Ampliamento della discarica di Orvieto, Daniela Pimponi PD dice la sua

Insieme ai cittadini va poi affrontata la sfida più grande, quella della prevenzione e riduzione all’origine dei rifiuti

Ampliamento della discarica di Orvieto, Daniela Pimponi PD dice la sua

Ampliamento della discarica di Orvieto, Daniela Pimponi PD dice la sua

PERUGIA – “L’ipotesi ventilata a stampa di un ampliamento della discarica di Orvieto ha sollevato molte reazioni, fino ad interessare il tema della gestione dei rifiuti urbani in Umbria in una fase, l’attuale, di transizione e non di emergenza, e forse proprio per questo più delicata”. Così, in una nota, Daniela Pimponi, Responsabile Ambiente e rifiuti del Pd Umbria.

“L’Umbria – dice – deve passare da sistemi di raccolta disomogenei e poco efficaci e da impianti che producono troppi scarti, generando un ricorso eccessivo alla discarica, ad una raccolta differenziata ovunque domiciliarizzata e con tariffazione puntuale (‘paghi per quello che butti via’), e ad una impiantistica moderna di trattamento del Rifiuto Urbano Residuo e della frazione organica, relegando le discariche ad un ruolo ancillare/satellitare nel quadro della necessaria gestione integrata del ciclo dei rifiuti orientata all’obiettivo ‘Economia Circolare’.

Ispra certifica la disponibilità in Umbria di 900.000 metri cubi di discariche a fine 2016 e quindi occorre ora completare la transizione alle buone pratiche europee ormai prevalenti in molte regioni. Sarebbe prematuro e autolesionistico ampliare le discariche di rifiuti urbani senza considerare l’impatto positivo, ambientale ed economico, della diffusione di una gestione virtuosa ed europea dei rifiuti come richiesto dalla Delibera della Giunta Regionale di ormai due anni fa.

La sua attuazione ha portato segnali positivi dalla provincia ternana, dove un modello di raccolta differenziata ‘porta a porta’ ben organizzato sta spingendo a valori superiori al 70% (quindi tra i migliori territori italiani), diminuendo il conferimento in discarica, generando occupazione e primi cali delle tariffe, anche se il risparmio maggiore dovrà venire dal passaggio generalizzato alla tariffa puntuale. Migliora anche la qualità delle frazioni raccolte, dato essenziale per la loro valorizzazione industriale e l’ulteriore recupero di materia, da realizzare con nuova impiantistica solo laddove si registri la maggiore produzione di rifiuti.

Tutto questo rende l’idea di quanto sia cruciale per l’Umbria il lavoro che sta svolgendo l’Auri per armonizzare modelli organizzativi e costi a livello regionale.

Insieme ai cittadini va poi affrontata la sfida più grande, quella della prevenzione e riduzione all’origine dei rifiuti: in Umbria siamo ancora al di sopra dei 500kg/abitante per anno.
Dobbiamo riuscire a disaccoppiare crescita economica da produzione di rifiuti – conclude Pimponi – perseguendo l’obiettivo della rivoluzione di questo secolo, cioè uno sviluppo che sia in grado di utilizzare in modo più efficiente le limitate risorse disponibili sul pianeta e una società che smetta di produrre scarti, obiettivo globale che si consegue solo integrando tante azioni locali e quotidiane”.

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