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Carla Spagnoli, Movimento per Perugia, Fcu, i lavori e il danno di immagine

i 63 milioni stanziati non possono bastare per tutta la linea

Perugina, Spagnoli, l’ennesima occasione persa!
carla spagnoli

Carla Spagnoli, Movimento per Perugia, Fcu, lavori e il danno di immagine

Da Carla Spagnoli
PERUGIA – Ritorniamo a parlare della FCU. Prendiamo atto che la giunta Marini ha assicurato la riapertura della linea San Sepolcro-Ponte San Giovanni entro i primi mesi del 2018. Fino a questo momento sono partiti solo i cantieri per la tratta Umbertide-Città di Castello (chiusa da due anni…) grazie a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) che in questo modo si dimostra un’azienda “diversa” da Umbria Mobilità, la principale responsabile del disastro FCU!

Tuttavia i 63 milioni stanziati non possono bastare per tutta la linea e ci chiediamo: quanto costerà a km la manutenzione della ferrovia (153 km)? Questo si saprà con certezza solo dopo l’analisi approfondita di tutta la FCU che verrà effettuata con un treno speciale messo a disposizione da RFI.

Fatta l’analisi, invitiamo la giunta a  richiedere da subito le risorse necessarie, senza aspettare che ci si “riduca all’osso” come è successo finora… Ora la giunta dovrebbe chiedere i fondi europei per l’acquisto del materiale elettrico, dal momento che la linea è elettrificata da San Sepolcro a Terni (ma non ancora nel tratto Sant’Anna-Ponte San Giovanni): che senso ha avere una linea elettrificata se poi sui binari viaggiano i vecchi, obsoleti e inquinanti treni diesel?

A proposito, come pensa Umbria Mobilità di risolvere la questione legata ai 4 treni elettrici “Minuetto”?

Sono costati circa 18 milioni di euro, ma di questi 4 “Minuetto” solo uno circolava, gli altri 3 sono in deposito senza pezzi di ricambio! Per sistemare i “Minuetto” forse si devono ancora pagare i fornitori? E nel caso, come pensa Umbria di saldare questi debiti…? Tornando ai lavori, ci permettiamo di suggerire due proposte: visto che si interverrà su tutta la linea, non sarebbe opportuno in futuro aumentare la velocità dei treni rispetto ai 90 km orari massimi consentiti prima dei problemi a tutti noti?

E visto che la FCU passerà ad RFI, perché la linea non viene prolungata da San Sepolcro fino ad Arezzo? In questo modo, oltre a vantaggi in termini di utenza, l’Umbria si aggancerebbe alla linea Altà Velocità già esistente ad Arezzo! Purtroppo, al di là dei lavori e dei tempi di riapertura, il danno d’immagine per l’Umbria rimane ed è enorme, con conseguenze che si protrarranno sia a livello turistico sia di utenza… Questo grazie ad una gestione miope della FCU da parte di un’amministrazione “dilettante” di sinistra!

Già si è visto come molti utenti siano “scappati” da tempo, mentre altri non prendono i bus sostitutivi e si sono già organizzati con i mezzi privati: verranno mai recuperati questi utenti? Quanti anni ci vorranno prima che la FCU ritorni (se ritorna…) efficiente nel rapporto costi/ricavi? Il danno ai cittadini con la chiusura totale della FCU dopo oltre 100 anni rimane una macchia indelebile per questa giunta nella storia umbra. Qualcuno pagherà mai per le sue responsabilità…? In uno Stato“normale”, qualcuno avrebbe già pagato da tempo…

Carla Spagnoli – Presidente Movimento per Perugia

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