Andrea Liberati (M5S), “Superare cappa paramafiosa che da decenni ingabbia l’Umbria”

Consiglieri regionali, Liberati M5S: «Ridurre gli stipendi»
Consiglieri regionali, Liberati M5S: «Ridurre gli stipendi»

TERNI – Quando dovrebbe cambiare l’Umbria, se non ora? Quando, visto il disastro generato dalle permanenti collusioni tra sinistra e destra? C’è una gigantesca questione morale: si candidano persone indagate o sotto processo e nessuno fiata. Quel che per questi partiti conta è solo portare voti. Un rapporto disinvolto con la cosa pubblica che qui poi comporta precise conseguenze, tra altre: laissez faire assoluto di sinistra e destra verso alcune cooperative che hanno pressoché in mano l’economia umbra.

Cooperative che di mutualistico non hanno più nulla, ma che, grazie a questi partiti, inquinano il libero mercato e depauperano la pubblica amministrazione ‘esternalizzata’, sfruttando vergognosamente i lavoratori e distruggendo altre imprese grazie a intrecci pesantissimi ed evidenti in particolare col Partito Democratico, patologia del sistema su cui presto torneremo; lo stesso approccio servile, clientelare e interessato verso quelle multinazionali che, da Perugia a Nocera a Orvieto, da Spoleto a Narni, da Foligno a Terni, hanno spesso scelto l’Umbria come terra elettiva per costituire uno Stato nello Stato, nella più totale impunità, con licenza di sottrarre beni comuni, senza mai risponderne ad alcuno: le numerose vertenze aperte sul fronte socio-occupazionale, ambientale e sanitario parlano da sé, con una dinamica economica mai davvero accompagnata politicamente, da Roma a Perugia, senza soluzione di continuità. Seguendo poi le parole di Raffaele Cantone, che qualche settimana fa ha rilasciato alla stampa dichiarazioni molto chiare sul lavoro di alcune Procure di provincia, sarebbe a questo punto interessante capire perché in Umbria da anni sia così debole la repressione giudiziaria della corruzione politico-affaristica.

Ma lasciamo parlare Cantone: “Ancora oggi esistono realtà in cui non si aprono indagini per tangenti, nonostante nel Paese non esistano zone franche (…). Se la corruzione non viene scoperta significa che c’è un problema nelle Procure o negli inquirenti” (L’Espresso, 26 marzo 2015). Per il Movimento Cinque Stelle esiste una cappa paramafiosa sull’Umbria, una cappa tuttora integra ma destinata fatalmente a cadere, situazione vergognosa ben descritta da alcuni osservatori: al riguardo sarebbe assai istruttivo capire le ragioni delle cene tra certi funzionari dello Stato e personale politico sotto processo.

Sarebbe interessante capire se siamo tutti persone libere, tese al bene comune, o se invece alcuni preferiscano vite più comode, dimentichi del proprio altissimo ruolo a garanzia dei cittadini, a partire da quelli più deboli, quelli senza lavoro, senza consulenze. Senza speranze. Intanto le prescrizioni fioccano -quando i processi ci sono, ovviamente. Brani significativi della sinistra, della destra, congiuntamente a corrotti e corruttori dell’Umbria ringraziano Andrea Liberati candidato portavoce presidente Movimento Cinque Stelle per la Regione dell’Umbria

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