Aurelio Fabiani, sulle elezioni regionali e i compiti dei comunisti

da Aurelio Fabiani (CASA ROSSA Spoleto)
Le elezioni in Umbria come ampiamente previsto sono state appannaggio dei due Comitati d’Affari della borghesia nostrana, il Centro Sinistra della Marini e il Centro Destra di Ricci che si sono portati via più di 4 voti su cinque. Il vero vincitore però è l’astensionismo, un umbro su due non ha votato, manifestando così la propria rabbia contro un sistema fondato sulla miseria e sull’ingiustizia sociale. Il voto di protesta cosiddetto, cioè quello che cerca di raccogliere i “mal di pancia” di ogni tipo, insomma i 5 stelle, ha avuto un risultato inferiore a quello di tutte le altre regioni in cui si è votato. Il voto con la testa, quello che spiega in questa fase di durissima crisi del capitalismo che affama, “perché succede” e “di chi è la colpa”, ma ancor più indica “che fare”, cioè il voto a CASA ROSSA PCL ha avuto solo lo 0,5 per cento, ovvero 1500 voti circa.

Un voto che avevo immaginato diverso, nel senso che ho ipotizzato una percentuale minima superiore all’1% e anche vicina all’ 1,5%. In questa valutazione c’era la dichiarata simpatia elettorale di alcuni compagni ex PRC sparsi qua e là per la regione e la capacità di riconoscibilità della proposta politica attraverso il simbolo dei lavoratori, la falce e il martello.
Questo ipotizzato risultato non avrebbe raffigurato una situazione molto diversa da quella che i risultati elettorali hanno offerto, ma avrebbe detto che lo scollamento tra chi pensa comunista e i soggetti sociali proletari che sono il riferimento della nostra iniziativa politica era un po’meno profonda.

Siccome è necessario per un rivoluzionamento dei rapporti sociali partire dalla concreta realtà, è cosa buona e utile sgombrare la lotta da ogni illusione, anche quella funzione automaticamente catalizzatrice del simbolo. Cioè i simboli sono importanti ma di per se non sufficienti per una risposta politica vera che deve avere alla base una strutturazione politica reale nei territori.
Là dove accade, è l’esempio di Casa Rossa a Spoleto, il risultato cambia in modo apprezzabile, e in percentuale si triplica il risultato elettorale regionale. Lo stesso accade dove ci sono situazioni strutturate di compagni che pur non riconoscendosi nel percorso politico di Casa Rossa o del PCL, ma volendo votare comunista (non rassegnandosi all’astensione) hanno espresso un consenso a nostro favore, è il caso di Gubbio, con un risultato simile a quello di Spoleto. In entrambi i casi (di Spoleto e Gubbio) CASA ROSSA PCL supera ampiamente L’Altra Umbria per l’Europa, rispettivamente 1,5 (CR-PCL)a fronte dell’1,1(AUperlE) e l’1,2 a fronte dello 0,7.
La battaglia politica ora continua sul terreno a noi più consono, delle lotte sul posto di lavoro e per i diritti sociali e ciò dovrà produrre anche organizzazione politica vera, adeguata a svolgere il compito politico dichiarato.

Gli insegnanti come me hanno prioritario in questo momento il compito di rompere, con la lotta, il progetto Renziano di una scuola autoritaria e subordinata agli interessi delle aziende, gli operai delle Industrie Metalurgiche Spoleto, degli Acciai Speciali Terni, continueranno la battaglia per il lavoro.
Continueremo a scavare fino a che si troverà la via d’uscita dal tunnel dove i padroni vogliono seppellire i comunisti. Sconfiggere la società capitalista fondata sull’odio dei potenti e sull’egoismo sociale, costruire la società dell’uguaglianza e della vera libertà.

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