Anziani non autosufficienti, pubblicato il bando per il contributo badante

Il Movimento 5 Stelle attacca: “la non autosufficienza non ha bisogno di mance, ma di una politica sociale seria basata sulla effettiva libera scelta"

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Anziani non autosufficienti, pubblicato il bando per il contributo badante

da Cristina Rosetti (M5s Perugia)
PERUGIA – Anziani non autosufficienti: pubblicato il bando per il contributo badante. Il Movimento 5 Stelle attacca: “la non autosufficienza non ha bisogno di mance, ma di una politica sociale seria basata sulla effettiva libera scelta”. All’indomani della pubblicazione dell’avviso pubblico per la concessione di un contributo di 700 euro “una tantum” a rimborso del costo sostenuto per uno o più assistenti familiari”, il MoVimento 5 Stelle attacca  l’assessore alle politiche sociali Edi Cicchi, che crede di risolvere il problema della assistenza alle persone anziane affette da grave disabilità con una sporadica erogazione in denaro, di importo irrisorio, rispetto agli ingenti costi sostenuti con continuità dalle famiglie.

L’Assessore Cicchi dimostra ancor una volta di essere un mero gestore di risorse (destinate ai pochissimi che riusciranno a dimostrare di possedere i requisiti previsti dall’avviso pubblico) e decide ostinatamente di non rispettare gli indirizzi vincolanti del Consiglio Comunale in materia di libera scelta.

La Delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 9.02.2015, impegna il Sindaco e la Giunta ad elaborare idonei strumenti programmatici finalizzati: al sostegno alla domiciliarità a favore delle famiglie dove siano presenti situazioni di gravi disabilità secondo un piano personalizzato in un’ottica di libertà di scelta tra gli strumenti disponibili, con obbligo, per l’ente, di monitorare i risultati della presa in carico, e che prevedano:

1) forme di erogazione diretta alle famiglie;  di un assegno di cura, senza obbligo di assumere un assistente qualora in famiglia sia presente un Caregiver; con obbligo di rendicontazione dettagliata dell’impiego della somma erogata a dimostrazione che venga impiegata per la finalità per cui viene data;

2) forme di erogazione diretta alle famiglie di un contributo badante per coprire i costi di un assistente domiciliare scelto liberamente, in mancanza di Caregiver e/o in affiancamento dello stesso; dare piena attuazione alla Convenzione ONU al fine di garantire l’effettiva e concreta   attuazione dei principi in essa contemplati;  di sostenere attivamente il progetto sperimentale per la destinazione del 20% del fondo della Regione Umbria sulla non autosufficienza a progetti individuati per favorire la vita indipendente e la libertà di scelta; di assicurare e garantire la reale, concreta e diretta partecipazione dei disabili e dei loro familiari attraverso l’individuazione di progetti di vita e il riconoscimento dei loro diritti anche tramite le associazioni di tutela dei diritti; alla incentivazione di figure professionali innovative, nell’ambito dell’assistenza-riabilitazione sanitaria e psico-sociale, che garantiscano i servizi direttamente commissionati e finanziati dalle famiglie tramite “l’assegno di cura” o il “contributo badante” che possa essere valutato e monitorato dall’ente pubblico; al riconoscimento e valorizzazione della figura del Caregiver familiare come componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari”.

Il Comune è ancora lontano dall’attuazione di tali impegni, che non possono e non devono essere attuati con iniziative “una tantum” a copertura di una minima parte dei costi sostenuti realmente dalle famiglie ogni mese, ma attraverso l’erogazione di un contributo economico fisso per l’autogestione dell’aiuto personale che si pone alternativo rispetto al servizio offerto dagli enti territoriali competenti e scelto liberamente dalle persone non autosufficienti e dalle loro famiglie.

Invitiamo le famiglie a chiedere l’assistenza indiretta e a non fermarsi di fronte agli illegittimi rifiuti del Comune, il cui compito è in primis quello di informare gli utenti della loro diritto fondamentale di scegliersi da chi farsi assistere.

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