Andrea Liberati e i “Pentastellati” chiedono che i candidati inquisiti dei partiti lascino immediatamente

PERUGIA – Andrea Liberati, candidato alla presidenza dell’Umbria per il Movimento 5 Stelle, questa mattina davanti ai Palazzi della Regione non ha fatto sconti a nessuno. Ha, prima di tutto “sparato” contro i candidati che sono sotto processo dicendo: “I candidati inquisiti lascino e si auto sospendano dai loro rispettivi partiti”. Dopo un breve colloquio con i giornalisti, il corteo dei “pentastellati” (incazzati più che mai) si è diretto – da corso Vannucci – verso palazzo Cesaroni, sede del Consiglio regionale dell’Umbria chiedendo a gran voce “pulizia nelle liste dei candidati delle altre forze politiche” ponendo una “questione morale” con l’augurio “che cambi la cultura politica dell’Umbria per seguire le regole di uno Stato di diritto”.

In sostanza Liberati e i rappresentati del Movimento 5 Stelle chiedono ai partiti di essere molto severi sullo status giudiziario delle persone che candidano. “Pretendiamo come cittadini umbri – ha detto ai giornalisti – che si cambi decisamente marcia con una rinnovata tensione morale a partire dal momento elettorale con candidati puliti”. Il 5 Stelle ha scelto di fare la conferenza davanti ai due palazzi simbolo della politica regionale “perché sappiamo per certo – ha aggiunto il candidato Andrea Liberati– che ci sono numerosi candidati processati e di questo non se ne parla nella nostra bella regione”. Sventolando i certificati penali di ognuno di loro Liberati ha anche detto che ““sarebbe molto semplice sapere chi sono, basterebbe che facessero tutti come noi del 5 Stelle visto che abbiamo consegnato i nostri certificati penali e dei carichi pendenti per dire agli umbri la verità”.

“Il garantismo è una cosa ma le elezioni e la partecipazione democratica sono un’altra”, ha detto ai nostri microfoni Liberati. Il candidato ha poi ha ricordato che le proposte per l’Umbria del Movimento 5 Stelle saranno presentate fra 7 giorni. Nel frattempo – e non è più rinviabile – il Movimento 5 Stelle chiede che un deciso cambio di marcia “anche nei confronti di alcune multinazionali per avere circa 80 milioni di euro attraverso un deciso incremento dei canoni concessori alle aziende multinazionali dell’idroelettrico e delle acque minerali”. “Anche qui – ha proseguito – c’è un conflitto di interessi di alcuni consiglieri regionali che ci lavorano o che hanno parenti che ci lavorano, bisogna che queste persone dichiarino i loro conflitti di interesse e si astengano dal votare per queste cose”.

Liberati ha poi toccato l’argomento cooperative con una frecciata alla candidata uscente Catiuscia Marini: “Non è possibile che la Marini che è dirigente in aspettativa di Legacoop voti sul taglio dell’Irap del 100 per cento per le cooperative di tipo A e del 50 per cento per le cooperative di tipo B, bisogna dichiarare in che posizione si sta”. Secondo il quanto detto successivamente dal candidato del 5 Stelle “la regione è dominata da un sistema politico affaristico e ci lascia sconcertati sapere che alla Marini noi paghiamo come Stato contributi per una terza pensione oltre ai due vitalizi che incasserà in futuro e questa è una cosa che deve far riflettere chi vota i vecchi partiti”.

“Sulle coop occorre un severo monitoraggio e un cambio di rotta totale nel prossimo consiglio regionale – ha concluso Liberati – per affrancare l’Umbria da un sistema di potere affaristico perché non può essere che le coop diventino porte girevoli del Pd e che tutto si confonda”. Per Liberati “la politica è altra cosa, è tensione ideale e morale”.

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