Amianto, Liberati Lucidi, dal Governo per Umbria, una sentenza di morte

la delicatissima questione amianto è stata frettolosamente liquidata

Amianto, Liberati Lucidi, dal Governo per Umbria, una sentenza di morte

Amianto, Liberati Lucidi, dal Governo per Umbria, una sentenza di morte Credevamo che certe triangolazioni tra sindacato e politica fossero utili ai lavoratori: invece assistiamo a un nuovo cortocircuito. Un glaciale comunicato delle forze sociali certifica il disinteresse del Governo, un’autentica sentenza di morte per gli esposti all’amianto della Thyssen di Terni e, conseguentemente, per tutti gli interessati in Umbria. Stavolta il lavoro sporco lo ha fatto il vice-ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, già sindacalista, che, conto terzi, ha forzato la mano, di fatto preferendo lasciar cinicamente morire le persone toccate da tale dramma, pur di non mettere in pericolo i destini di rappresentanti lungamente inoperosi.

Tirano un sospiro di sollievo i corifei di regime, ma non i liberi cittadini che hanno a cuore il quadro legalitario e la verità delle cose: il castelletto di menzogne è destinato comunque a crollare. Così la delicatissima questione amianto è stata frettolosamente liquidata da un vice-ministro –peraltro in possesso del titolo di licenza di Scuola Media- totalmente incompetente: infatti Bellanova non è più sottosegretario al Lavoro. La materia amianto è indiscutibilmente in capo proprio ai Dicasteri del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Nel dar fiato alla sua onorevole bocca, Bellanova non ha nemmeno mostrato alcuno specifico approfondimento.

Né avrebbe potuto: i dati sanitari e ambientali sin qui emersi parlano da soli e alcune immagini, ritratte dentro la stessa Thyssen, sono chiare. L’amianto negli stabilimenti c’è tuttora, ma una certa politica umbra a Roma, quella che usualmente fa tappezzeria, guarda altrove, comodamente lavorando per il re di Prussia. Le maestranze dovranno così ancora attendere, diversamente da quelle di Torino, Trieste, Dalmine, Piombino e Taranto. Terni e i suoi lavoratori sono infatti vittime di un accanito cortocircuito politico-sindacale di lunga data: e, nel rovesciamento delle regole più sacre, quelle a presidio della vita, tutto diventa arbitrio.

Le parole di ieri del vice-ministro saranno quindi apparse ad alcuni pigri rappresentanti come il sogno di una notte di mezza estate. Per i cittadini, gli esposti e i malati, invece solo la riconferma di un quotidiano incubo, non di rado fatto di mesti pellegrinaggi presso i reparti oncologici di tutta Italia.

Il M5S ribadisce pertanto il proprio impegno dentro e fuori le Istituzioni per ripristinare lo Stato di diritto a Terni, così come a Narni e Foligno, a vantaggio dei lavoratori, al fianco degli organi di controllo, assieme ad associazioni come l’ONA, con le forze che vogliono dare un contributo concreto, unitamente alle tante persone di buona volontà che sosterranno davvero queste sacrosante battaglie Stefano Lucidi –capogruppo M5S Senato Andrea Liberati –capogruppo M5S Umbria

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