Bistocchi, Bori e Vezzosi interrogazione su iscrizione nidi d’infanzia

mancanze da parte dell’Amministrazione, ma nessuna strategia “occulta”

Bistocchi, Bori e Vezzosi interrogazione su iscrizione nidi d'infanzia

Bistocchi, Bori e Vezzosi interrogazione su iscrizione nidi d’infanzia

Illustrando l’interrogazione presentata insieme ai colleghi Bori e Vezzosi, Bistocchi ha riferito che tutti i comuni (quindi anche quello di Perugia) annualmente, nel periodo compreso tra marzo e maggio, prevedono e gestiscono le iscrizioni ai nidi d’infanzia per l’anno successivo, ovvero da settembre, in modo da poter predisporre le graduatorie di accesso, anche al fine di informare le famiglie dell’eventuale accettazione, in modo da dare loro il tempo per potersi organizzare nel caso in cui il bambino non riesce ad accedervi. La maggior parte dei comuni hanno già predisposto il tutto, fissando un termine inderogabile di scadenza delle domande di iscrizione;

Nella pagina dedicata alle scuole d’infanzia del sito del Comune di Perugia, ad oggi non è prevista una scadenza finale, ma soltanto una dicitura anomala e non chiara riguardo l’apertura delle iscrizioni, che “è prevista intorno alla fine di maggio”.

Alcuni asili nido comunali della città di Perugia negli anni precedenti sono stati autorizzati in deroga ai requisiti suddetti richiesti dalla normativa regionale vigente, non essendo prevista la possibilità di una nuova deroga, per essere autorizzati anche per il prossimo anno scolastico devono rispondere a tutti i criteri ex art. 12.

In relazione a ciò gli istanti hanno chiesto di sapere:

  1. Se ci sono delle problematiche relative alla gestione dei nidi d’infanzia e delle difficoltà sull’apertura e quali sono i motivi. In caso contrario quali sono le ragioni di una così scarsa chiarezza di tale comunicazione, che mette in difficoltà le famiglie che hanno la necessità di iscrivere i figli facendo affidamento su notizie ufficiali, chiare e complete da parte del Comune di Perugia.
  2. Se sono stati realizzati tutti gli interventi necessari in modo che tutti gli asili comunali soddisfino i requisiti necessari ad ottenere l’autorizzazione all’apertura”.

L’assessore Wagué ha sottolineato che l’Amministrazione comunale nell’ambito della propria attività si muove nel pieno rispetto del Tuel. Ognuno (sindaco, assessore, uffici) ha, pertanto, il proprio compito e deve svolgerlo al meglio. Nello specifico la questione delle iscrizioni è di competenza di dirigenza ed uffici; per questo l’assessore ha letto la relazione sul punto trasmessa dagli uffici.

La concessione in scadenza comprende la gestione di 4 strutture, di cui tre comunali (Magnolia, Anatroccolo e Lilliput) ed una di proprietà del concessionario (Killipupu).

Col nuovo codice dei contratti e secondo la direttiva 1197 dell’Anac non è più possibile utilizzare la concessione, ma è necessario ricorrere all’appalto, che segue regole diverse.

Si è dovuto quindi assumere decisioni in relazione alle singole strutture: Magnolia è stata chiusa e si sono ampliati i posti all’asilo l’Anatroccolo. Per quest’ultimo è stato pubblicato avviso di manifestazione d’interesse per la gestione. Quanto a Lilliput, la struttura ha bisogno di interventi di riqualificazione pur mantenendo i livelli minimi di sicurezza. Dunque si garantirà la conclusione del ciclo ai bambini (n.6) senza prendere ulteriori iscrizioni onde effettuare i lavori nel 2018.

Per gli altri posti l’Amministrazione ha scelto di sperimentare l’acquisto presso strutture private autorizzate tramite elenchi di operatori cui attingere per soddisfare la richiesta delle famiglie che non riescono ad iscrivere i propri figli nelle strutture comunali.

Nelle more è stato pubblicato il D.L. 73 del 2017 che ha introdotto l’obbligo delle vaccinazioni e l’onere per le famiglie di presentare la documentazione entro il 10 settembre. Queste decisioni hanno comportato il ritardo nell’apertura delle iscrizioni che, tuttavia, stanno per partire e dovranno avvenire on-line.

Si precisa che nessuna struttura comunale verrà chiusa.

Wagué ha informato il Consiglio che la giunta ha provveduto a sollecitare la struttura comunale affinché la questione potesse essere risolta quanto prima; per questo gli uffici hanno lavorato sodo per consentire l’avvio delle iscrizioni come sopra annunciato.

In merito alla scadenza delle autorizzazioni regionali circa l’utilizzo delle scuole, Wagué ha specificato che come da tradizione con la Regione verrà avviato un confronto. Va tuttavia ribadito che l’Amministrazione ha dato avvio ormai da tempo ad un significativo piano di edilizia scolastica, ritenendo la questione un’assoluta priorità. Ciò in controtendenza con quanto fatto dalle Amministrazioni del passato.

Quanto al tema dei precari, Wagué segnala che al momento dell’insediamento la giunta ha trovato una situazione complessa, visto che erano ormai 20 anni che non si facevano concorsi. Per questo si è deciso di bandire un primo concorso che ha permesso di far entrare tre persone, individuandone altre tre idonee. Si sta ancora lavorando per trovare soluzioni per combattere il precariato.

In replica Bori ha parlato di una risposta “nulla” che non ha consentito di chiarire perché a Perugia non sia possibile iscriversi mentre negli altri Comuni sì. Secondo il consigliere la giunta continua a non fornire risposte sui servizi all’infanzia, mentre pensa di risolvere il precariato licenziando. Ha comunque chiesto l’intervento del sindaco sulla tematica.

Ed il sindaco, in avvio di intervento, ha rivolto le scuse dell’Amministrazione alla città per il ritardo nelle iscrizioni perché questa non è stata una buona prova della politica e dell’organizzazione. Tuttavia ha ribadito che i ritardi sono stati dovuti al nuovo codice dei contratti ed alla direttiva anac come segnalato.

Detto ciò il sindaco ha chiarito che in questa vicenda vi sono state delle mancanze da parte dell’Amministrazione, ma nessuna strategia “occulta”.

Non a caso la giunta è disponibile ormai da tempo ad incontrare i sindacati al fine di valutare le possibili soluzioni a fronte di questioni estremamente tecniche.

“E’ chiaro che con poche assunzioni nessuno pensa di risolvere il problema del precariato, ma dopo anni di vuoto totale è comunque un segnale del fatto che crediamo in questo servizio pubblico”.

Romizi sull’edilizia scolastica ha rivolto un invito alla responsabilità, perché non si può contestare all’Amministrazione di non aver messo soldi per la riqualificazione delle scuole. “A fronte di investimenti quasi nulli nei precedenti 10 anni, l’attuale giunta ha deciso di presentare un piano di 30 milioni di euro raccogliendo le risorse necessarie in ogni modo possibile”. Ciò grazie ad un contenimento della spesa che in tre anni ha permesso di risparmiare 25 milioni di euro “liberati” per dar corso alle priorità, tra cui appunto l’edilizia scolastica.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*