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Biblioteca degli Arconi assessore Calabrese annuncia incontro pubblico

ANNUNCIATO PER IL 20 OTTOBRE UN INCONTRO PUBBLICO

Biblioteca degli Arconi assessore Calabrese annuncia incontro pubblico

Biblioteca degli Arconi assessore Calabrese annuncia incontro pubblico

PERUGIA – La V Commissione consiliare Controllo e Garanzia ètornata di nuovo sulla questione della Biblioteca Multimediale degli Arconi, secondo la richiesta di attivazione dei consiglieri Bori, Bistocchi e Arcudi, giàdiscussa lo scorso 2 ottobre alla presenza della Soprintendente Mercalli. Come richiesto nella scorsa seduta, oggi la discussione ha visto il confronto con l’assessore Francesco Calabrese e i tecnici del Comune, l’arch. Barcaccia, l’ing. Becchetti, l’Arch. Antinoro e il dott. Martani.

“La situazione sta creando forte dibattito in città-ha ricordato Bori ad avvio di seduta- ed anche criticitànei rapporti tra istituzioni, associazioni e nel tessuto cittadino. Ritengo che nel momento in cui in un’area destinata a piazza viene inserita una cubatura venga modificata la destinazione della piazza stessa. Mi chiedo quale sia oggi questa destinazione. Non posso non esprimere perplessitàsu come il progetto èstato portato avanti. Il primo progetto a nostro avviso -ha proseguito Bori- era meno impattante e rifunzionalizzava una zona, andando a coronare un progetto complessivo, mentre la scelta di cambiare il progetto originario non èstata condivisa e partecipata.”

L’Assessore Calabrese, dal canto suo, ha sottolineato la legittimità del lavoro degli uffici, innanzitutto nel rapporto con la Soprintendenza. Riguardo al tavolo tecnico sollecitato anche la settimana scorsa dalla Soprintendente, Calabrese ha precisato che tale tavolo non èuna novità, ma fa parte di un percorso comune giàprevisto con la Soprintendenza stessa, per cui si pone in continuitàcon quanto giàprevisto.

“Non abbiamo mai voluto nascondere alcunché-ha detto Calabrese– e non lo facciamo certo in questa occasione. Il 20 ottobre prossimo, alla Sala Sant’Anna in Viale Roma -ha annunciato- terremo proprio un incontro aperto alla cittadinanza per parlare di questo progetto, anche se ricordo che giànel gennaio 2016 era uscita un’intervista allo stesso ing. Becchetti sulle modifiche del progetto originario, con tanto di rendering, che giàavrebbe potuto aprire una discussione.”

“La zona degli Arconièstata per anni marginale alla città-ha proseguito ancora Calabrese- poi, con il Minimetrò si è riaccesa una luce su quel luogo che è diventato una porta di accesso alla città, che evidentemente non poteva essere lasciata come era. Il tema decisivo -ha concluso l’Assessore, definendo la riqualificazione degli Arconi un “appuntamento con la storia”- non ètanto il recupero edilizio, quanto la funzione da dare a quell’area, il come renderla e mantenerla viva, per far si che il degrado che la occupava in passato possa essere eliminato.”

A ricostruire tutti i passaggi èstato quindi l’Ing. Becchetti, che ha ricordato come giànel novembre 2013 fosse stato presentato un progetto che prevedeva strutture portanti in cemento armato, poi modificato nel 2014 per varie ragioni, tra cui l’esigenza di una nuova distribuzione degli spazi, la disponibilitàdella Sala Gotica giàin fase di recupero e un costo finale del primo progetto molto piùalto rispetto a quello stimato.

“Nel giugno 2015 -ha spiegato Becchetti– ci siamo trovati con il parere non favorevole del Soprintendente e abbiamo dovuto capire cosa fare perchèrischiavamo di perdere le risorse messe a disposizione dalla Regione -3,5 milioni di euro-  e dalla Cassa di Risparmio -700mila-, che richiedevano l’affidamento entro il 31 dicembre di quell’anno. Abbiamo quindi fatto alcuni incontri con la Soprintendenza dalla quale abbiamo avuto un parere favore informale su un’ipotesi progettuale il 23 luglio. A quel punto -ha proseguito Becchetti- abbiamo lavorato per sviluppare il progetto esecutivo autorizzato dalla Soprintendenza nel settembre 2015 e a ottobre èandato in gara. Ciòche abbiamo voluto fare con il nuovo progetto èstato non interferire con l’antica costruzione muraria, attraverso delle nuove strutture reversibili, compatibili e distinguibili dagli Arconi, che fossero al contempo in rapporto con il giardino e il paesaggio circostanti.”

Becchetti ha anche spiegato che l’appalto iniziale era per 4 milioni e 180mila euro e che erano pervenute numerose offerte, le cui buste, considerando i tempi tecnici dell’appalto sono state aperte il 29 dicembre e il giorno successivo èstata fatta l’aggiudicazione per 2 milioni e 474 mila euro, nel rispetto meticoloso delle scadenze prestabilite. I lavori sono stati poi consegnati il 20 luglio e comunicati alla Soprintendenza stessa il 10 agosto, ad inizio effettivo dei lavori medesimi, a cui poi ha fatto seguito un sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza al cantiere nel mese di novembre, mentre a luglio di quest’anno si ètenuto un incontro con le principali associazioni alle quali èstato illustrato il progetto nel suo complesso, in conformitàall’iter previsto sia da un punto di vista tecnico che ammnistrativo.

Alla richiesta del consigliere Bori di spiegare ulteriormente la variante urbanistica, Becchetti ha risposto che la stessa era stata approvata dal Consiglio comunale il 22 giugno 2015, senza che vi fosse un aumento di Suc. La stessa variante -ha aggiunto poi l’Arch. Antinoro- andava a modificare le previsioni urbanistiche di tutto il complesso della rupe ATC6,Arconi e Mercato coperto, secondo  quanto prevedeva il vecchio progetto del projectfinancing, che prospettava per l’area attivitàdi ristorazione e parcheggio, mentre con la variante di ponevano limiti molto piùsignificativi di conservazione.

La variante stessa e la delibera del consiglio che l’ha approvata èstata oggetto di discussione, in quanto nella stessa non si fa riferimento agli Arconi, ma solo al Mercato coperto, con una strutturazione -secondo lo stesso consigliere Bori, la sua collega di partito Erika Borghesi e la capogruppo M5S Rosetti- che avrebbe potuto indurre in errore i consiglieri, in quanto non chiara.

Lo stesso assessore Calabrese ha ribadito che la variante, risalente al febbraio 2015, non riguardava  le strutture aggettanti, che risalgono invece a dopo il parere della Soprintendenza nel luglio di quell’anno, ma sottolinea un orientamento giàespresso dalla Giunta Boccali e fatto proprio successivamente verso un intervento più leggero, di rifunzionalizzazione della piazza e della struttura.

Nel rispondere alle domande dei consiglieri, i tecnici hanno spiegato che si è partiti dal progetto degli Arconi tamponati a filo, con un volume consolidato, superiore rispetto alla volumetria che si ottiene a seguito dell’arretramento, la cui riduzione èstata quindi compensata con la realizzazione dei corpi aggettanti, facendo si che, alla fine, la volumetria, rimanesse sostanzialmente invariata.

“Se la Soprintendenza chiede -ha spiegato Antinoro- di abbassare i corpi aggettanti, l’unico modo èriducendo i soppalchi, per cui abbassiamo tutto di un metro. Non èinvece possibile arretrare ulteriormente. Nel tavolo tecnico -ha spiegato ancora- abbiamo concordato che ci saranno anche una serie di accorgimenti per rendere distinguibile il muro, per esempio con una particolare illuminazione. In ogni caso, l’aggetto èdi un metro e venti e serve per non ancorarsi all’Arcone. Mi preme anche sottolineare -ha concluso- che non siamo di fronte ad un semplice intervento edilizio, ma ad un progetto ben piùcomplesso che recupera la piazza e la sua visione unitaria, con un prospetto degli edifici piùimportanti della città. Proprio per questo abbiamo spostato gli ascensori togliendo la vecchia struttura in mezzo che non permetteva di percepire la piazza nella sua interezza.”

Per il consigliere Nucciarelli la funzione di un progetto è senz’altro fondamentale, ma “quando siamo di fronte a monumenti cosìimportanti -ha detto- la componente estetica èaltrettanto se non piùimportante. La funzione va, dunque, commisurata al rispetto del monumento.”A suo avviso, ciòche era da fare era diminuire i volumi ed evitare le strutture aggettanti. Per il capogruppo Pd Diego Mencaroni, invece, si tratta di un vero e proprio scempio. A suo avviso, le protuberanze devastano la forma e il valore storico del monumento, per cui l’amministrazione dovrebbe fare un passo indietro e demolire quanto èstato costruito, per il bene della cittàdi Perugia.

Al contrario, la capogruppo di Crea Perugia Leonardi, ha tenuto a sottolineare che la delibera del consiglio sulla variante riguardava la destinazione d’uso dell’area non il progetto, le cui modifiche risalgono a luglio. “Inizialmente si prevedeva di realizzare in quell’area attivitàdi ristorazione e un parcheggio, ritengo -ha affermato- che la biblioteca multimediale sia decisamente meglio.

Al termine, su proposta del consigliere Tracchegiani, èstato ipotizzato un sopralluogo dei consiglieri stessi al cantiere.

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