Attentati Bruxelles, Marini, sicurezza Europa, la soluzione all’Unione

Per far fronte al cosiddetto terrorismo homegrown serve una Governace sovranazionale

Attentati Bruxelles, Marini, sicurezza Europa, la soluzione all'Unione
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Attentati Bruxelles, Marini, sicurezza Europa, la soluzione all’Unione

«Fin qui l’Europa l’abbiamo costruita sull’economia, sulla moneta, sul mercato, è tempo di costruire, con più forza, un’Europa che gestisca insieme la sicurezza degli Stati. Che faccia lavorare insieme le Forze di polizia e di Intelligence, rafforzando unità e strategie comuni». La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, parla chiaro di quello che, secondo lei serve, per rispondere efficacemente e con forza e compattezza al fenomeno del terrorismo. «Non si deve né si può – ribadisce con forza Marini – tornare agli Stati Nazionali, ma serve una “Governance” che irrobustisca l’Unione di fronte a questa gravissima minaccia».

Catiuscia Marini è perfettamente consapevole che le strategie delle risposte di  fronte alla violenza “difficilmente potranno essere date da singoli paesi  nazionali”. «Abbiamo bisogno – dice – di cooperazione e integrazione anche in questo settore». Per far fronte al cosiddetto terrorismo homegrown, riguardante persone nate o cresciute in occidente, quali immigrati di seconda/terza generazione o convertiti, serve un vero e propri coordinamento sovranazionale, in sostanza. Quella dell’Isis, o meglio ancora del Daesh è una forma di terrorismo che, per certi versi, è la continuazione di Al Qaeda.

E’ drammaticamente  insidiosa e di difficile individuazione, per la rapidità dei processi di radicalizzazione e per l’assenza di collegamenti con organizzazioni conosciute. Dalle attività condotte nel settore è emerso come il singolo aspirante suicida assassino acquisisca su internet le modalità per il confezionamento di ordigni artigianali e dopo una selezione degli obiettivi da colpire, passi autonomamente all’azione. Niente più niente meno di quanto faceva l’organizzazione di Osama Bin Laden.

I terroristi sono fra noi, quindi. Sì, verosimilmente sì! E ogni singolo stato non puo’ essere lasciato solo a sé stesso nel difendersi, programmare azioni preventive, e attivare servizi di Intelligence.

«Noi dobbiamo interrogarci su un terrorismo che è nato dentro ai nostri paesi – spiega Catiuscia Marini -, nato nel cuore dell’Europa, nato dentro la capitale belga e quindi c’è un tema della sicurezza che non può essere gestito da un solo Paese. E’, certo, il lavoro più importante che dobbiamo fare. Il tema della sicurezza sull’Europa deve vedere più collaborazione e più integrazione tra i paesi, più strategie unitarie, più prevenzione unitarie da parte delle Forze di polizia e dell’Intelligence di ogni Paese.

 

«Bruxelles non è un Paese altro dall’Italia – dice Marini -, è la sede, la capitale delle Sedi europee e negli anni è diventata un po’ una seconda casa e anche di lavoro per le istituzioni italiane e anche delle Regioni. Non a caso lì abbiamo uno dei nostri uffici dove lavora del personale tutto l’anno che ci supporta nelle diverse politiche e programmi che hanno come interlocuzione la Commissione europea e altre istituzioni Comunitarie». I fatti di Bruxelles colpiscono profondamente  perché riguardano una città, un Paese che è, di fatto, anche un “po’ nostra città e nostro Paese”.

«C’è una cosa che ci spaventa – fa notare la Governatrice -, perché accanto all’incommensurabile dolore per la perdita di vite umane, c’è il fatto che il terrorismo vuole aggredire anche i principi e i valori su cui abbiamo fondato i paesi europei». Questi attentati, quindi, con questa matrice, ideologica  e culturale possono colpire anche il presupposto ideologico di libertà e democrazia su cui l’Europa è nata.

La nostra cara Vecchia Europa è in difficoltà, sotto diversi aspetti, la globalizzazione della paura, dopo questo ennesimo e sanguinario attentato, può fare deviare e sbandare ancora di più questa unità europea che, di suo, è molto già difficile da realizzare.

«Gli attentati di Parigi e quelli di Bruxelles – risponde Catiuscia Marini – ci dicono che noi abbiamo bisogno di più forza dalle istituzioni europee, la risposta non può essere solo nazionale, i “buchi” che ci sono stati nell’operato della polizia e dell’Intelligence belghe evidenziano con forza la necessità di un lavoro, unitario e di prevenzione che deve essere frutto dell’operato di tutti i Paesi dell’Unione Europea».

 

1 Commento su Attentati Bruxelles, Marini, sicurezza Europa, la soluzione all’Unione

  1. Voi della politica ladra non c’entrate nulla? Adesso andate in Cina con i ns soldi a promuovere UJ via Mazzini porti anche Leonelli che era sceso pochi giorni fà perchè non invitato.
    Comunque danno fattore di ririschio,4/4
    Auguri con i ns soldi

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