Assisi, vescovo Sorrentino dopo il voto: “Su di me solo calunnie”

Il presule della Città di San Francesco prende posizione e attacca chi lo accostava a Stefania Proietti

Assisi, vescovo Sorrentino dopo il voto: “Su di me solo calunnie”

A conclusione di una campagna elettorale che ha registrato ad Assisi toni particolarmente accesi, il Vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, FORMULA GLI AUGURI di buon lavoro al neo-eletto sindaco ing. Stefania Proietti e a tutti gli eletti, di ogni ispirazione e parte politica, nel rinnovato consiglio comunale. Auspica  un rasserenamento degli animi e una rinnovata capacità di collaborazione, e ripresenta pertanto alla comune riflessione quanto ha scritto nei dieci punti del suo MESSAGGIO intitolato “Per amore del mio popolo”. Quei punti, offerti alla riflessione pre-elettorale e consultabili sul sito della Diocesi, restano  più che mai validi. Essi si pongono al di là e al di sopra degli schieramenti e delle geografie politiche. Esprimono la politica della persona umana, che non né di destra, né di sinistra, né di centro, e si incarna nei valori di  accoglienza e rispetto della vita e della dignità di ciascun essere umano, di promozione della famiglia ben compresa quale nucleo fondamentale della società, di esercizio delle buone, solidali e accoglienti relazioni sociali, fino alla custodia attenta e premurosa di  “nostra Madre terra” secondo l’ispirazione evangelica e francescana.

Con serenità, ma anche con tanta tristezza, monsignor Sorrentino sottopone alla comune considerazione il clima di aggressione a cui egli, in questo periodo elettorale, è stato sottoposto. Gli si è fatto dire, senza alcun fondamento, di tutto e di più, a proposito di sue presunte operazioni di sostegno a candidati e parti politiche. La realtà di fatto è che egli, dopo aver reso il suo servizio di pastore alla Città con il citato documento, in tutto il tempo della competizione elettorale, non ha detto una sola parola in più, né autorizzato articoli o interventi di qualunque natura, a sostegno  dell’una o dell’altra persona, dell’una o dell’altra posizione, confidando nel libero, democratico e responsabile dibattito.

Tutte le cose scritte, su carta stampata o social media, sono frutto di illazioni e valutazioni degli opinionisti, costruite spesso estrapolando passaggi fuori contesto del detto Messaggio. E’ disposto a tal proposito a qualunque confronto,  se ci fosse anche una sola persona, tra   gli elettori, che possa asserire di avergli sentito mai dire una parola diversa da quella da lui scritta e sottoscritta in quel Messaggio che, peraltro, al momento, fu apprezzato da  tutte le parti politiche. In esso era dichiarato la Chiesa di Assisi non avrebbe avuto  nessuna lista e nessun candidato. Da parte sua è stato coerente fino in fondo. Eventualmente uomini di Chiesa si sono espressi, lo hanno fatto a titolo rigorosamente privato, certamente  non autorizzati. Chi  ha messo in giro voci contrarie  lo ha fatto inventando e calunniando. Senza generalizzare, e dunque con l’onore  dovuto a  quanti sono stati ossequienti alla verità  e al buon senso, – il Vescovo non dubita che siano i più – egli si chiede se quanti si sono espressi su di lui   in modo così apertamente proditorio  – approfittando del suo silenzio di rispetto elettorale – siano stati all’altezza di una Città che dovrebbe distinguersi  anche per il suo livello culturale e il suo spirito di pace.

Comprendendo tuttavia che i tempi di passione spingono a simili derive, offre sincero perdono e chiede ora a tutti, con affetto di pastore, di pensare innanzitutto al BENE DELLA CITTA’.  La Chiesa di Assisi, che sta vivendo un tempo di grande  rinnovamento sulla base del PROGETTO SINODALE recentemente varato, intende fare quanto è suo dovere, nel suo proprio ambito, implicante anche la formazione alla dottrina sociale cristiana,   e prega per quanti sono chiamati a governare, perché abbiano luce e forza, lasciandosi alle spalle le tensioni elettorali, per un servizio finalizzato sempre e solo al bene comune, nel rispetto dei valori umani e cristiani che contraddistinguono, agli occhi del mondo, la Città Serafica. Su tutti il vescovo invoca la benedizione del Signore.

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