Anna Rita Fioroni: “Il mio Pd non è il partito di pochi”

ANNA RITA FIORONI_“Una forza importante che sta costruendo un nuovo percorso a livello nazionale con determinazione ed efficacia, ma qui, a livello locale, il Pd è in mano a poche persone con contesti democratici di decisione che sono solo forma. Io non mi riconosco in queste logiche e in tali meccanismi. Non mi appartiene la prassi della decisione a tavolino che determina il posizionamento dell’uno e dell’altro per il prossimo futuro  ( chi farà il presidente di regione, chi andrà in parlamento, chi farà il sindaco etc. ) senza pensare al merito ed ai contenuti, le uniche dinamiche in grado di produrre risultati durevoli per il benessere non dei singoli, ma dei cittadini tutti. Non mi appartengono certe logiche perché a mio parere le scelte politiche nascono e si sviluppano intorno ad una visione, ad un  progetto per il Paese e per i cittadini”.

Spiega così Anna Rita Fioroni la sua idea di “Partito e di Rinnovamento, che segue un progetto di piena partecipazione e condivisione. Ho visto tanti giovani che pensano (e sperano) ad un futuro diverso; altri, che sono giovani solo anagraficamente”.

La classe dirigente – secondo Fioroni – deve dare spazio vero al ricambio, costruito con il merito e con le competenze,  con un dibattito leale e sul piano dei contenuti.

“Continuo a sperare che anche per l’ Umbria si possa costruire un futuro diverso all’interno del Pd. E ci sarò tutte le volte che si prospetta un percorso di cambiamento serio, che dia spazio a persone autonome ed indipendenti, dove integrare la proposta anche con le idee di chi non fa solo politica nella vita, riconoscendo loro un ruolo vero e non semplicemente chiamandole a fare testimonianza. Questa è stata la mia volontà quando ho  aderito al Pd nel momento in cui si è costituito ed era l’idea di Veltroni . Ero convinta e pronta a dare il mio contributo, come ancora sono disposta a fare, ritenendo doverosa  un’apertura per una nuova idea di governo di città. E’ sterile, improduttivo e poco lungimirante – prosegue Fioroni – vedere il “nemico” in ognuno che prospetta una possibilità di crescita e cambiamento. Le occasioni come  le buone idee nascono dal confronto, dalle aperture.  L’autoreferenzialità  non premia e non stimola decisioni da prendere nell’ interesse generale. Chi ha sostenuto, all’interno del partito, la mia candidatura – conclude la Fioroni – lo ha fatto perché credeva nel  punto politico, ovvero nella necessità di un confronto su un Programma di Rinnovamento concepito per il bene comune e non come interesse di parte o secondo logiche di potere. Le stesse che oggi stanno impedendo la lo sviluppo e la crescita”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*