Brunello Cucinelli potrebbe diventare presidente Fondazione Cassa Risparmio

Il re del cachemire non sarebbe l'unico potenziale canidato

Brunello Cucinelli potrebbe diventare presidente Fondazione Cassa Risparmio
BRUNELLO CUCINELLI

Brunello Cucinelli potrebbe diventare presidente Fondazione Cassa Risparmio 

Brunello Cuncinelli, nome dell’imprenditoria noto in tutto il mondo e grande mecenate della cultura, potrebbe essere tra i papabili per la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Il suo nome, come scrive Aristei sul Corriere dell’Umbria, sarebbe in lizza con altri, tipo Giuliano Masciarri che ora è segretario generale e Giuseppe Depretis, attuale vicepresidente. Cucinelli, secondo voci, sarebbe la figura più indicata e di prestigio per ricoprire l’incarico di presidente della “generosa” Fondazione.

Fondazione che si appresta ad eleggere i nuovi componenti dei suoi organi: assemblea dei soci, comitato di indirizzo, consiglio di amministrazione, collegio dei revisori dei conti e presidente. Attualmente il presidente è Carlo Colaiacovo che, giunto al suo secondo mandato, non potrà più essere rieletto, così come vuole lo statuto della Fondazione.

Brunello Cucinelli è il fondatore della Brunello Cucinelli SpA che si occupa della produzione di abbigliamento pregiato in cashmere. Imprenditore del cashmere, secondo l’agenzia Bloomberg ha raggiunto lo status di miliardario il 9 maggio 2013, con il possesso del 65% delle quote della sua società, un pacchetto azionario valutato circa 947 milioni di dollari, che arriva a un valore totale di 1,5 miliardi di dollari se si considera la capitalizzazione di mercato della sua compagnia quotata alla Borsa di Milano. La Brunello Cucinelli SpA esporta i suoi prodotti di lusso in oltre 59 paesi del mondo. E’  stato il presidente del Castel Rigone Calcio dal 1998 al 2014. Ha finanziato l’imponente restauro dell’Arco Etrusco di Perugia. Ha realizzato il teatro che porta il suo nome, è presidente del Teatro Stabile dell’Umbria.

UN PO’ DI STORIA

L’azienda di Brunello Cucinelli è stata fondata nel 1978 dopo che lui aveva lasciato gli studi alla facoltà di ingegneria e aveva cominciato a produrre maglioni in cashmere colorati, diventando famoso proprio per questa scelta, che ai tempi era inusuale. Nel 2012 la società – che oggi ha circa 1.400 dipendenti e opera in oltre 50 paesi – si è quotata in borsa con successo, aumentando i profitti netti del 52 per cento, fino a 43,9 milioni. Nel 2014 le vendite sono aumentate del 10,4 per cento, fino a 472,8 milioni, e ora l’azienda ha un valore di mercato di circa un miliardo di euro. La società ha sede a Solomeo, un borgo medievale con 406 abitanti, frazione del comune di Corciano, in provincia di Perugia, in Umbria, ed è conosciuta, oltre che per i suoi vestiti, per i buoni risultati economici e per una filosofia molto sensibile alla vita privata dei suoi dipendenti e al miglioramento delle condizioni del paese che la ospita.

Brunello Cucinelli, ad esempio, vuole che i suoi impiegati finiscano il lavoro alle cinque e mezza e non si mandino email di lavoro fuori orario, per “conservare la propria energia creativa”.  Sull’importanza di non esagerare con il lavoro Cucinelli ha detto in diverse occasioni: «Se ti faccio lavorare troppo, ti rubo l’anima». Anche per questo motivo i suoi dipendenti fanno una pausa pranzo di un’ora e mezza all’una, durante la quale possono mangiare nella mensa convenzionata.

La Brunello Cucinelli negli anni ha investito molto anche nel paese di Solomeo, finanziando diversi progetti culturali e di restauro. Prima di tutto Cucinelli ha restaurato il castello medievale che è stato la prima sede dell’azienda, nel 1987; poi – quando la produzione è stata spostata in altre strutture a causa della crescita dell’azienda – nel castello, dove sono rimasti gli uffici amministrativi, è stata creata la “Scuola dei mestieri”, dove si insegnano materie come “rammendo e rimaglio”, “taglio e confezione”, “sartoria e arti murarie”.

Cucinelli ha spiegato che la sua filosofia aziendale deriva dalla sua esperienza familiare. Suo padre abbandonò la vita di campagna per un lavoro in fabbrica e Cucinelli ha raccontato di ricordarsi di lui esausto e spesso umiliato dalle prese in giro da parte degli altri lavoratori per i suoi vestiti da contadino e di aver visto in Solomeo l’occasione di creare l’ambiente di lavoro che suo padre non ha potuto avere, oltre a rivitalizzare un posto che gli abitanti avevano abbandonato. Negli anni Cucinelli ha costruito a Solomeo un teatro e un anfiteatro; una biblioteca aperta agli impiegati, con i libri di alcuni dei suoi pensatori preferiti (tra i quali Immanuel Kant e John Ruskin); ha restaurato edifici, vie, piazze, giardini, spazi pubblici e diverse costruzioni adiacenti al centro storico.

(FONTE ilpost.iti

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