Banche salvate, Galgano (SC): eliminare inspiegabile discriminazione tra obbligazioni per i rimborsi

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Adriana Galgano

Banche salvate, Galgano (SC): eliminare inspiegabile discriminazione tra obbligazionisti per i rimborsi

Banche salvate, siamo assolutamente insoddisfatti dalla risposta del Governo. Continuare a demandare la responsabilità di determinate scelte all’Unione europea è ingiustificato e crea pericolosi risentimenti antieuropeisti nel Paese. Se avete negoziato l’accesso al Fondo di solidarietà per gli obbligazioni che hanno acquistato i titoli direttamente da Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, CariChieti e CariFerrara, potevate farlo anche per coloro che li hanno comprati dagli intermediari. E’ incomprensibile perché una regola che vale per alcuni, non debba valere anche per gli altri a fronte delle stesse obbligazioni acquistate”. Così la deputata del gruppo di Scelta Civica, Adriana Galgano ha risposto al ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan durante il question time alla Camera sull’interrogazione relativa al mancato accesso ai rimborsi automatici per coloro che hanno acquistato le obbligazioni subordinate da operatori diversi dalle banche messe in liquidazione.

“Approfondiremo la questione – ha chiuso Galgano – e presenteremo emendamenti per rendere non operativa questa normativa che comporta una inspiegabile quanto odiosa discriminazione”.

L’interrogazione presentata dalla deputata umbra fa riferimento alle numerose proteste che si sono levate in queste settimane rispetto alla disciplina relativa ai rimborsi automatici per coloro che hanno acquistato le obbligazioni delle quattro banche salvate dal Governo un anno fa. In base ai criteri stabiliti nel decreto, infatti, tra i requisiti per poter avere diritto alla restituzione delle somme investite in obbligazioni subordinate, che hanno perso valore a seguito della messa in liquidazione di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariChieti e CariFerrara, si deve averle acquistate direttamente dagli istituti di credito. In sostanza, a fronte dei medesimi titoli, coloro che li hanno comprati dagli intermediari finanziari non hanno diritto a richiedere i rimborsi. Per le associazioni dei consumatori, Codacons, Adusbef e Altroconsumo, si tratta di una discriminazione inaccettabile che rischia di penalizzare oltre 4mila persone.

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