Bilancio 2016 Regione Umbria, Claudio Ricci, solo gestione ordinaria, mancano azioni efficaci

Manca un piano riduzione sprechi-inefficienze

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Bilancio 2016 Regione Umbria, Claudio Ricci, solo gestione ordinaria, mancano azioni efficaci

Claudio Ricci (consigliere regionale dell’Umbria), in relazione agli strumenti finanziari 2016 (verranno discussi in aula la prossima settimana), osserva che si tratta di un “bilancio ordinario”, senza azioni strutturali, capaci di “attivare investimenti aggiuntivi”, e che “mette in sicurezza (attraverso co finanziamenti) i fondi strutturali dell’Unione Europea sino al 2020 (in totale 1.47 miliardi €). Oggettivamente “diminuiscono le risorse” dallo Stato (di circa 90 milioni €) e le Province (solo “virtualmente” eliminate) pesano sulla Regione Umbria per ulteriori costi di 15 milioni € (dato prevedibile).
Manca un “piano di riduzione di sprechi e inefficienze” (le spese “correnti” settoriali erano crescite nell’ultimo anno “rendicontato” 2014 del +0.83%) e, ancora, le risorse destinate a enti e società partecipate (nel 2014 erano 28 milioni €) sono elevate.
Le “risorse libere” (realmente spendibili) continuano a calare (nel biennio 2012/14 si sono ridotte di oltre 100 milioni €). Il livello di indebitamento cresce e preoccupazione emerge dai “titoli derivati” (“nozionale” di 322 milioni €, con scadenza al 2031 e 2037) che creano ulteriori perdite annuali (previste anche nel 2016). Viene citato che “le tasse regionali non aumentano” ma, visto che già oggi pesano molto su famiglie e attività, bisognava con la riduzione di spechi e inefficienze, ricavare più risorse per diminuirle e aumentare le azioni per lo sviluppo, il lavoro e il sostengo alle famiglie povere (oltre 30.000 nella Regione; secondo la Banca d’Italia i “redditi familiari”, in Umbria, si sono ridotti, dal 2007/2008 ad oggi, del 8.4%, dato ben oltre la media nazionale segno di una Regione “fragile” alla crisi).

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