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La brocca “piddina” umbra si è frantumata e i cocci sono sparsi ovunque…

palazzo_donini_di Morena Zingales
Il Pd a Perugia domenica ha preso una botta pesantissima con la sconfitta di Boccali. E da quel giorno veleni girano in città e all’interno del partito. La colpa non è solo dell’ex sindaco e quindi di una sola persona. Tutti contribuiscono alla rottura definitiva quando la “brocca è già segnata”. Gli italiani in Europa hanno scelto il Pd di Renzi, quello vero, ma in Umbria non né hanno voluto sapere.

Ora il Pd umbro che fa? Il partito litiga! Perché prima aveva fatto diversamente? Oggi si è scritto tanto su questo partito. Comunicati stampa inviati a tutti i giornali.

Litigano tra di loro, tra il vecchio e il nuovo, tra le cose tramontate e il rinnovamento che tarda ad arrivare, o meglio c’è solo nelle parole e no nei fatti.

Il perché lo possiamo vedere da una forte presenza di “dalemiani” in Umbria che si contrastano con i nuovi rinnovatori “renziani”. O meglio sono quest’ultimi contro i primi.

Ma chi sono i dalemiani e i renziani del partito democratico umbro?

Catiuscia Marini e Wladimiro Boccali, rispettivamente Presidente Regione Umbria ed ex (purtroppo per il PD) sindaco di Perugia sono dalemiani.

Giacono Leonelli, segretario regionale del Pd, insieme ai suoi è un renziano, poi abbiamo il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, lui è un renziano della prima ora.

Ma cosa è successo con esattezza da riempire oggi pagine di giornali e non solo? In effetti è tutto poco chiaro perché, all’interno del Pd, ultimamente non c’è niente di chiaro. Si è parlato di rinnovamento di trasparenza e poi i perugini e gli umbri in generale, dove il PD domenica ha perso, han dato una bella batosta.

E giù a incolparsi a vicenda? Tutto contro tutti, e questa non è una bella cosa per intenderci. Si perde di professionalità.

I perugini leggendo sui giornali quanto scritto in questi giorni diranno tra loro: “Abbiamo fatto bene a votare Romizi, visto quello che sta succedendo”.

Il Pd sta facendo l’ennesima brutta figura ed è chiaro che qualcosa al suo interno non va e molti ormai l’hanno capito da tempo.

[infobox color=”eg. light, green, blue, yellow, red”]La brocca si è frantumata e i cocci sono sparsi ovunque sul palazzo comunale di Perugia per non dire in quello regionale.[/infobox]

Sconfitto Boccali, arriva la presidente della regione Marini il giorno dopo con un comunicato stampa, dove chiedeva una presa di responsabilità da parte della segreteria regionale, la quale deve “fare un’analisi fresca e trasparente” sulla disfatta di Caporetto e cioè sulla clamorosa perdita di Wladimiro Boccali.

Ma non scherza Guasticchi, il primo vero colpo parte da lui. Il presidente della Provincia di Perugia tuona verso lo zoccolo duro dei “dalemiani”. Lo fa dal suo profilo Facebook. Il Pd umbro da riorganizzare dopo una profonda autocritica. Bisogna cambiare veramente verso, aprire il pd all’esterno e rompere lo schema dell’arroccarsi nei circoli……vorrei però ricordare a nuovi e vecchi renziani che il sottoscritto 4 anni fa ha invitato Renzi a Perugia….e molti mi presero per pazzo…

Poi arriva Francesco Giacopetti, segretario comunale, che su facebook scrive: “Vedi ad avere un babbo colto?: “ormai devi andare avanti, non puoi mediare, sennò fai la fine di Gorbaciov del ’92…” Un commento che arriva a margine di una conferenza stampa che non ha avuto proprio dei toni pacati.

Il risultato di ciò? Quattro componenti della segreteria comunale: Andrea Tafini, Francesco Rossi, Lavinia Pannacci, Nicola Casagrande hanno deciso di lasciare. La decisione è stata ufficializzata oggi. Francesco Giacopetti, segretario comunale, rinvia all’assemblea.

Ma Giacopetti se la prende con Leonelli: “Prenditi le tue responsabilità”. Il segretario comunale ha infatti, dichiarato: “Non possiamo ridurre di nuovo tutto alla vecchia sinistra e nuovo Pd, alle logiche della rottamazione e trascinare a oltranza ogni volta il concetto del cambiamento spesso più strumentale a esigenze interne che a quelle dei cittadini”. Non si ferma qui e ci va giù pesante: “Il rapporto con la città si è incrinato. Un perugino su due ha deciso di non decidere mentre l’amministrazione, oltre agli effetti di una crisi che è arrivata in ogni angolo della città, è stata lontana dalla vita quotidiana e non ha comunicato le cose buone fatte. Di certo però Boccali non può essere il terminale di tutte le difficoltà, si perde e si vince tutti insieme. E quando c’è un cadavere non servono gli avvoltoi”.

Una storia troppo lunga, cominciata anni fa. All’interno del Pd umbro si vedono due fazioni contrapposte sfidarsi. Da una parte i rottamatori, capeggiati proprio dal renziano Giacomo Leonelli, dall’altra quelli che vorrebbero rottamare e cioè la “casta” del Pd locale, guidati proprio dalla governatrice Catiuscia Marini.

Il Pd ormai non regge più.

Dopo Romizi, se continua così, pure un Ricci potrebbe entrare al palazzo regionale, perché se non l’avete ancora capito di Ricci ce ne sono ovunque ti giri… sia destra, sia a sinistra.

Ma il dilemma a questo punto pare essere sempre lo stesso e cioè i cocci ormai sono stati fatti… punto…o i vecchi vanno a casa, oppure si potranno scordare che il PD ritorni intatto in Umbria e, soprattutto, a Perugia, in quel palazzo giallo/arancio che padroneggia Corso Vannucci.

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