Bilancio regione, Smacchi, da Governo tagli per 250 milioni

Smacchi: "Le istituzioni devono riprendersi il loro ruolo guida perché la loro debolezza può essere fonte di tentazione da parte di poteri economici e lobby"

Bilancio regione; Smacchi, da Governo tagli per 250 milioni

ANDREA SMACCHI (PD-RELAZIONE DI MAGGIORANZA): “BILANCIO SANO NONOSTANTE I TAGLI. SERVE ROMPERE LO SCHEMA DELLA CONSERVAZIONE. Con questa prima manovra di bilancio la nuova maggioranza traccia le linee fondamentali di crescita, di sviluppo e di tenuta socio-economica del sistema regione. La Regione, malgrado i tagli della legge di stabilità e i vincoli del pareggio di bilancio, mantiene gli equilibri di bilancio e l’affidabilità dei conti, all’interno di una invarianza della pressione fiscale e senza alcun taglio dei servizi.

La Regione ha una SOLIDITÀ FINANZIARIA frutto di scelte orientate alla prudenza, rafforzata dal significativo margine di potenzialità fiscale disponibile. Per l’Umbria le manovre del governo hanno comportato per il 2016 un TAGLIO complessivo di 250 milioni di euro. Malgrado questo, anche per il 2016, come negli ultimi 10 anni, si è scelto di lasciare INVARIATA LA PRESSIONE FISCALE e confermare le agevolazioni ed esenzioni.

I NUMERI: Il bilancio di previsione 2016, che ammonta a 2 miliardi e 940 milioni di euro di cui circa 1,809 miliardi destinati al fondo sanitario nazionale, garantisce in toto il cofinanziamento dei programmi comunitari, tenta di ridurre al minimo i tagli delle risorse per le politiche sociali che sono alla base della nostra idea di sviluppo, fa scelte importanti nei trasporti e nel turismo e nelle politiche culturali.

Il CONTESTO Umbro è sempre più caratterizzato da trasformazioni sociali profonde; dall’impatto sulle famiglie della crisi; dalla popolazione che diminuisce e si invecchia; dai fenomeni migratori drammaticamente esplosi; dal formarsi di nuove povertà. In questo quadro vanno evidenziati all’interno della legge di stabilità regionale i 100mila euro a sostegno dell’assistenza legale per gli obbligazionisti umbri danneggiati dalla crisi degli istituti bancari. E i 2milioni di euro per i Comuni di Terni, Narni e della Valnerina dove ci sono impianti idroelettrici, risorse destinate allo sviluppo nel turismo e alla valorizzazione del territorio locale, dell’ambiente e del decoro urbano.

SCELTE PRIORITARIE: oggi la politica deve fare un salto di qualità nel riorganizzare al meglio la spesa pubblica, cercando di ridurre al minimo quella improduttiva; ma soprattutto nel definire nuovi parametri per l’intervento del pubblico per creare o ricreare le condizioni necessarie per la ripresa e il rilancio della nostra economia, concentrando le risorse su linee di intervento prioritarie e i cui risultati siano fin da subito verificabili. Lavoro, impresa, stato sociale, accoglienza, famiglia, cultura, sicurezza, sono gli asset da potenziare e su cui si dovranno costruire le nuove linee programmatiche di intervento. C’è bisogno di un sistema di norme semplice e snello con cui le istituzioni e la politica dovranno eliminare diseguaglianze sociali e economiche tra i cittadini, aiutando i ceti più in difficoltà, e sviluppare la competitività dei nostri territori.

FONDO PER LA LOTTA ALLA POVERTÀ: Rilevante la previsione di 12milioni di euro per la lotta alla povertà e volto a supportare i nuclei familiari più a rischio. Si tratta di risorse che la regione prenderà dalla nuova programmazione POR-FSE 2014/2020 ad integrazione di quelle previste dalla legge di stabilità nazionale. Una scelta importante che va nella direzione giusta. In Umbria i nuclei familiari con figli minori e con redditi Isee pari o inferiore a 3000 euro sono 6363. Tante, troppe famiglie che abbiamo il dovere di aiutare ricreando al più presto le condizioni per una vita dignitosa.

RINNOVAMENTO E INNOVAZIONE: rinnovamento e innovazione stanno trovando piena attuazione nei nostri territori; sempre più giovani ed imprese investono e rischiano risorse in progetti all’avanguardia, nella valorizzazione delle tipicità umbre. Compito delle istituzioni e della politica, è quello di collaborare affinché questa Umbria laboriosa e solidale si affermi. Per fare questo però dobbiamo modificare approccio e pensiero. L’Umbria che sta cambiando ha bisogno di maggior flessibilità, di avere strumenti sia operativi che legislativi aggiornati e adeguati in grado di dare risposte certe in tempi certi.

FONDI COMUNITARI: Le risorse europee della programmazione 2014–2020, circa 1471 milioni di euro, cofinanziate in maniera importante dalla regione, che mette a disposizione dal proprio bilancio circa 239 milioni, potranno dare una considerevole spinta al sistema economico e sociale se sapremo sfruttare quell’effetto leva che la sinergia pubblico-privato ha dimostrato in passato di produrre pari a 7/10 volte le somme pubbliche investite e così costruendo basi solide per il rilancio economico della nostra regione. Troppo spesso però ci si trova ancora di fronte a meccanismi farraginosi, complicati; gli stessi bandi o misure da noi predisposti a volte hanno una soglia troppo elevata, pensati per le imprese più grandi e più strutturate, con la conseguenza che finiscono per tagliar fuori le piccole e micro imprese che rappresentano il 95 per cento del nostro sistema produttivo e rispetto alle quali dobbiamo avere maggiore attenzione e fare sicuramente di più.

È sempre più necessario ROMPERE LO SCHEMA DELLA CONSERVAZIONE che attraversa non solo la politica, ma anche mondi che in tempi recenti erano più attenti al contributo a pioggia anziché ad un reale investimento in innovazione. Dobbiamo superare questo modo di pensare che teme il cambiamento e qualsiasi forma di innovazione e che riguarda una classe dirigente larga oggi ancora troppo ferma e incline a guardare al passato come forma di autodifesa. Le istituzioni devono riprendersi il loro ruolo guida perché la loro debolezza può essere fonte di tentazione da parte di poteri economici e lobby che trovando spazi aperti hanno interesse ad occuparli; noi tutti oggi, a partire dal bilancio, abbiamo il compito di riaffermare quella autorevolezza e quella supremazia della politica nel senso più nobile della parola che in questo momento storico sembra venuta meno”.

SCHEDA: CONTENUTI E SCELTE DELLA MANOVRA DI BILANCIO

La Regione Umbria presenta una situazione di complessiva SOLIDITÀ FINANZIARIA, frutto di scelte orientate alla prudenza, rafforzata dal significativo margine di potenzialità fiscale disponibile. La Regione ha rispettato il patto di stabilità interno, ha utilizzato la propria capacità di indebitamento al di sotto del limite consentito dalla legge, non ha fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria, non è stata sottoposta ai piani di rientro in sanità, non è mai stata stata destinataria di segnalazioni della Corte dei Conti per squilibri di bilancio, presenta una situazione di tesoreria priva di criticità e i rendiconti regionali sempre parificati.

La Regione non ha agito sulla LEVA FISCALE, tanto che la pressione fiscale regionale è rimasta di fatto inalterata nell’ultimo decennio. Sono state cancellate tutte le tasse di concessione, ad eccezione di caccia, pesca e raccolta tartufi; non è stata applicata l’imposta regionale sulle emissione sonora degli aerei; non è aumentata la tassa automobilistica, l’addizionale regionale sul gas metano è al minimo, l’Irap è stata ridotta in maniera selettiva.

Anche per la MANOVRA DI BILANCIO 2016-2018 le linee di indirizzo prevedono l’invarianza di tutte le aliquote dei tributi propri regionali; l’ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore; viene preservata la parte di bilancio che riguarda la tutela della coesione e della qualità sociale, con la salvaguardia delle fasce deboli della popolazione; c’è una ulteriore razionalizzazione delle spese di funzionamento dell’ente, pur tenendo conto quest’anno dell’impatto della riforma delle province; prosegue il percorso di miglioramento dell’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate, con particolare riferimento alla tassa automobilistica; si confermano il cofinanziamento della nuova programmazione comunitaria, il ricorso al mercato per specifici investimenti settoriali e l’equilibrio in sanità.

Nella manovra c’è la CONFERMA DI AGEVOLAZIONI E ESENZIONI con la soppressione dell’imposta regionale sulla benzina di 2,5 centesimi il litro per finanziare la ricostruzione del sisma di Marsciano; mantenuta la riduzione del 50 per cento dell’Irap per le cooperative sociali di tipo A e l’esenzione totale per quelle di tipo B; riduzione del 10 per cento della tassa auto per i vicoli storici.

I 10milioni di INVESTIMENTI, con ricorso al mercato, serviranno per 2,1milioni all’acquisto e manutenzione dei beni immobili, in particolare per quelli per il diritto alla studio di Perugia, 3 milioni per le infrastrutture per la mobilità e trasporto; 2,2 milioni per la forestazione e l’economia montana; 500mila euro per l’impiantistica sportiva, 500mila per il sistema museale; 1,7 milioni per il cofinanziamento del programma di investimenti.

Centrale, nelle SCELTE DI BILANCIO, il cofinanziamento della programmazione comunitaria, visto che le risorse per l’intera programmazione 2014/2020 sono di 1,471 miliardi di euro di cui 239 milioni a carico della Regione. L’impatto del bilancio regionale determinato dalla riforma delle Province che ha un costo totale solo per il personale di 8,9 milioni di euro, di cui 7,4 a carico del bilancio della Regione, a cui vanno sommate le spese di natura indiretta per circa un milione e mezzo di euro. Senza considerare il personale arrivato dalle Province, la spesa per il personale della Regione è di 58,2 milioni di euro nel 2016, in costante diminuzione negli ultimi anni.

LA LEGGE DI STABILITÀ Il ddl Stabilità 2016 si compone di 13 articoli e prevede, tra le altre cose, un contributo di 10mila euro per la Fondazione centro studi ‘Aldo Capitini’ di Perugia; 100mila euro per la formazione del personale regionale; 500mila euro per la realizzazione di manifestazioni ed eventi per la promozione in Umbria del Giubileo della Misericordia; sostegno all’assistenza legale per gli obbligazionisti umbri danneggiati dalla situazione di crisi degli istituti bancari Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti; 2 milioni di euro, utilizzando le maggiori risorse derivanti dall’aumento delle tariffe del demanio idrico, a favore degli enti locali in cui sono collocati gli impianti di derivazione di acque pubbliche ad uso idroelettrico; ricondurre l’attività della Film commission all’interno dell’ufficio turismo della Regione.

DDL COLLEGATO Riduzione del 15 per cento del canone di concessione delle aziende agrarie che fanno parte del patrimonio regionale; proroga del fondo di autoritenzione regionale per le aziende sanitarie, norma di autotutela per la gestione rischi; istituzione dell’Organismo strumentale per gli interventi europei che agevola la gestione finanziaria degli interventi finanziati dalle risorse europee; autorizzazione agli enti strumentali della Regione ad attivare anticipazioni di cassa.

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