Angelo Conti (M5S), più salute o sanità

da Angelo Conti (candidato al consiglio regionale dell’Umbria per il M5S)
Negli ultimi giorni si sta scatenando la polemica su argomenti che toccano la salute dei cittadini. Io sono anni che sto cercando di capire se le persone hanno in effetti bisogno di salute o di sanità.

Sono due concetti complementari, ma diversi. Il primo presuppone una vera prevenzione basata sul vivere bene (appunto “in salute”) e sullo stile di vita, mentre il secondo è lo strumento per curare chi ha già riscontrato la malattia e quindi si è servito della tecnologia per una diagnosi precoce (ad esempio gli screening).

angelo-contiA darmi una mano è un’articolo apparso sul Fatto Quotidiano il 4 ottobre 2014 a firma Francesco Maria Borrelli dove scrive che l’aspettativa di vita degli italiani è si aumentata, ma è diminuita la buona saluta; infatti cito testualmente: “Dieci anni fa gli uomini si ammalavano a 69 anni e le donne a 71, mentre nel 2012 l’età è scesa a 62 e 61. Numeri al di sotto della media europea, che nello stesso periodo ha guadagnato due anni di salute.”
Cioè in 10 anni ci ammaliamo prima: la nostra società vive di più, ma quel di più lo vive male.

Non è una cosa da poco, soprattutto se uno dei parametri per farci continuare a lavorare (e quindi darci la meritata pensione) è l’aspettativa di vita.

Ci dicono una falsa verità come sempre: “Dovete andare in pensione più tardi perché è aumentata l’aspettativa di vita” che in termini statistici è vero!

Non ci dicono però il resto della storia. Eurostat -attraverso heidi data tool- certifica che il tempo guadagnato di vita lo viviamo da malati.

I motivi di tale cambiamento possono ritrovarsi in vari fattori. Il dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell’ospedale San Martino di Genova, afferma che “i disagi sociali si riflettono sulla salute. Ci sono diverse di problematiche economiche, ambientali e sociali che influiscono sulle condizioni fisiche: se pensiamo al precariato, ad esempio, sappiamo benissimo che anche pochi mesi di vita instabile e insicura dal punto di vista economico possono modificare lo stato di salute e far emergere problemi, soprattutto su persone fragili. Senza parlare poi delle cause legate all’ambiente: mi riferisco ad esempio alla situazione dell’Ilva di Taranto o alle molte zone dove le falde acquifere sono inquinate da arsenico e altre sostanze nocive”.

Torniamo sempre allo stesso discorso. Forse si deve iniziare a fare massa critica, a cambiare paradigma economico non basato solo ed esclusivamente sul consumo inconsapevole (tutto ciò che si consuma genera “pil indistinto”), ma sulla qualità della vita: mangiare sano, fare attività fisica su un parco salubre, abbassare i fattori di stress portato dalla quotidianità.

Non è qualcosa che si può trasformare in pochi mesi o in qualche anno, probabilmente ci vorranno decenni.
Vanno testati quindi nuovi modi e metodi di vita, vanno sfruttati i successi del campo tecnologico (come ad esempio la stampante 3D che già viene usata in campo medico, la stessa di cui parlavamo anni fa ma venivamo derisi), che deve essere al servizio della persona per una nuova civiltà, e non viceversa.

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