Caso Calabrese, opposizione esce dall’aula durante consiglio

Francesco Calabrese

Caso Calabrese: Partito Democratico e il Partito Socialista durante la seduta hanno lasciato l’aula. L’assessore era pronto a chiarire ma il centrodestra, i civici e il movimento 5 stelle hanno respinto l’anticipazione dell’ordine del giorno che invece era passata a stragrande maggioranza poche ore prima in conferenza dei capigruppo. Il voto contrario della maggioranza ha fatto saltare la discussione-chiarimento sulla sicurezza a Perugia dopo le prese di posizione dell’assessore Francesco Calabrese su infiltrazioni mafiose e potere umbro. Era assente per impegni istituzionali il sindaco Romizi che è il responsabile della delega alla sicurezza per la città
Il presidente Leonardo Varasano ha spiegato che l’ordine del giorno sarà discusso nel prossimo consiglio.

Gli interventi:
Perari (Fi), l’istanza del Pd non rispettava gli accordi “invotabile”
Sul tema della sicurezza questa maggioranza ha tutto l’interesse di affrontare il dibattito. Del resto i numeri ci danno ragione in relazione ai primi, ma decisivi, segnali di cambiamento. Siamo i primi a volerlo rendere noto ai cittadini e siamo certi che l’assessore Calabrese non ha alcun problema, al contrario un vero desiderio, di chiarire le polemiche che lo hanno riguardato. Ma non ci faremo trascinare dall’impeto del nostro desiderio di trasparenza, in una bagarre condotta da una minoranza che ha il solo scopo di strumentalizzare il dibattito, ai chiari fini elettorali in vista delle regionali. Avremmo accolto la discussione se solo il Pd non avesse travisato gli accordi presentando una istanza tecnicamente e politicamente “invotabile” da parte di questa maggioranza. Se il bene e l’interesse della città deve spingere ad un’armonia corale, di certo la minoranza deve comprendere che il direttore d’orchestra non è tra loro.

PD e Socialisti Riformisti: La maggioranza contraddice se stessa: Francesco Calabrese, assessore di spicco della Giunta Romizi, intervenendo a proposito dei continui episodi di criminalità che hanno colpito il centro storico di Perugia, mette in relazione le frequenti spaccate avvenute nelle ultime settimane con le intimidazioni mafiose conseguenti alla rottura di un sistema in cui le organizzazioni criminali si sono fortemente radicate. Le sue parole hanno scatenato azioni e reazioni dure e intransigenti, nonchè ferme smentite da parte dei vari livelli istituzionali partendo dal Procuratore Nazionale Antimafia, al Sindaco fino al Questore, mai intervenuto nelle questioni politiche locali e costretto ad esprimere la propria posizione alla luce della gravità dei fatti. Il Partito Democratico e il gruppo dei Socialisti Riformisti, ritenendo necessario riportare il confronto sul tema in Consiglio Comunale, sede istituzionale naturalmente e legittimamente preposta, sottraendolo ai riflettori della stampa e dei social network, hanno richiesto la disponibilità dell’assessore Calabrese a riferire e a chiarire, nella seduta odierna, la propria posizione dando lo spazio ad un opportuno dibattito che coinvolgesse l’intera assise comunale. La conferenza dei capigruppo, accolta la disponibilità dell’assessore, ha approvato a larga maggioranza la richiesta esprimendo una posizione condivisa anche da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, fino ad arrivare alla stesura di una mozione concordata con il Presidente del Consiglio Comunale Varasano. Nel pomeriggio, coerentemente con quanto stabilito, il capogruppo PD Mencaroni ha così presentato la mozione che è stata clamorosamente bocciata: precedente unico nella storia del Comune e fatto gravissimo che mette in discussione i rapporti di fiducia e di collaborazione tra maggioranza e opposizione; per questo motivo i consiglieri del PD, con il consigliere Arcudi, hanno abbandonato l’aula. Riconoscendo la posizione coerente dei consiglieri Varasano, Felicioni, Cenci, Mignini si evidenziano le due smentite subite dal capogruppo di Forza Italia, Perari, fresco di nomina, il quale ha visto ribaltato l’accordo da lui siglato in conferenza capigruppo dai suoi stessi consiglieri che, successivamente, lo hanno di nuovo contraddetto votando a favore della sospensione dei lavori chiesta dal Pd per la quale aveva dichiarato voto contrario del suo gruppo. Il Pd e i Socialisti Riformisti chiedono che la mozione oggi respinta venga inserita dal Presidente al primo punto della seduta del prossimo Consiglio Comunale in modo che l’auspicato dibattito possa avvenire e dare alla città le risposte tanto attese.

Intervento capogruppo Pd, Diego Mencaroni: Sono stati utilizzati molti aggettivi per definire le dichiarazioni fuori luogo di Francesco Calabrese, assessore di spicco della Giunta che amministra il nostro Comune, a proposito dei continui episodi di criminalità che hanno colpito il centro storico di Perugia. Le sue parole hanno scatenato azioni e reazioni dure e intransigenti, dando il via a un interessante dibattito sulla questione il cui significato vorrei ora analizzare perché simbolo oggettivo e impietoso specchio dell’improvvisazione che contraddistingue da alcuni attuali governanti della nostra città. La realtà, nuda e cruda, è che la destra cittadina, che nei lustri di opposizione e in campagna elettorale si è limitata a cavalcare strumentalmente (e sarebbe ora di ammetterlo) la tematica della sicurezza, ora si è resa conto che non ha avuto senso puntare il dito su Wladimiro Boccali e sulla sua giunta poiché gli strumenti a disposizione del primo cittadino sono stati negli anni già messi in campo e utilizzati al meglio. Abbiamo, infatti, da un lato il Sindaco che ripercorre le stesse strategie di chi lo ha preceduto – abbiamo sentito le parole del sottosegretario Bocci che ha accomunato la volontà di Romizi a quella di Boccali – e dall’altro troviamo delle spiegazioni funamboliche sulla questione che tendono solo alla ricerca di capri espiatori inesistenti, agitando spettri e scomodando le grandi organizzazioni criminali. Ogni singola parola ha un peso specifico: ciò vale per tutti e, ancora di più, per coloro che rivestono cariche pubbliche e istituzionali. Non si possono pronunciare frasi ridondanti per poi stupirsi del loro significato o dell’impatto che hanno su chi le riceve.

Quando l’assessore Calabrese parla di “evento di epocale rottura di un sistema nel quale le organizzazioni criminali sono riuscite a radicarsi” ha già precisamente individuato la sua tesi e il suo obiettivo, ma dimentica che a questo dovrà dare seguito con fatti, circostanze, carte, attestate relazioni che dovranno avere il conforto della prova e non quello mistificante della spavalderia.

E cerchiamo di essere chiari: il sostegno della verità e della buona fede non deve dimostrarlo a noi; il Partito Democratico ha richiamato l’assessore Calabrese ad un confronto nella opportuna sede della democrazia cittadina (togliendo dai vaneggiamenti egoistici dei social network), perché è a Perugia e ai suoi cittadini che deve dare una spiegazione; perché ci sta parlando di un sistema che se esiste, esiste anche con il benestare e l’atteggiamento omertoso di cittadini, commercianti, forze dell’ordine, non solo della politica; perché un allarmante dato sociale, una preoccupante spinta a livello nazionale della microcriminalità non può essere come una lettera scarlatta per l’ennesimo spot elettorale.

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