Basta cemento per le nostre città: riqualifichiamo l’esistente

Sabato 23 Maggio, in via Tornetta, presso la sala Santa Chiara a Perugia, i candidati della lista l’Umbria per un’altra Europa e il candidato Presidente Michele Vecchietti hanno incontrato i cittadini per ragionare sul tema della città del suo possibile sviluppo, del suo rapporto con il territorio.

Dopo una approfondita introduzione della candidata Roberta Perfetti sulla storia recente delle città e della città di Perugia in particolare che ha visto progressivamente deteriorarsi tessuto economico e relazioni sociali in una atrofia generale della politica che non ha saputo valorizzarne le indubbie ricchezze storico-artistico-culturali, ha portato il suo contributo l’architetto Guarducci con un focus importante sul Testo Unico per l’Edilizia approvato dalla Regione dell’Umbria a Gennaio 2015 che è stato impugnato dal Governo Italiano e che quindi dovrà essere cambiato e sulle contraddizioni di questo testo unico nato per semplificare, ma che non pare abbia semplificato un bel niente.

Dopo interessanti interventi di analisi e sviluppo della città portati da rappresentanti di Associazioni, Comitati e dai cittadini, ha chiuso l’incontro il candidato Presidente Michele Vecchietti che ha provato a portare a sintesi i diversi contributi ascoltati focalizzando l’attenzione su alcuni punti di particolare importanza.

In primo luogo la considerazione che lo sviluppo diseguale, disarmonico, la trasformazione delle città, è figlia del modello di sviluppo iperliberista che scompone la società, che isola gli individui, che produce non luoghi, che peggiora la qualità della vita nelle città di fatto svuotandole. In secondo luogo ha sottolineato come il ciclo legato al cemento, alle cubature, al costruito connesso a sviluppi demografici mai verificatisi abbia in realtà prodotto degli effetti devastanti in termini di sostenibilità ambientale e sociale e ad oggi potremmo dire anche economica, arricchendo pochi e impoverendo le città, con i Comuni.

che ciecamente hanno riprodotto lo schema anche su piccola scala andando a chiudere i bilanci solo grazie alle entrate per gli oneri di costruzione di case ad oggi per lo più disabitate. Il candidato ha fatto poi notare come la perequazione urbanistica prevista nel Testo Unico e quindi la possibilità di mercanteggiare cubature e destinazioni d’uso, classificazioni, in realtà ci parla di una scelta miope che spinge ancora verso il costruito più che verso la riqualificazione. Anderebbe posta la questione della riqualificazione, ma accanto a questa andrebbe posto rimedio all’eccessivo consumo di suolo degli ultimi anni anche rinunciando alla cubatura inutile e anzi ad oggi dannosa. La semplificazione sbandierata dalla giunta uscente in realtà va interpretata per quello che è: la proliferazione delle deroghe!

Va difesa la nostra Regione rispetto anche alle possibili infiltrazioni della malavita organizzata, va istituito un registro dell’invenduto che consente una lettura immediata dei fenomeni urbanistici altrimenti fuori controllo e quindi da porre in agenda politica regionale dei prossimi mesi. La città va pensata dai cittadini per i cittadini rispetto ad un modello di sviluppo che sceglie tra il cemento e la sostenibilità, tra il battere cassa e il lungo periodo, tra la desertificazione che avvantaggia pochi e la qualità della vita che migliora all’aumentare delle relazioni sociali.

Per invertire le tendenze nefaste degli ultimi anni dunque una strada c’è: votare il 31 di maggio la lista e i candidati de l’Umbria per un’altra Europa.

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