Andrea Liberati attacca concorso Maginifci 94, si parla di “anomalie tecniche”

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Andrea LIBERATI e M5S

Andrea Liberati attacca concorso Maginifci 94, si parla di “anomalie tecniche”

Andrea Liberati – M5S Regione Umbria

Gli esperti del Movimento 5 Stelle dell’Umbria stanno rilevando una serie di anomalie tecniche nel concorso per i ‘magnifici 94’ diffuso dall’eminente prof. Bartolini, coautore della famigerata legge elettorale regionale. Legge che, lo ricordiamo, oltre a produrre una sottorappresentazione del Movimento quale seconda forza politica dell’Umbria, si è meritata le attenzioni della stampa nazionale e persino un articolo di fondo del Corriere della Sera, tanto è generalmente considerata ignobile sotto il profilo democratico, avendo artatamente alterato gli equilibri politici. E oggi altra buccia di banana per il professore.

 Dunque, a proposito dei 94 –di cui Bartolini aveva detto in prima battuta che pagava l’Europa, ma la verità sarebbe più articolata- è interessante accendere un faro sul secondo passaggio della prova rivolta ai candidati di categoria ‘C’: è la fase del colloquio, che prevede l’assegnazione di ben 90 punti su 100. La Regione indicherà però solo le materie su cui verterà la selezione e null’altro.

Qui sembra emergere lo zampino di amministrativisti navigati, pienamente consapevoli che la commissione esaminatrice di un concorso pubblico è titolare di un’ampia discrezionalità sia nell’individuare i criteri, sia nell’attribuire i punteggi. Discrezionalità che sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, fuorché nel caso fosse caratterizzata da macroscopici vizi di eccesso di potere per irragionevolezza e arbitrarietà.

Una situazione aggravata dalla mancanza di parametri/criteri precisi nell’assegnazione del punteggio: un colloquio siffatto, in assenza di parametri certi, non permetterebbe la valutazione dell’operato dei commissari, minando così anche il principio di imparzialità ex art. 97 Cost.

A motivo di tanta dozzinalità, il Movimento 5 Stelle chiede di conseguenza l’annullamento del bando, con l’inserimento di quei puntuali criteri di valutazione che devono caratterizzare qualsiasi procedimento di evidenza pubblica, da fissare inderogabilmente prima di avviare le valutazioni.

Una richiesta di annullamento doverosa e che si basa pure sulle ‘leggerezze’ compiute nei confronti dei candidati di categoria ‘D’: qui 80 punti su 100 vengono assegnati per una prova scritta. E, in maniera del tutto analoga al bando per la categoria ‘C’, si registra:

1) l’assenza della preventiva indicazione dei sottocriteri numerici di valutazione;

2) l’assenza di preventiva indicazione dei criteri in base ai quali tale valutazione numerica deve essere attribuita alla prova scritta.

La mancanza di tali elementi mette a rischio anche qui la correttezza della procedura in quanto si impedisce ogni seria controllabilità delle prove.

Il legislatore esige viceversa procedure concorsuali trasparenti ed eque.

Qui siamo dinanzi a una prova scritta di cui nemmeno si conoscono le modalità: è un test a risposte multiple? Si tratta di svolgere un tema? Si simula un caso pratico? Quale trasparenza?

Prof. Bartolini, basta bucce di banana! Basta intellettuali organici al regime! Il M5S non può che bocciarla. Assieme alla Marini si eserciti finalmente sull’argomento ‘Trasparenza’: torni più preparato alla prossima sessione. Intanto faccia riscrivere il bando a qualche collega di chiara fama del tutto slegato e indipendente rispetto alla Regione

Andrea Liberati attacca concorso

 

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