ente e successivo taglio dei servizi. È evidente che in questi anni abbiamo apportato ripetute diminuzioni dei costi e provvediamo a verifiche costanti sulle possibilità di abbattimento di ogni singola spesa, ma i tagli imposti rendono assolutamente tutto vano ai fini della colmatura dello sbilancio.

Oggi diciamo che prima di procedere alla soppressione di servizi ai cittadini siamo disposti ad assumerci ulteriori responsabilità: è nostra ferma intenzione mantenere inalterato il livello dei servizi erogati. I cittadini subiscono una forte pressione fiscale, anche da parte nostra (abbiamo imposto aliquote elevate) tale da escludere fermamente una riduzione nei servizi a loro resi. Di tutte le spese correnti esaminate quella ulteriore sulla quale oggi riteniamo di poter intervenire è riferita al pagamento della quota interessi sui mutui.

Chiediamo, con l’intelligenza e l’innovazione che contraddistingue il Governo, un intervento pronto e certo, affinché i comuni ed anche il nostro possano procedere con la quadratura del Bilancio di Previsione 2015, ritenendo assolutamente inutile un eventuale slittamento dei termini di approvazione in quanto i servizi devono continuare ad essere erogati, ed esprimendo fin da ora l’indisponibilità a ridurne qualità e quantità e che nel caso siamo pronti ad azioni gravi come il mancato pagamento della quota interessi dei mutui in essere. Un loro slittamento per l’anno in corso e possibilmente per i prossimi 2/3 anni consentirebbe di operare una progressiva razionalizzazione delle spese sia del personale che degli altri costi fissi anche tramite investimenti tecnologici capaci di ridurre l’impatto della diminuzione di risorse sulle persone. Tale misura non compromette il futuro dei comuni, scaricando sui nostri figli e sugli amministratori di domani gli effetti di una rinegoziazione dei mutui (comunque non definita operativamente) la cui applicabilità appare complessa e di modesto risultato. Certi della Vostra comprensione e del Vostro aiuto porgiamo distinti saluti».

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