Bravi: “Riscopriamo il DNA di accoglienza e rispetto dei diritti dell’Umbria”

Mario Bravi

“Si avvicina il primo maggio, giornata del lavoro. E si avvicina anche la scadenza delle elezioni regionali del 31 maggio. In questa occasione, non possiamo non riflettere sull’incoerenza che caratterizza la Lega, asse portante della destra che vuole portare Ricci a presidente della Regione”. Esordisce così Mario Bravi, candidato Pd al Consiglio regionale, evidenziando un nuovo aspetto legato alle problematiche del lavoro in Umbria.

“Perché – prosegue – mentre la Lega nord e Salvini da una parte alimentano a piene mani l’intolleranza e il razzismo, dall’altra in Umbria manifesti giganti di Salvini indicano come opportuno il voto a degli autentici “padroni delle ferriere”, che si sono arricchiti e si stanno arricchendo proprio utilizzando decine e decine di lavoratori stranieri, provenienti dal nord Africa e dal Bangladesh.

Lavoratori sottoposti a turni massacranti, a ritmi inauditi e in condizioni assolutamente paragonabili a quelle che si verificano in alcuni casi eclatanti in Campania e in Puglia”.

“Invitiamo a riflettere – puntualizza Bravi – su tutto ciò e sull’autorevolezza del pulpito dal quale vengono impartite lezioni di presunto rinnovamento. Siamo più che mai convinti che queste logiche di destra vadano sconfitte, difendendo i diritti dei lavoratori italiani e non e sostenendo la candidatura di Catiuscia Marini come presidente della Regione Umbria e dei candidati della sinistra del Pd.

Ovvero una parte sicuramente favorevole logica di solidarietà e accoglienza, nel segno dei diritti del lavoro ai quali si richiama anche il pontefice. La terra di Francesco deve sconfiggere questo clima di intolleranza che non è nel DNA della nostra regione”.

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