CASA: VINTI, MAI PIU’ TRAGEDIE COME QUELLA DI RAGUSA

articolo_Selected(UJ.com3.0) PERUGIA – L’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti ha espresso “profondo sconcerto per la vicenda del muratore di Vittoria, provincia di Ragusa, che si è dato fuoco dopo che la banca gli ha pignorato l’abitazione per un debito di 10 mila euro”. “Il tragico episodio, ha affermato Vinti, si aggiunge alla lunga lista di storie di cittadini che stanno pagando i costi più alti della crisi economica e che attendono risposte concrete ed immediate dalla politica e dalle istituzioni. Ormai sono migliaia le famiglie sbattute fuori di casa per le difficoltà di far fronte agli affitti, nella maggior parte dei casi, dovute alla perdita del posto di lavoro. I redditi tendono a calare in misura maggiore rispetto ai prezzi delle case e agli affitti, manca una politica pubblica della casa mentre la legge che ha sostituito l’equo canone non funziona. A questo si aggiunga che i pignoramenti della case, in costante aumento, non servono nemmeno a risolvere il problema dei creditori, in quanto la banca che si rifà sulla casa di un debitore si ritrova in mano un bene invendibile o molto deprezzato. Ci saremmo aspettati iniziative, da parte del governo nazionale, volte al sostegno di queste famiglie, ha aggiunto l’assessore,  ma sia Berlusconi prima che Monti poi non hanno fatto altro che tagliare i fondi per il sostegno agli affitti senza mettere in campo proposte per l’attuazione e la salvaguardia del diritto alla casa”.

“In Umbria, ha sottolineato Vinti, sono previsti circa 1300 sfratti per il 2013 e nel prossimo triennio altre 4500 famiglie potrebbero restare senza un alloggio, mentre si stima la necessità di almeno 10 mila alloggi per rispondere alla emergenza abitativa sempre crescente.

Sono numeri che pongono la inderogabilità di misure per contrastare il fenomeno degli sfratti ed è per questo che chiediamo al governo il blocco immediato degli sfratti per morosità incolpevole e il riconoscimento di un principio, l’inviolabilità della prima casa, per sottrarre l’abitazione principale dalle morse dei pignoramenti e dei sequestri. La casa, conclude Vinti, rappresenta ormai un pezzo di quel welfare che in molti vorrebbero ridotto all’osso ed è per questo che va salvaguardata come diritto irrinunciabile del cittadino. Solo così facendo potremo evitare il ripetersi di drammi come quello di Ragusa”.

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