Assemblea regionale, 16 sì per risoluzione ricostruzione post terremoto

Astenuti dei consiglieri del Movimento 5 Stelle

Assemblea regionale, 16 sì per risoluzione ricostruzione post terremoto

Assemblea regionale approva, con 16 voti, risoluzione indirizzo su ricostruzione post terremoto

Dopo le comunicazioni della presidente Marini sugli eventi sismici del 24 agosto, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con 16 voti favorevoli e l’astensione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, la proposta di risoluzione, firmata dai gruppi Partito democratico, Socialisti e Riformisti, Forza Italia, Ricci presidente, Lega nord e Fratelli d’Italia, che esprime apprezzamento per l’operato della Giunta e contiene indicazioni per una veloce e trasparente ricostruzione, per il sostegno all’economia del territorio e per la tutela dei beni culturali.

Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Claudio Ricci (Rp), Silvano Rometti (Ser), Marco Squarta (FdI), Andrea Liberati (M5S), Giacomo Leonelli (Pd), Emanuele Fiorini (Lega), Raffaele Nevi (FI) e Andrea Smacchi (Pd).

Per Claudio Ricci “La valorizzazione culturale e turistica dovrebbe poter contare su risorse almeno pari al 20 per cento della ricostruzione urbanistica. Bene il primo piano per l’emergenza sul turismo della Giunta, soprattutto per attutire l’effetto sul 2017 e 2018, anni turistici che si stanno vendendo oggi. Sollecito una visita di tour operator internazionali per far vedere che l’Umbria non ha avuto alcun danno. E questo deve essere trasformato in una leva di marketing. Poi servirà un piano per la manutenzione continua del nostro patrimonio edilizio, per il miglioramento sismico, l’efficientamento energetico, per la domotica. Il nostro Paese ha speso 250miliardi di euro dal dopoguerra a oggi per interventi post sisma. Il piano di completa riqualificazione di tutto il patrimonio edilizio italiano sarebbe pari a 360 miliardi di euro. È importante cominciare”.

Dopo di lui Silvano Rometti ha confermato che “la risposta all’emergenza è stata rapida. Questo ci consentirà di fare i nostri provvedimenti in linea con i bisogni del territorio. Il centro regionale di protezione civile si è dimostrato utile per far fronte all’emergenza. Bene la rapidità con cui la Giunta ha adottato alcune misure a sostegno del tessuto economico. Da noi hanno funzionato sia le regole, sia i controlli”.

“Reputo doveroso ringraziare chi, dal 24 agosto, sta aiutando le popolazioni terremotate – ha dichiarato Andrea Liberati all’inizio del suo intervento – un grazie anche alla Giunta regionale e a tutti coloro i quali si stanno adoperando. Non lontano da noi molti morti, figli della mancanza di una cultura del rischio, nonostante in Umbria sia maturata una certa cultura. Fin dalla scuola dobbiamo essere messi in condizione di capire dove viviamo e quali misure possono contenere o mitigare il rischio. Basta con le autocertificazioni, per assicurarsi che le opere siano davvero antisismiche dobbiamo essere attrattivi, cambiare paradigma, Umbria come regione attrattiva per ospitare, in sicurezza, tutti. Prioritario investire nella prevenzione sismica. Le norme esistenti sono disapplicate. I numeri sono spaventosi: decine di migliaia di persone che vivono sul costruito antico sarebbero le prossime vittime di un eventuale altro terremoto della stessa intensità di quello che c’è già stato. Il cemento armato sui tetti non sembra essere il modello appropriato”.

Per Giacomo Leonelli, poi, “È stato importante prevedere questo seduta monotematica. Tutti i rappresentanti politici di questa Assemblea hanno prestato grande attenzione alla vicenda a cui è stata riservata la giusta attenzione. Per le varie fasi che portano dalla gestione dell’emergenza alla ricostruzione dobbiamo tenere conto dei molti elementi positivi del terremoto del 1997, a partire dalla trasparenza delle procedure che hanno portato ad una ricostruzione seria e di qualità.

Forse un limite di quella esperienza è rappresentato dall’eccessivo abbandono del territorio da parte dei cittadini. Per questo vanno concertati con le popolazioni i luoghi dove porre le unità provvisorie in modo da preservare le comunità

Per superare e semplificare la burocrazia per le autorizzazioni alla ricostruzione, poi, si potrebbe fissare un tetto, per esempio fino alla cifra di 50mila euro, al di sotto del quale consentire un iter semplificato. Sarà necessario mettere in atto e privilegiare scelte che guardino alla salvaguardia della densità abitativa, sia a livello sociale che economico. Una forte battaglia da mettere in campo riguarda la promozione del territorio”.

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