Assemblea Legislativa Perugia, Marini risponde a M5s su sisma

La presidente Marini ha spiegato che “Il territorio regionale è oggetto di classificazione

Assemblea Legislativa Perugia, Marini risponde a M5s su sisma. I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, hanno interrogato la presidente dell’Esecutivo, Catiuscia Marini affinché rendesse note “le stime per i principali centri abitati della Regione Umbria, con indicazione del numero delle persone coinvolte e degli sfollati previsti, nella ipotesi di sisma di intensità pari al massimo storico, illustrando, alla luce di tali proiezioni, le misure che vorrà intraprendere per mettere in sicurezza con estrema urgenza gran parte del patrimonio immobiliare pubblico e privato interessato.

Il Dipartimento della Protezione Civile – hanno spiegato i consiglieri del M5s – ha creato e gestisce una banca dati dove verrebbero indicate stime precise a livello nazionale circa gli effetti in caso di sisma di intensità pari al massimo storico registrato in ogni località d’Italia e dell’Umbria. Tali dati non avrebbero soltanto la finalità di migliorare l’organizzazione dei soccorsi, ma dovrebbero anche orientale misure specifiche, quanto cruciali, di prevenzione antisismica”. La presidente Marini ha spiegato che “Il territorio regionale è oggetto di classificazione, ai fini sismici, in tre categorie e su questo si basano anche i piani urbanistici e i regolamenti edilizi, oltre alla normativa di carattere nazionale e regionale applicata.

Il territorio regionale è classificato in tre categorie: la zona sismica 1, lungo l’Appennino; la zona sismica 2: quella che interessa gran parte del territorio regionale centro occidentale; la zona sismica 3 che interessa in modo particolare una parte di regione corrispondente all’area dell’Orvietano. Non esistono proiezioni né regionali né nazionali delle persone teoricamente interessate in quanto un terremoto non dipende dal grado raggiunto nel massimo storico registrato, ma dall’intensità del sisma e da dov’era l’epicentro, quindi non esistono modelli preventivi e preventivabili dell’impatto di un terremoto sul territorio, in quanto già solo l’epicentro può modificare l’impatto che esso produce sulle abitazioni. Per questo motivo si assumono una serie di norme ai fini edilizi e urbanistici che consentano di agire in miglioramento o anche in adeguamento degli edifici per renderli il più possibile, seppur danneggiati, non lesivi per le persone che si trovano a abitarli.

Tutti i Comuni hanno redatto, in conseguenza della classificazione sismica regionale, la microzonizzazione sismica e approvato i piani regolatori generali con l’obbligo di comprendere la microzonizzazione sismica, facendo quindi discendere le regole urbanistiche ed edilizie nelle costruzioni alla normativa. La Regione Umbria ha sempre agito in maniera robusta sul tema della prevenzione sismica. Le prime normative risalgono al 1981 modificate anche legislativamente e rafforzate soprattutto dopo il terremoto del ’97, di disposizioni normative per le zone sismiche, sia attraverso le autorizzazioni preventive alla costruzione, sia attraverso i controlli. Gli uffici della sismica delle due Province, che oggi sono diventati parte integrante degli uffici regionali, agiscono sia in sede preventiva, cioè nel momento in cui si autorizzano nuove costruzioni o ristrutturazioni delle costruzioni esistenti.

Dal 1981 in poi e poi nel 2003 con l’innovazione della nuova normativa, tutto ciò che riguarda nuove costruzioni pubbliche e private, o quelle che sono state oggetto di interventi, è stato sottoposto alle disposizioni tecniche di materia. E questo è anche il motivo per il quale il sisma, a distanza di cinque chilometri tra Norcia e Arquata del Tronto ha prodotto effetti differenti sulla popolazione, perché il nostro edificato è stato sottoposto negli anni ad interventi non solo della ricostruzione, importantissimi, ma anche dell’adeguamento antisismico. La Regione insieme ad Anci Umbria ha sottoposto a valutazione tutti i piani comunali di Protezione civile per le strutture strategiche: caserme, ospedali e municipi che devono essere pienamente funzionanti in caso di calamità naturale, cioè i punti operativi nell’assistenza alla popolazione. Ad oggi gli edifici scolastici non sono previsti come strategici, e per questo con il Governo nazionale stiamo discutendo che le scuole possano diventarlo.

La Regione Umbria è intervenuta in maniera rilevante anche sul patrimonio storico artistico dei beni culturali, ovviamente per tutto quel patrimonio dov’è stato possibile intervenire con finanziamenti dedicati. I beni culturali danneggiati nel ’97 erano 1600 beni tra chiese, abbazie, edifici pubblici, di valenza storica, siamo intervenuti su 900 di essi, con le risorse disponibili. La Regione ha sempre affrontato e affronta questo tema con grande attenzione, non solo normativa, ma anche di programmazione di risorse pubbliche”. Liberati ha rimarcato, nella replica, che un ingegnere avrebbe affermato che “con i miglioramenti puoi affidarti alla sorte. Noi dobbiamo puntare sugli adeguamenti.

E non è vero che non esistono banche dati, ci sono quelle del Dipartimento di Protezione civile: sono migliaia di schede riservate aggiornate periodicamente e mai rese pubbliche, il dato è aggiornato ogni due mesi e riguarda anche l’Umbria, dove un sisma di potenza già accertata storicamente determinerebbe, secondo dati al 2013 (Fonte: Servizio sismico nazionale), come riportato anche da una rivista settimanale, a Perugia 673 persone coinvolte in crolli e 8960 rimaste senza tetto, a Spoleto 18133 coinvolte e 14351 senza tetto, a Terni 4828 e 28430, a Gualdo Tadino 6558 e 5580, a Foligno 25024 e 20800, a Città di Castello, infine, 1561 persone coinvolte in crolli e 8676 quelle rimaste senza tetto. Mi domando come stiate lavorando se questi dati lei non sono da lei conosciuti. La politica deve tenere in considerazione il rischio possibile e, siccome parliamo di vita e di morte, condividerlo con i cittadini”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*