Ast, tre documenti e non uno, il PD non ha voluto alcuna sintesi

Piano di riequilibrio Terni, il Ministero riporta alla realtà le furbizie
Enrico Melasecche

da Enrico Melasecche (“I love Terni”)
Purtroppo chi fa politica non sempre è all’altezza del compito. Tutti conoscono la situazione odierna dell’AST che non necessita di aggettivazioni.

Il Consiglio comunale era chiamato a definire in un nuovo atto di indirizzo la volontà della massima assise cittadina nello spronare il Sindaco a fare in modo che il Presidente del Consiglio Renzi prendesse una posizione forte e chiara in merito alla centralità e strategicità per lo sviluppo del Paese della nostra produzione di acciaio inox.

Tre documenti sono stati partoriti, con peculiarità comprensibili. Meno comprensibile la tenacia nel voler a tutti costi mantenere differenziazioni che, per il ruolo che svolge oggi su questa vicenda il consiglio, non hanno alcun senso.

Sia chiaro, non mi sembra corretto esser messo a cuocere in un indistinto calderone per cui ricordo alcuni passaggi avvenuti giovedi: – in conferenza dei capigruppo mi sono battuto con tutta la forza che mi era possibile per sollecitare la formazione di un gruppo ristretto di lavoro che amalgamasse i tre testi per votarne uno unitario nel primo pomeriggio e dare un segnale forte alla città ed alla multinazionale; – altri gruppi, a cominciare dal PD, hanno ritenuto non unificabili i tre testi per le diversità di partenza degli stessi, anzi è stata sottolineata la originalità del loro che scendeva in dettagli tecnici secondo il sottoscritto eccessivi e non di competenza di un organo politico; – in aula ho ribadito il mio appello in modo chiarissimo ottenendo purtroppo il risultato noto.

Questo è il quadro dell’accaduto. Antipatico dover fare queste precisazioni, ma ancor di più essere messo in un tritacarne di critiche molto dure.

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