Andrea Liberati (M5S), No all’inciucio permanente in Regione. No al Patto del Nazareno in salsa umbra

Commissione inchiesta rifiuti, Liberati M5s: "Nessuna delibera in aula"
Andrea Liberati

No all’inciucio permanente. No al Patto del Nazareno in salsa umbra: anche in Regione l’opposizione resta solo una e si chiama Movimento Cinque Stelle. Infatti la spartizione di incarichi tra la consunta sinistra umbra e gli epigoni del forzaleghismo è data per certa nel Palazzo: col gradimento di Catiuscia Marini, questi avrebbero già deciso chi andrà alla vicepresidenza del Consiglio, alla ex Vigilanza e Controllo, alle vicepresidenze delle Commissioni, funzioni che peraltro comportano tutte indennità aggiuntive che notoriamente soltanto il M5S restituisce, oltre a un numero maggiore di dotazioni, assistenti, etc.

Per tali delicati ruoli si ventilano spesso nomi lontani non soltanto dalle competenze, ma anche da un esercizio costante della trasparenza amministrativa; per il M5S si tratta di persone scientemente volte a mantenere ben chiusi i cassetti rispetto a quanto di irregolare, sconveniente e tuttora inconfessato è stato fatto insieme da sinistra e destra in una delle Regioni più opache d’Italia, la nostra.

Il M5S, seconda lista più votata dell’Umbria, ha pubblicamente richiesto un ruolo di garanzia istituzionale nelle sette Regioni andate al voto. Qui sta viceversa proseguendo il metodo delle crostate, degli incontri riservati, dell’inciucio di sempre, degli assordanti silenzi di uomini di partito che, all’insegna del volemose bene, tirano a campare, preferendo unicamente consolidare un meccanismo che assicurerà agli interessati 12.000 euro al mese per cinque anni -oltre a chissà cosa- senza troppi sussulti, né slanci. Senza un’autentica lotta politica, sale della democrazia. Solo melassa & indennità.

Così, tra un inciucio e l’altro, tra un ingurgitare e l’altro da parte di lorsignori, l’Umbria è ormai la regione più povera del Centro Italia. Importerà mai a costoro? E il rispetto dei cittadini e dei loro bisogni? Chimera. Un panorama avvilente, alimentato da un notabilato regionale microscopico, agonizzante, ma tenacemente attaccato ai propri medievali privilegi

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