Appello Perugina, Mancini, Lega Nord, scrive a tutti i sindaci umbri

“Siate presenti alla manifestazione di Sabato in difesa della Perugina, lo dobbiamo alla nostra terra”

Appello Perugina, Mancini, Lega Nord, scrive a tutti i sindaci umbri

Appello Perugina, Mancini, Lega Nord, scrive a tutti i sindaci umbri

PERUGIA – Novantadue mail indirizzate a tutti i sindaci dell’Umbria, al fine di sensibilizzare le autorità cittadine a partecipare alla manifestazione in difesa della Perugina, il prossimo 7 Ottobre. Questo il gesto politico del il Vice Presidente dell’ Assemblea Legislativa, Valerio Mancini (LN) che questo pomeriggio ha scritto a tutti i primi cittadini umbri (in quanto rappresentanti della popolazione) al fine di esortarli a presenziare all’iniziativa di sabato e portare il Gonfalone  “perché  credo, sia dovere di ogni amministratore tutelare un’azienda storica che è riuscita ad esportare il nome dell’Umbria in tutto il mondo”, Mancini rimarca che “l’iniziativa, promossa dai sindacati Flai Cgil, Flai Cisl e Uila Uil, non ha colore politico e deve essere intesa come un atto di protesta contro il licenziamento di oltre 300 persone e contro il mancato diritto al lavoro e un’equa remunerazione che dovrebbe garantire dignità a tutti i lavoratori”.

“In questa vertenza – commenta l’esponente del Carroccio – sono in gioco centinaia di posti di lavoro e la sopravvivenza di brand storici legati a valori territoriali del nostro Paese. E non basta, perché tutto questo può mettere in crisi il sistema industriale del comparto food che, in questi anni di crisi dei consumi, aveva rappresentato un’ancora di salvataggio e che con lo sviluppo dell’export ha rappresentato la carta vincente per far uscire il Paese dalla crisi”.

Mancini chiede dunque agli amministratori locali “la massima partecipazione alla manifestazione al fine Di sensibilizzare l’opinione pubblica e dare sostegno ai lavoratori della Perugina. E se poi tutto ciò dovesse rimanere inascoltato – conclude -, la prossima protesta sarà dentro il ‘Palazzo’, perché il diritto del lavoro, come sancisce la Costituzione, non può essere disatteso nè negato.

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