Brutti su Outokumpu: “Quel pasticciaccio di Bruxelles”

Paolo Brutti, segretario regionale Idv
Paolo Brutti, segretario regionale Idv
Paolo Brutti, segretario regionale Idv

(umbriajournal.com) PERUGIA – “La pessima direttiva dell’Unione europea che, anziché regolamentare il mercato dell’acciaio, obbliga di fatto Outokumpu a cedere quote di mercato, rischia di produrre l’unico effetto da scongiurare con tutte le forze, ovvero lo smembramento della linea di produzione della Terni”.

Paolo Brutti, segretario regionale dell’Italia dei Valori, prende spunto dalle affermazioni della presidente Marini per mettere in guardia da eventuali pericoli e puntare l’attenzione sui veri obiettivi della trattativa. “Rivendicare il ruolo strategico delle nostre acciaierie è giusto ed è bene che a farlo siano le massime autorità del nostro Paese ma occorre fare attenzione a non mettere la multinazionale finlandese nelle condizioni di vendere a pezzi la linea di produzione, assecondando alla lettera l’insensata disposizione europea. Non si regolamenta un mercato obbligando un gruppo a vendere le proprie quote, alterando le norme basilari del mercato stesso, con gli acquirenti che ne approfittano e giocano al ribasso. Fosse per noi – insiste Brutti – Outokumpu potrebbe anche mantenere i suoi asset, in virtù del ruolo che l’acciaio ternano ha in Europa, prima ancora che in Italia. I Paesi asiatici non si fanno scrupoli in tal senso e noi europei dobbiamo capire di non essere soli al mondo ma dentro un mercato globale. Il ruolo delle istituzioni umbre – conclude Brutti – deve essere di vigilanza, denuncia e allarme per gli effetti nefasti che simili meccanismi possono produrre: anziché rinvigorire il mercato qui si rischia di far morire le poche realtà che funzionano”.

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