BRUTTI (IDV), RIFIUTI: “L’INCENERITORE NON SERVE PIÙ”

Gelsenkirchen_Kraftwerk_Scholven(UJ.com3.0) PERUGIA – “L’audizione degli Ati svoltasi oggi in Consiglio regionale dimostra che in Umbria non esistono più le condizioni economiche e quantitative per la realizzazione di un nuovo inceneritore”. E’ quanto afferma il consigliere dell’Italia dei Valori Paolo Brutti, al termine dei lavori del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale. “La quantità di rifiuti prodotti sta calando – afferma Brutti -, la raccolta differenziata cresce, sia pure mantenendosi al di sotto degli obiettivi di legge, il riciclo riduce la quantità di rifiuto secco da conferire agli inceneritori. Risultato, oggi siamo a meno di 70 mila tonnellate annue utilizzabili per l’incenerimento. Se non ci fosse stata l’Idv a insistere, fino a sfiorare una crisi di maggioranza, per evitare la nascita di un nuovo impianto, oggi avremmo buttato un sacco di denaro pubblico su un inutile camino”.

Brutti aggiunge: “Ora bisogna chiudere del tutto questa pratica. Il termovalorizzatore previsto nell’Ati 2 è tuttora in fase di progettazione per 200 mila tonnellate di combustibile. Se queste non ci sono più dovremmo essere costretti a importarle. Logica vuole che si proceda all’immediata cessazione dello studio e la progettazione dell’inceneritore per evitare di ridurre in cenere le già scarse risorse pubbliche. Se non bastasse neanche questa evidenza – conclude il consigliere regionale – va aggiunto che il ritardo sull’avvio dell’Ati unico regionale rende paradossale la costruzione di un nuovo bruciatore. In questi giorni sono in corso le gare presso gli Ati per la gestione del servizio, da qui ai prossimi quindici anni. Questo vuol dire che il nuovo camino entrerebbe in azione, nell’ambito di un unico Ati, solo a partire dal 2028”.

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