Case Popolari, Lega Nord, minimo 5 anni residenza nel territorio

Approvata all'unanimità in commissione la proposta di legge della Lega Nord Umbria

Case Popolari, Lega Nord, minimo 5 anni residenza nel territorio PERUGIA – “Il voto unanime in Terza Commissione alla proposta di modifica di legge regionale 23/2003 che prevede “Norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale”, rappresenta, non una vittoria della Lega Nord, ma una vittoria di tutti i cittadini umbri che stanno vivendo un periodo di forte disagio economico”. Lo dichiarano i consiglieri regionali della Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini.

“Abbiamo fatto un passo importante – prosegue il capogruppo Fiorini – verso il raggiungimento di un obiettivo che è quello di garantire l’accesso ai bandi di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale a chi possiede almeno 5 anni di residenza anagrafica o attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nell’ambito territoriale regionale. Ora l’atto dovrà passare per l’Assemblea, ma sia le volontà emerse in Commissione anche da parte della maggioranza, sia i pareri del presidente Attilio Solinas e dell’Assessore Giuseppe Chianella, che hanno giudicato nel complesso valida la proposta, fanno ben sperare per il completamento dell’iter del documento.

Questa proposta – spiega Fiorini – è stata elaborata per offire maggiori opportunità di accesso ai bandi di assegnazione delle case popolari alle famiglie e ai cittadini che sono radicati nella nostra regione in quanto parte attiva e propositiva di questo territorio e ne contribuiscono in termini di sviluppo economico e sociale. La crisi che sta attraversando il paese ha innalzato la soglia di povertà anche alle fasce più deboli della classe cosiddetta “media” ed è quindi opportuno che la politica vada incontro alle nuove esigenze del territorio.

Tra le novità introdotte dalla nostra proposta di modifica di legge regionale, la possibilità di accedere ai bandi anche per i titolari di proprietà assegnate in sede di separazione giudiziale al coniuge e sulla base della documentata indisponibilità della proprietà. Secondo una recente statistica elaborata dalla Caritas, infatti, veniva posto in evidenza come i coniugi separati o divorziati rappresentino i “nuovi poveri” della società attuale.

Per quanto attiene infine alla formazione della graduatoria per l’assegnazione degli alloggi – dice il capogruppo in Regione della Lega Nord Umbria – i Comuni potranno individuare eventuali ed ulteriori criteri per determinare i punteggi da attribuire complessivamente, fino ad un massimo di quattro punti, anche tenendo conto della durata del periodo di residenza nel territorio comunale. Tra i requisiti per accedere ai bandi – conclude Fiorini – poniamo, infine, l’assenza di titolarità, da parte dei componenti il nucleo familiare, di beni mobili registrati il cui valore complessivo sia superiore a 10mila euro, ad eccezione di quei beni utilizzati per lo svolgimento della propria attività lavorativa”.

 

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