Attilio Solinas, Pd, “stronca” la rievocazione Perugia 1416

Andrea "Braccio" Fortebracci da Montone era distruttore di città

Perugia 1416, Solinas (PD): «Rievocare un distruttore di città?»

Attilio Solinas, Pd, “stronca” la rievocazione Perugia 1416

da Attilio Solinas
L’iniziativa dell’assessore regionale Fernanda Cecchini di sostenere, anche a parole, “l’artificiale” e costosa rievocazione degli eventi accaduti nel 1416 non è in linea con il mio personale sentimento e con quanto espresso in più occasioni da una consistente parte della società perugina, comprendente, peraltro, personalità di indiscutibile competenza storica e di grande sensibilità civica.

Il rievocando Andrea “Braccio” Fortebracci da Montone, cavaliere di ventura, distruttore di città e noto guerrafondaio dell’epoca, è legato al capoluogo umbro solo per esservi nato e per averlo conquistato grazie alla forza delle armi, con la battaglia di Sant’Egidio – perché non intitolargli anche l’aerostazione ?! – del 12 Luglio 1416.

Perugia si rifà, quindi, a cotanto cavaliere per una sconfitta subita ad opera sua e dei suoi prezzolati armigeri e per essere stata uno dei suoi tanti terreni di conquista nella sua mira espansionistica verso il mare adriatico, arrestatasi – per fortuna – presso il castello di Cantiano, cittadina nota per le sue amarene – chissà se all’epoca già esistenti e fattore occasionale di distrazione e di sconfitta per il nostro mercenario…- . Bene ha fatto, quindi, il Professor Grohman ad esprimere il paragone tra la rievocazione perugina di Braccio con quella dell’Italia che intendesse rievocare la sconfitta di Caporetto.

Ci si chiede perché, mentre tutte le altre manifestazioni storiche dell’Umbria celebrano momenti unificanti (significative ricorrenze come la Quintana, il Calendimaggio di Assisi, i Giochi delle porte di Gualdo Tadino o le Gaite di Bevagna) a Perugia si intende celebrare la vittoria di nobili mercenari contro i popolari della città.

Mi sorge, poi, il dubbio che la mia amica Fernanda Cecchini, da ex sindaco tifernate, voglia, invero un po’ tardivamente, riabilitare e attivare una sorta di “grazia” a favore di Braccio che, avendo, all’epoca, ucciso tre membri di una fazione avversaria dei Raspanti a Montone e successivamente un povero tifernate che si trovò lì di passaggio, si guadagnò una condanna per omicidio e una taglia sulla testa, da parte del governo di Città di Castello.

Attilio Solinas, Pd, “stronca” la rievocazione Perugia 1416

Con meno propensione allo scherzo accoglierei l’eventuale decisione dell’assessorato regionale alla cultura di assegnare una somma che non sia “poco più che simbolica” per una rievocazione “storica” di cui la mia città non aveva alcuna esigenza e per la quale, molto probabilmente, è già stata spesa una consistente quota del finanziamento “premiale” di un milione di euro, ottenuto dal MIBACT per essere capitale italiana della cultura 2015, titolo ottenuto grazie a validi e costosi progetti finanziati dalla Regione, dei quali l’amministrazione del comune di Perugia dovrebbe, se non altro per rispetto e correttezza istituzionale, tenere conto. Ma l’educazione – in molti sensi – è virtù d’altri tempi.

Perugia 1416

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