Approvata la relazione sull’attuazione del programma di governo 2013

Consiglio regionale

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con 15 sì di Pd, Psi, Idv; 1 astenuto Goracci-Comunista umbro; 9 no di Udc, Forza Italia, Ncd, Fratelli d’Italia, la proposta di risoluzione della maggioranza che fa propria la relazione della presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, sullo stato di attuazione del programma di governo e sulla amministrazione regionale per l’anno 2013. Dopo la relazione della presidente sono intervenuti i consiglieri Nevi (Forza Italia), Zaffini (Fratelli d’Italia), Goracci (Comunista umbro), Barberini (PD), De Sio (Fratelli d’Italia), Monacelli (Udc), Buconi (Psi). La proposta di risoluzione è stata illustrata da Mariotti (PD).

LA RELAZIONE DI CATIUSCIA MARINI (PRESIDENTE REGIONE UMBRIA): “ENTE SANO CHE HA SAPUTO GESTIRE LE CRITICITÀ – La Regione Umbria è un ente sano dal punto di vista del bilancio. Abbiamo avuto la capacità di fronteggiare anni molto complessi sotto l’aspetto finanziario, senza ricorrere a costi aggiuntivi per i cittadini e per le imprese, grazie ad un’azione molto robusta della razionalizzazione dei costi di funzionamento e riduzione della spesa. Non siamo spaventati dal piano del Governo sulle partecipate, sapendo che nel sistema Umbria questo riguarderà essenzialmente il sistema delle partecipate municipali. Anzi lo riteniamo un’opportunità visto che molte azioni le abbiamo già anticipate come ad esempio nel trasporto pubblico. Dobbiamo proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso di ricondurre alla Regione tutte le funzioni di programmazione e di amministrazione. Per questo scorcio del 2014 proseguiremo questo lavoro con l’attuazione della riforma delle Province: una grande partita per l’allocazione delle funzioni amministrative, la gestione dei costi di funzionamento, la gestione del personale. Il lavoro Fatto in questi anni ci permette di focalizzare l’attenzione del Governo regionale sui temi del lavoro e dello sviluppo, affrontando sia le grandi questioni, come ad esempio quella delle acciaierie, ma anche questioni delle medie imprese, come la Margaritelli”.

LO SCENARIO: La situazione congiunturale e strutturale dell’economia e del lavoro dell’Italia ha avuto ripercussioni anche in Umbria. Gli ultimi indicatori ci consegnano uno scenario di grandissima preoccupazione per le imprese e il lavoro. Il dato umbro è quello delle regioni del centro nord del Paese, ma la caduta della produzione industriale è connessa anche alle caratteristiche delle nostre imprese che sono di piccole o micro dimensioni. La vivacità delle esportazioni regionali è ovviamente fortemente penalizzata dalla situazione dell’acciaio.

FUNZIONAMENTO ISTITUZIONE REGIONALE: La nostra azione di governo sull’assetto organizzativo e sulle spese di funzionamento dell’istituzione regionale è stata molto forte nel corso di tutta la legislatura, ma ha prodotto risultati particolarmente significativi nel 2013 e ancora di più nel 2014. Abbiamo agito sulla riduzione della spesa amministrativa, anche con azioni autonome: composizione dei consigli di gestione e modalità di gestione dei compensi; azzeramento con una riduzione di oltre l’ottanta per cento rispetto al 2010 di tutte le spese che attengono alle consulenze, alle relazioni pubbliche, ai convegni e alla rappresentanza. La riduzione della spesa per il personale ha fatto conseguire, per il 2013, aumentandolo poi nel 2014, un risparmio di 5 milioni di euro, consentendo di recuperare risorse da mettere a disposizione delle politiche sociali.

RAZIONALIZZAZIONE DEGLI ENTI: Al primo gennaio 2014 tutti gli uffici dell’Ente sono collocati esclusivamente in immobili di proprietà della Regione, con risparmi di oltre 800 mila euro, sia per i canoni che per le spese di gestione.

TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA: Vede il coinvolgimento non solo della Giunta ma anche del Consiglio. Da evidenziare quello che ha caratterizzato sempre la Regione Umbria: le indennità percepite dal Presidente della Giunta e del Consiglio regionale e quelle dei Consiglieri sono le più basse d’Italia e sono state prese come parametro di riferimento per tutta Italia.

PRESSIONE FISCALE REGIONALE: La Regione ha utilizzato in minima parte la potenzialità fiscale che aveva a disposizione. Il rapporto tra la pressione fiscale regionale e il Pil dell’Umbria è rimasto inalterato nel corso dell’ultimo decennio e anche nel corso di questa legislatura. Abbiamo cancellato tutte le tasse di concessione, ad esclusione della caccia, della pesca e della raccolta dei tartufi; mai applicata l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aerei; mai modificata la tassa automobilistica e applicata al minimo la normativa nazionale l’addizionale regionale sul gas metano, oltre a tenere bloccate le aliquote fiscali di nostra competenza.

I TAGLI DEL GOVERNO: questi risultati sono stati ottenuti nonostante i provvedimenti dei governi nazionali che si sono succeduti in questi anni, hanno portato ad una diminuzione del bilancio regionale particolarmente significativo nel periodo 2011-2014: una riduzione di 396 milioni per il 2013 e di 459 milioni per il 2014.

LE POLITICHE DI COESIONE SOCIALE. Nonostante un dimezzamento del fondo sociale regionale la Regione è stata in grado di recuperare risorse finanziarie per mantenere centrali le politiche della coesione sociale, sia nella parte sanità ma soprattutto nella parte sociale. I Comuni dell’Umbria oggi sarebbero nell’impossibilità di gestire la rete delle politiche sociali territoriali se venisse meno il nostro fondo sociale, che viene articolato nelle diverse politiche: da quelle per la famiglia al diritto allo studio, dalle politiche per la casa alla disabilità, agli anziani, alla non autosufficienza, ai giovani, alle tossicodipendenze.

POLITICHE SANITARIE: Nel 2013 confermiamo l’equilibrio di gestione, l’adempimento dei Lea e le politiche degli investimenti, senza usare nessuna leva fiscale regionale. Inoltre abbiamo definitivamente azzerato tutto il pregresso ante 2008, che per l’Umbria ammontava a 75 milioni di euro. Grazie a ciò dal 2014 con il fondo sanitario recuperiamo risorse annuali anche per accompagnare politiche di investimento:quasi 10 milioni di euro nel 2014. Un’operazione importante perché abbiamo a disposizione per gli investimenti un nostro autonomo canale, insieme alla legge regionale e al bilancio regionale. Proprio ieri la Giunta ha allocato le risorse con interventi per la riconversione delle strutture – penso a quello che stiamo facendo ora a Assisi e a Città della Pieve – per investimenti aziendali per piccole o medie tecnologie nei diversi ospedali della Regione o sui servizi territoriali. La Regione Umbria deve continuare sulla strada anche della riqualificazione dei suoi costi in sanità anche se nel 2014, come nel 2013, siamo riconfermati come prima regione di riferimento sui costi standard. Il 2013 è stato anche il primo anno di funzionamento della legge di riforma che abbiamo varato nel novembre 2012. È stato anche l’anno in cui abbiamo intrapreso il percorso per arrivare alla ricetta elettronica che coinvolge il 95 per cento dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, e nel corso del 2014 si stanno collegando anche tutti gli specialisti. Ovviamente, questo è l’avvio anche del percorso della ricetta dematerializzata che è partita a campione e che entrerà a regime nel corso dell’anno su tutta la regione. E’ stato anche un anno nel quale noi abbiamo esteso e confermato alcune azioni anche in materia di salute, estendendo le fasce delle persone sottoposte a screening, e gli interventi che hanno riguardato l’attività sanitaria veterinaria con la riforma dell’istituto zooprofilattico.

SVILUPPO E COMPETITIVITÀ: Nel 2013 abbiamo agito ancora con gli strumenti che sono connessi dai fondi strutturali 2007-2013 e ci siamo collocati nella capacità di spesa con le Regioni del centro nord per la spesa certificata, conseguendo questo obiettivo senza ricorrere agli strumenti del piano di azione e coesione. Nella coda della legislatura abbiamo inteso utilizzare anche lo strumento del piano di azione e coesione perché molte delle risorse che sono allocate negli enti locali – i Puc, la riqualificazione urbana, alcune infrastrutture, alcune grandi opere pubbliche che sono state finanziate nel sistema della depurazione delle acque, negli acquedotti, nelle piastre – rischiavano di subire la mannaia del 31 dicembre 2015 per la certificazione della spesa. Il piano di azione e coesione dei fondi strutturali invece permette di utilizzare interamente l’intera programmazione 2007-2013.

SOSTEGNO ALLE IMPRESE: Nel 2013 per sostenere la competitività del sistema economico e produttivo abbiamo fatto bandi per l’energia, per i poli di innovazione, per il bando ricerca 2011, per l’eco innovazione, per le start-up tecnologiche, per le certificazioni aziendali, per tutta l’ICT del sistema imprese, per l’innovazione, un bando innovazione cluster, per la Merloni con i voucher, bandi connessi alle imprese per gli investimenti riguardanti le imprese nelle aree alluvionate in modo particolare della media Valle del Tevere e dell’orvietano, per i manager a tempo. Ma soprattutto nel 2013 abbiamo messo a sistema i progetti più connessi all’internazionalizzazione che hanno coinvolto il distretto del cachemire, il supporto ai cluster di imprese per servizi specialistici, in modo particolare quelli dell’aerospazio, ma anche del biomedicale, della promozione sul mercato cinese con Casa Umbria, dove sono presenti una serie di imprese del settore dell’arredo casa dell’intera filiera di 18 ambiti, con 600 imprese coinvolte. Oltre a queste, nell’anno 2013, noi abbiamo finanziato le misure di assistenza e sostegno alle imprese regionali, con il fondo che abbiamo istituito presso Gepafin, e alcune misure che riguardano la Sviluppumbria, che hanno riguardato interventi per un totale di circa 3 milioni di euro di garanzie aggiuntive a quelle già messe a disposizione del sistema della finanziaria regionale e al sistema delle imprese.

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: L’anno 2013 è stato interessato dall’evento alluvionale che ha colpito la regione e abbiamo usato, a partire dal 2014, le risorse assegnate dal Dipartimento di protezione civile e regionale mentre con la programmazione ordinaria siamo intervenuti su alcuni settori, quello dei rifiuti, in modo particolare per la raccolta differenziata, che ci farà conseguire nel 2014 un ulteriore miglioramento dei risultati con un trend di crescita oramai superiore al 6 per cento all’anno. Al piano di qualità dell’aria abbiamo indirizzato circa 10 milioni complessivi di euro della programmazione regionale.

INFRASTRUTTURE: Nel 2013 è stato dato anche un forte impulso agli interventi che riguardano le infrastrutture: il reinserimento dell’aeroporto dell’Umbria, il San Francesco, tra quelli di interesse nazionale, la messa in esercizio di tratti della Terni-Rieti, gli interventi che riguardano alcuni importanti corridoi stradali e la messa a regime dei cantieri sulle piastre logistiche in modo particolare di Terni-Narni, che come da previsione sarà conclusa nelle prossime settimane. Ma nel 2013 abbiamo anche definito gli aspetti che hanno riguardato la società dei trasporti regionale.

TURISMO: Infine gli impegni della programmazione 2013 hanno riguardato la comunicazione legata alla promozione turistica e alla valorizzazione del patrimonio culturale della regione.

IL DIBATTITO RAFFAELE NEVI (capogruppo FORZA ITALIA): “UN DOCUMENTO PROPAGANDISTICO LONTANO DALLA REALTÀ – QUESTA È L’ULTIMA RELAZIONE PROGRAMMATICA DELLA LEGISLATURA E SI CAPISCE BENE DAL SUO TONO ELETTORALISTICO. Viene evidenziato che tutto va bene, che siamo i più virtuosi, ma la realtà è molto diversa. Ci sono questioni che dovevano essere affrontare nei giusti tempi, come la riforma sanitaria, che stenta e non poco nella sua attuazione giornaliera. E questo fa sì che che le difficoltà con le quali deve fare quotidianamente i conti il cittadino permangono, senza tregua, a partire dalle liste di attesa, fenomeno fin qui negato. La Asl 2 è ancora in una sede provvisoria; rimane da risolvere il tema della centrale unica degli acquisti, argomento di cui si parla da inizio legislatura. Permangono troppe differenze rispetto ai servizi e alla strutturazione delle due Aziende sanitarie, come pure non è stata portata a compimento la ristrutturazione della rete ospedaliera. Sul tema della diminuzione dei costi, serve maggiore apertura al privato e anche ad un maggiore coinvolgimento delle Fondazioni bancarie. Per quanto riguarda le consulenze, a differenza di quanto detto, la relazione della Corte dei Conti dice altre cose. Della questione rifiuti, sulla quale si è discusso molto, non si capisce ancora in che modo si arriverà alla chiusura del ciclo. Mentre invece aumentano i conferimenti in discarica che hanno portato al 30 per cento di aumento della tariffa a carico dei cittadini. Addirittura, tra le riforme endoregionali, ci viene detto che sono attive le Unioni speciali dei Comuni, ma non è vero. Per quanto attiene al Piano dei trasporti, illustrato nelle linee in Commissione proprio in questi giorni, doveva essere pronto da due anni. E ancora, in tema di caccia, chiediamo dove è finita la riforma degli Atc, come pure l’abolizione della tassa di bonifica Tevere-Nera. È chiaro e palese un grande scostamento tra propaganda e realtà”.

FRANCO ZAFFINI (capogruppo FDI): “CINQUE ANNI AMMINISTRATI IN CONTESTO DI NORMALITÀ, MA QUESTO NON BASTA PIÙ. NECESSARIO UN CAMBIAMENTO VERO – Visto il modo con il quale nacque la sua candidatura, presidente Marini, vale a dire da veti incrociati che hanno portato poi al suo nome, credevamo potesse essere una opportunità per una legislatura rivoluzionaria da parte sua, ma lei ha scelto di essere invece il punto di riferimento dell’apparato del suo partito, oggi in difficoltà oggettiva sia a livello nazionale che locale. Di fatto, del cambiamento auspicato tra la presidenza Lorenzetti e Marini nessuno si è accorto. Lei non è stata una presidente rivoluzionaria. Si è limitata ad amministrare il ‘condominio Umbria’ senza lasciare alcun segno. Non sono stati messi in atti gli strumenti giusti per rispondere in modo concreto ai gravi problemi che interessano questa regione, a partire dalla cassa integrazione, fino alla scomparsa di migliaia di partite iva. Vi siete soltanto preoccupati di tenere in ordine i conti e della tenuta del sistema. Ma questo non potrà bastare per i prossimi cinque anni. Guardando alla sanità e ai suoi conti, ci si rende conto dello scarsissimo coinvolgimento dei privati, appena il 3 per cento, a fronte delle due cifre raggiunte da altre Regioni, fino al 18 per cento della Lombardia. Mentre permangono problemi legati alle liste di attesa, all’alta spesa farmaceutica, all’export, alla qualità dei servizi. Per quanto attiene ai Trasporti, la seconda voce di bilancio dopo la sanità, sono state investite copiose risorse, prima sulle tre aziende regionali e poi sull’unica, per arrivare a regalare il tutto a chi ha soltanto garantito il rispetto dei livelli occupazionali, ma non della qualità dei servizi. Per il Personale si continuano a riversare risorse a prescindere dai risultati che andrebbero invece concretamente legati ai compensi. Si continua a rispondere a criteri politici e non di efficienza e di efficacia. Sono passati cinque anni, amministrati in un contesto di normalità, ma questo non basta più. L’Umbria, oggi, ha bisogno di un cambiamento vero”.

ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “SCIVOLAMENTI ESAGERATAMENTE DESTROIDI E LIBERISTI E TERRITORI LASCIATI AI MARGINI RISPETTO AD ALTRI – Riaffermo la stima per la presidente, ma questo non basta per un giudizio positivo. Quattro anni fa mi riconoscevo nel programma della coalizione di centrosinistra, ma nel corso degli anni si sono verificati scivolamenti esageratamente destroidi e liberisti e una certa incapacità di correre al passo con le difficoltà. Le difficoltà del Paese, la grande crisi ci sono e in una regione piccola non pesano certo di meno. Vero è che la nostra regione è punto di riferimento importante su alcuni campi, ma ci sono anche ritardi, contraddizioni e vendita di fumo, assessori che intervengono più volte senza però che le problematiche addivengano a una soluzione. Sulla sanità va bene il contenimento della spesa, la regione punto di riferimento ma mi preoccupa la qualità e, sotto questo punto di vista, che è quello maggiormente percepito dai cittadini, le liste di attesa troppo lunghe non sono un fatto di poco conto, le cose non sono migliorate. Tanta baronia, soprattutto con la convenzione con l’università, che forse ha anche più potere. Non siamo stati combattivi contro il gasdotto, siamo per il Css, e se lo produciamo quale forza avremo per non farglielo usare? La trasformazione della E45 in autostrada si traduce in un nuovo esborso per i cittadini. Nel Piano trasporti ci sono novità positive ma non si dice niente sul far transitare treni veloci per l’aeroporto San Francesco. Il Governo Renzi continua con gli annunci ma nessuno lo disturba. Il centrosinistra dovrà ragionare sul consenso, data la trascuratezza di quest’Aula verso alcune città come Gubbio, con scelte di medio-basso interesse che vengono percepite come uno schiaffo alla città, vedi il piano farmacie, la non istituzione dell’alberghiero. Vedi la Perugia-Ancona, la strada più martoriata di questa regione, dove con fallimenti e interruzioni dei lavori siamo ancora impiccati, mentre con la Foligno-Civitanova sono stati più veloci. Guardiamo alla strada Contessa: positivo lo stanziamento di fondi per i danni provocati dalle alluvioni ma non si trovano quei 900mila euro per impedire la vergognosa situazione delle code di un’ora e mezzo sulla strada che ci collega la mare Adriatico nel territorio più marginale della regione. Tutto questo na fa onore a chi gestisce le cose”.

LUCA BARBERINI (PD): “NON CI SONO REGIONI CHE ABBIANO MEGLIO DI NOI RIDOTTO E RAZIONALIZZATO SENZA AUMENTO DEL CARICO FISCALE. POLITICHE DI SVILUPPO POSSIBILI SOLO INSIEME AL GOVERNO – La migliore battuta sentita oggi mi sembra quella di Zaffini, che punta il dito contro le divisioni della maggioranza ma non vede in casa propria un gruppo che era unito e ora è frantumato in tre gruppi. Noi almeno difendiamo con fatica la nostra unità, cosa che non può dire l’opposizione. Sono stati cinque anni drammatici, non è vero che tutto va bene e nella relazione questo c’è scritto, ma le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti. La crisi ha investito il Paese, non è finita ed è iniziata diversi anni fa. L’Italia è l’unico Paese ancora in recessione, ma altri paesi si trovano senza indicatori positivi. Le varie finanziarie tagliano ogni anno fette di risorse consistenti agli enti locali, soprattutto alle regioni. Siamo entrati trovandoci alle prese col Decreto legge 78, con la Spending review e l’imperativo della razionalizzazione, e quando ci sono minori risorse si sa che aumentano sperequazioni e differenze. Il nostro ruolo deve perciò essere quello di distribuire al meglio. Le persone al di sotto della soglia di povertà aumentano, ma non solo in Umbria. La produzione industriale è tornata a quella del ’76, l’edilizia è ritornata al 1967, questo è lo scenario che abbiamo di fronte, ma lo abbiamo saputo contrastare. Per quanto riguarda la razionalizzazione non credo esistano regioni che possano dire oggi che ci siano state attenzioni sul contenimento dei costi delle locazioni come abbiamo fatto noi. Oggi tutte le strutture regionali sono in immobili di proprietà, liberando così risorse disponibili. Siamo la Regione che ha fatto più sforzi per la riduzione dei costi della politica. Per quanto riguarda la pressione fiscale deve essere letto come elemento di distintività, in un momento in cui tutti gli enti chiedono di più, che la Regione non abbia aumentato il carico fiscale. Lasciare qualche decina di euro a chi ha poco è importante. Sulle politiche di coesione abbiamo lasciato inalterato l’impegno per sostenere chi è più indietro. Lo sviluppo è solo con fondi strutturali, ma la Regione Umbria ha una elevata capacità di spesa dei fondi, risultando agganciata alle regioni del nord Italia. Il bilancio sano è estremamente importante. Quando la ripresa arriverà, chi ha un bilancio sano sarà in grado di favorire lo sviluppo, diversamente si dovranno tappare le falle con le future risorse. Sottolineo il versante delle riforme: abbiamo intrapreso un percorso coraggioso, anche se l’abolizione delle province ha rallentato la nostra riforma endoregionale, non abbiamo potuto farci niente. La regione piccola è una difficoltà, ma la maggiore concertazione con le regioni confinanti è la risposta. Sono nate città metropolitane, nel centro Italia Firenze e Roma, con conseguente maggiore libertà per l’alto Lazio e pezzi importanti della Toscana. Il proficuo rapporto con le Marche è una risposta importante. Vero che ci sono territori abbandonati come l’alto Chiascio e l’eugubino, ma la Regione è attenta a tutti i pezzi del territorio. Le agenzie regionali hanno un grande ruolo, ma dobbiamo definire meglio i compiti perché costano troppo. Abbiamo razionalizzato tanto al nostro interno ma le agenzie costano sempre di più, dobbiamo sanare. Sulle politiche di sviluppo dobbiamo cominciare a riaffermare che si fanno solo con una grande collaborazione con il governo, se no non c’è soluzione solo con il nostro intervento. La seconda potenza manifatturiera, l’Italia, deve avere gli strumenti di cui abbisogna. Concordo con Nevi sul dibattito ‘stanco’, troppe persone della giunta non sono oggi presenti ma quella presentata oggi non è la relazione della sola presidente Marini ma una relazione di squadra, e gli assessori hanno il dovere di essere presenti in Aula”.

ALFREDO DE SIO (Fd’I): “NON C’È STATO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO, RIFORME SUBITE E NON DECISE – Questo dibattito riguarda il bilancio dei 5 anni di legislatura. Importante affrontarlo avendo la consapevolezza della situazione economica umbra, degli effetti della crisi, dei tentativi di affrontarla. I processi di riforma che ci sono stato sono stati più subiti che voluti, dopo decenni di annunci. Il sistema economico umbro è da tempo in affanno e non ha superato le sue debolezze in questi 5 anni. Quello che abbiamo fatto in questi anni, i risultati di una nuova azione amministrativa non hanno cambiato il modello di sviluppo di questa regione, cosa che sarebbe stata necessaria per guardare avanti. Restano irrisolti i problemi degli ultimi 15 anni, come la chiusura del ciclo dei rifiuti, con appalti assegnati senza obbiettivi obbligatori e sanatorie per i Comuni che non raggiungono le percentuali di raccolta differenziata stabilite”.

SANDRA MONACELLI (Udc): “I NUMERI DELLA DISOCCUPAZIONE SONO ALLARMANTI. LE RIPRESINE E LE TENDENZE POSITIVE NON BASTANO PIÙ – Dobbiamo guardare anche le ombre di questi anni di governo e non solo le luci. Sulla riduzione delle spese e sui tagli dei costi della politica, essi hanno permesso di perseguire l’invarianza fiscale. Ma dobbiamo capire se questo parametro è sufficiente per considerare positiva la situazione dell’Umbria. E se gli indicatori della sanità umbra sono positivi non dobbiamo dimenticare le anomalie legate alla spesa farmaceutica e al costo dei farmaci che vengono distrutti perché scaduti. Nel primo trimestre 2014 sono preoccupanti i dati sul lavoro: i sono disoccupati 51 mila e questo dato non contempla chi ha smesso di cercare lavoro o le donne che hanno rinunciato al lavoro per badare alla famiglia. Mancano poi i cassintegrati prodotti delle numerose crisi aperte. Una soglia che sfiora le 200 mila unità che ci aggiungiamo anche coloro che hanno un lavoro che non consente alle famiglie di vivere in modo dignitoso. La stagione delle riforme lanciata dal Governo nazionale non è stata concordata con i livelli regionali. L’azione di questa Giunta non arriva dunque ad una promozione a pieni voti”.

MASSIMO BUCONI (Psi): “VALORIZZARE LE SCELTE E PORTARE A COMPIMENTO LE QUESTIONI PIÙ IMPORTANTI – Ritengo che questo governo regionale abbia mosso una forte spinta alle riforme, ancora più di quanto avvenuto in passato. Anche se la percezione dell’attuazione delle riforme può risultare meno netta, con una popolazione che presta attenzione alla riduzione della spesa e dei costi, ma solo se questa avviene in modo macroscopico (non è bastata neppure la riduzione dei consiglieri da 30 a 20). Non è stata abbastanza compresa neppure l’importanza dell’invarianza fiscale, forse perché i problemi della crisi, della disoccupazione e del lavoro tengono banco ogni giorno. Negli anni in cui i fondi nazionali per il welfare si sono ridotto a zero, la Regione ha invece continuato a finanziare, per quanto possibile, queste partite, continuando la sua politica sociale. Sono state fatte scelte mirate a salvaguardare il tessuto sociale, prestando attenzione ad ogni crisi produttiva che ha colpito l’Umbria. L’ultima coraggiosa scelta, quella di dare precise destinazioni alla programmazione comunitaria, a sostegno di chi è in grado di investire, è importante e gli effetti si vedranno solo nei prossimi anni. Condivido la questione della valorizzazione delle scelte e delle politiche: alcuni lavori andrebbero portati a compimento nei sei mesi che ci separano dalla fine della legislatura. Necessario riuscire a portare l’attenzione della comunità regionale sulle importanti questioni che stiamo affrontando, come il lavoro sulle liste di attesa”.

MASSIMO MANTOVANI (Ncd): “FORSE LA PROSSIMA SARÀ L’ULTIMA LEGISLATURA REGIONALE UMBRA – Non si tratta di un dibattito inutile. Illuminante l’intervento del consigliere Barberini, che ha ipotizzato che le prossime elezioni saranno le ultime per questo Consiglio regionale: con 20 consiglieri e 5 assessori la Regione non potrà funzionare, soprattutto dopo la ulteriore modifica del Titolo V della Costituzione, che ha riportato a Roma molte competenze. Già nella legislatura 1995/2000 si parlava di politiche comuni con le Regioni limitrofe su alcune questioni come le infrastrutture. Quella legislatura fu stravolta dal terremoto e vennero accantonati gli uomini della società civile. Durante la ricostruzione qualcuno si è illuso che la Regione Umbria potesse continuare ad esistere grazie ai fondi della ricostruzione. Oltre alle preoccupazioni per il futuro c’è la certezza che la maggioranza che ha vinto le elezioni nel 2010 non c’è più: molte questioni su cui poteva esserci assonanza tra il Pd e una parte del centrodestra sono state accantonate e si riproporranno nella prossima legislatura. Lo smantellamento di un modello di regione che non poteva più funzionare si è inceppato, nonostante gli sforzi del Consiglio regionale. In Seconda commissione abbiamo lavorato per avere la legislazione più semplice e avanzata possibile, con il numero legale che è stato tenuto tante volte dalla minoranza. L’opposizione consiliare continua a parlare la stessa lingua da 20 anni, nonostante le attuali divisioni dei gruppi consiliari. Le riforme attuate in sanità noi le chiediamo dal 1994 e sono state attuate sono perché non più rinviabili. La nuova legge elettorale dovrà dare alla nuova maggioranza la possibilità di governare, garantendo alla politica la possibilità di dare risposte, evitando l’irruzione dei movimenti civici. Sarà necessario garantire la governabilità per chi vince: serve una legge elettorale a doppio turno, in modo che chi vince con una aggregazione coesa sui programmi e sui progetti possa governare e non vivacchiare”.

LA REPLICA PRESIDENTE MARINI: “DALLA GIUNTA AZIONE DI GOVERNO RIFORMISTA. Questa Giunta regionale ha portato avanti una visione e una programmazione riformista dell’agenda di governo, con azioni di riforma che hanno riguardato questioni fondamentali: la semplificazione, la riforma della sanità, i trasporti, i rifiuti, alcune politiche fondamentali per lo sviluppo, il commercio, l’artigianato, i testi unici, lo sviluppo economico. E su questi temi non ho visto apporti autonomi dei gruppi di minoranza, che sono sempre andati a rimorchio delle proposte della Giunta regionale e della maggioranza.

LISTE D’ATTESA. Quello delle liste di attesa è un tema del servizio sanitario nazionale. E l’Umbria, una tra le poche regioni, sta per mettere in campo una risposta di qualità. E questo per i servizi programmati. Non per le urgenze e per le emergenze, visto che in questa Regione in cinque anni non è mai partito un paziente perché non c’è un posto letto a disposizione, o perché non c’è una sala operatoria dell’alta specialità da attivare. Vinceremo anche questa quest’ultima sfida perché c’è un sistema sanitario sano e competente e metteremo a disposizione anche risorse finanziarie per far corrispondere alla qualità del governo della sanità la qualità della percezione che i cittadini umbri hanno, che già per l’ottanta per cento hanno grande fiducia del sistema sanitario pubblico. Ma vorrei che questo tema fosse fuori dalla propaganda.

IL CAMBIAMENTO, Dimostreremo che è possibile fare il cambiamento e governare da centrosinistra l’Umbria, con una centralità del Partito Democratico come sta succedendo a livello nazionale. Solo con un’azione riformista sul lavoro e sullo sviluppo potremo tornare a crescere e dare posti di lavoro.

GLI INTERESSI GENERALI. Il Governo regionale è stato equilibrato nel rappresentare gli interessi generali e l’unità dell’Umbria. L’atteggiamento è stato di responsabilità e di attenzione verso i Comuni dell’Umbria, indipendentemente dalle forze politiche che guidano le amministrazioni. Oggi i Comuni senza la programmazione delle risorse regionali sui fondi europei e sulla parte corrente della spesa sociale sarebbero impossibilitati a fare qualunque cosa che non sia la gestione corrente. Anche questo è sviluppo dell’Umbria e della Regione.

SPESA PUBBLICA PER INVESTIMENTI. La questione centrale per l’Umbria è quella dello sviluppo e del lavoro. Lavoriamo per modificare le regole del Patto di Stabilità, perché l’Italia e l’Umbria hanno bisogno di più investimenti pubblici, di più spesa pubblica per lo sviluppo e per la crescita, che significa finanziare le grandi opere pubbliche, l’innovazione dell’energia e della mobilità urbana, dei trasporti, il dissesto idrogeologico, il governo del territorio.

GRANDI VICENDE: Abbiamo seguito le grandi vicende di questa regione e le stiamo seguendo anche con un’intesa istituzionale tra Governo nazionale e Regione. A cominciare dalle acciaierie, per arrivare al tema delle medie imprese, le aree industriali di particolare criticità che riguardano un pezzo dell’innovazione e dello sviluppo dell’export, anche della parte sana e produttiva che sta continuando a fare numeri significativi e che va accompagnata e sostenuta.

TESTO DELLA RISOLUZIONE APPROVATA A MAGGIORANZA. La risoluzione è stata illustrata dal consigliere Manlio Mariotti. “Il Consiglio regionale dell’Umbria – si legge nel testo – condivide ed approva le linee politiche e programmatiche esposte nella relazione presentata dalla presidente Marini. Si considera positivo lo sforzo e l’azione della Giunta regionale che, pur in una situazione generale di crisi finanziaria, di contrazione dei livelli produttivi ed occupazionali e di pesanti tagli di trasferimenti dallo Stato che, per il periodo 2011-2014 assommano a 1,5 miliardi di euro, ha preservato un ente regionale sano e con il bilancio finanziario in equilibrio, senza per altro chiedere risorse aggiuntive ai cittadini né aggravare il carico fiscale sul lavoro e sulle imprese.

RIFORME. Si prende atto che questi risultati sono il frutto di una serie di incisivi interventi di riforme istituzionali endoregionali, di riorganizzazione ed efficientizzazione della struttura regionale e delle sedi dei suoi uffici, di tagli ai costi del funzionamento delle istituzioni e della politica che hanno conseguito negli ultimi due anni risparmi per circa 5,8 milioni di euro. Si tiene anche conto che le scelte effettuate dalla Giunta regionale, in coerenza con gli obiettivi di fondo del suo programma di governo e pur nel quadro delle difficoltà finanziarie richiamate, sono state prioritariamente rivolte a sostenere il sistema di welfare regionale ed il funzionamento dei servizi sociali nel territorio, a partire da quelli rivolti alla prima infanzia e alla non autosufficienza.

SANITA’. Si evidenzia che, dentro questo contesto, l’Umbria riconferma e consolida il suo ruolo di regione virtuosa e di riferimento nazionale per quanto riguarda l’equilibrio finanziario di gestione del servizio sanitario regionale, al contempo assicurando l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza ai cittadini umbri e portando a compimento un ulteriore recupero di risorse finanziarie da poter utilizzare per interventi di investimenti volti a riorganizzare e riqualificare strutture sanitarie della regione.

PROGRAMMAZIONE. Si rimarca che, con l’approvazione del D.A.P. e dei documenti di programmazione dei nuovi fondi comunitari 2014 – 2020, sono stati definiti obiettivi, priorità e strumenti per mettere in atto un’azione sistemica e strategica di contrasto alla crisi produttiva dell’Umbria, di sostegno alla innovazione ed internazionalizzazione delle imprese umbre, di rilancio di uno sviluppo di qualità e ambientalmente sostenibile e di nuove opportunità occupazionali e che, anche sulla base di questa strumentazione, l’istituzione regionale può svolgere un ruolo decisivo, anche nel confronto con il Governo nazionale e con le parti sociali, per concorrere alla soluzione delle crisi aziendali e manifatturiere che stanno segnando il sistema industriale della nostra regione, a partire da quelle di rilievo e significato anche nazionale, di AST- TK e della Merloni”.

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