Ambiente: sindaci, no alla geotermia nell’orvietano

La Commissione, presieduta da Giuseppe Biancarelli, ha convocato lunedì prossimo l'assessore regionale Fernanda Cecchini

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Ambiente: sindaci, no alla geotermia nell’orvietano

I sindaci dei Comuni di Castel Giorgio, CastelViscardo, Monteleone di Orvieto e Allerona, unitamente al rappresentante dei comitati di cittadini residenti nella zona, Fausto Carotenuto, alla scienziata Fedora Quattrocchi e al professor Roberto Minervini dell’accademia nazionale Kronos, hanno espresso nell’audizione di oggi in Seconda commissione la propria contrarietà per il progetto di geotermia nell’Orvietano.

La Commissione, presieduta da Giuseppe Biancarelli, ha convocato lunedì prossimo l’assessore regionale Fernanda Cecchini e riconvocato, con parere contrario dei consiglieri Fiorini (Lega Nord) e Liberati (M5s), l’azienda interessata alla realizzazione degli impianti geotermici, la Ltw & Lkw Geotermia Italia spa, che stamani non si è presentata. Le preoccupazioni, suffragate da pareri tecnici raccolti dai Comuni tramite consulenze esterne affidate ad esperti, oltre a quelli forniti nell’audizione di stamani, riguardano i pericoli di inquinamento delle falde e la microsismicità connessa ai lavori e alla presenza di gas appena sotto la superficie.

Perplessità da parte dei sindaci anche per una scelta che confligge con l’idea di sviluppo delle aree interne e con la vicinanza di zone protette. Richiamata anche la contrarietà pressocché totale della popolazione e la necessità di tenerne conto al momento della decisione.

INTERVENTI

ANDREA GARBINI (sindaco di Castel Giorgio): “Ci sarà un motivo se Enel, partner originario di un progetto in ballo da diversi anni, ha speso 1 milione 620mila euro per chiudere i pozzi, mettendo per iscritto l’impossibilità di usare gli impianti in questione e di non avere alcuna responsabilità per quanto potrà accadere in futuro, documentando perfino l’incremento di microsismicità. Altro aspetto critico riguarda le falde acquifere di una zona che alimenta con acqua potabile tutto l’Orvietano e il lago di Bolsena, non a caso hanno espresso la loro contrarietà a progetti di geotermia anche tutti i Comuni a nord di Viterbo. Inoltre il Piano regolatore contempla una zona destinata a sfruttamento geotermico e ciò consentirebbe, tramite una variante, di farlo anche altrove, perfino in centro abitato. Siamo perplessi anche sull’affidabilità di un’azienda che non ha mai fatto un impianto geotermico nonostante le altisonanti consulenze esterne”.

SAURO BASILI (sindaco di Allerona): “Questo impianto sorgerebbe vicino ad aree naturali protette ed è incompatibile con lo sviluppo delle aree interne che abbiamo per i nostri territori. Mancano rassicurazioni su inquinamento delle falde acquifere e sismicità. Non si può non tenere conto della volontà della popolazione di queste aree, dato che i vari comitati sono tutti schierati contro”.

DANIELE LONGARONI (sindaco di Castel Viscardo): “Non vogliamo dire di no a tutto ma, a fronte di pareri emessi da esperti che ogni Comune ha consultato e che riferiscono di rischi di microsismicità e inquinamento delle falde idriche, vogliamo almeno ragionarci sopra e non subire impianti che ci arrivano tra capo e collo imposti dall’alto, per niente condivisi dalla popolazione. Leggiamo sui giornali che ci daranno energia gratuita, ma a noi nessuno ha detto nulla. E se per averla dovessimo sfasciare strade e marciapiedi, con rischio di interventi penalizzanti al di là del beneficio annunciato?”.

FAUSTO CAROTENUTO (comitato di cittadini Castel Giorgio): “Parlo a nome di una quindicina di comitati, anche nazionali come Italia Nostra, e sottolineo che in Aula è stato condiviso un documento che diceva no all’impianto, salvo poi apprendere dall’intervista dell’assessore Cecchini, pubblicata sui giornali, che secondo gli uffici della Regione c’è il nulla osta, basato però sui dati forniti dall’azienda interessata, senza contare la faccenda del conflitto di interesse perché sono stati predisposti dalla moglie del progettista. La Regione non può far finta di niente e se lo farà ne risponderà in giudizio”.

ROBERTO MINERVINI (Accademia nazionale Kronos): “Come si fa a dire che tale struttura porterà benefici, se oltre al danno delle perforazioni ci sarà il problema del raffreddamento e della reimmissione del refluo, vale a dire una struttura coperta di grandi dimensioni con decine di ventilatori accesi 24 ore su 24 e un rumore regolare e continuo paragonabile a un aereo perennemente in fase di decollo? Nella zona ci sono coltivazioni agricole di pregio e una dozzina di case di riposo per anziani. Come si fa a non concordare con la popolazione? È evidente che ci sono cose da rivedere e che, quando c’è di mezzo la salute dei cittadini non deve esistere dualismo tra scelte politiche e volontà della gente. La decisione da prendere è facile. È un progetto che non si deve fare perché non lo vuole nessuno, al di fuori delle lobby che purtroppo oggi dominano la politica e la condizionano al punto da ignorare i modelli di sviluppo che nascono nelle aree interne”.

FEDORA QUATTROCCHI (dirigente Istituto nazionale di geofisica e docente di ingegneria sul territorio, specializzata in geotermia): “Parlo a titolo personale, anche se lavoro per la sicurezza dello Stato. Nei documenti che dovrebbero assicurare la correttezza dell’operazione non viene citato il rapporto Enel, che parla di rischi di esplosione e fuoriuscita del gas che può durare per giorni. Non trattano aspetti legati alla contaminazione da radon in fuoriuscita di gas, mancano un atteso modello biomeccanico e la mappa tridimensionale del sottosuolo. I profili sismici ci dovrebbero essere e non ci sono. Non ci sono nemmeno elementi sulle faglie del sottosuolo. Siamo a uno standard ben al di sotto di quanto pubblicabile, le cui conclusioni non sono supportate nemmeno dalla bibliografia citata. Il progetto non può essere approvato perché non ci sono le basi per garantire la salute dei cittadini. Non mi è mai capitato di dover reiterare documenti scritti da colleghi, ma non ho mai visto cose di questo tipo. Né mi era mai successo nemmeno di dover subire delle mail ‘particolari’ da parte di un’azienda.

INTERVENTI DEI CONSIGLIERI REGIONALI:

VALERIO MANCINI (Lega Nord): “Ho chiesto alla presidente Marini e all’assessore Cecchini di non completare l’atto per poter ascoltare un territorio che raggruppa 8 Comuni che esprimono forti dubbi e non possono non essere presi in considerazione. È grave che in Aula il documento sia stato firmato e subito dopo si sia presa una decisione che rende inutile la discussione in Commissione. È grave anche che il dirigente responsabile dell’assessorato da giorni neghi di fornirci i documenti al riguardo. Resto basito per il documento dell’Università di Napoli che cita moglie e marito su quello che viene definito un ‘palese conflitto di interesse’. Lo devono scoprire sindaci e consiglieri che chi produce questi atti ha conflitti di interesse?”.

CLAUDIO RICCI (Ricci presidente): “Geotermia vuol dire grandi pompe di calore, ma il tempo delle grandi centrali è finito, il futuro è nei microimpianti. Se la Giunta produce atti ignorando l’indirizzo dell’Assemblea legislativa siamo nella condizione di dover chiedere la sfiducia. Sarebbe stato opportuno almeno che la Giunta si fosse espressa dopo l’audizione nella commissione competente che tutta l’Aula ha votato”

ANDREA LIBERATI (M5s): “È il solito ‘teatrino’, con l’Assemblea completamente svuotata di valori. Si continua a prendere decisioni che vanno ad offendere i diritti delle comunità locali”.

SILVANO ROMETTI (Socialisti e Riformisti): “All’inizio questa era una vicenda fra Enel e Regione, poi il Ministero l’ha fatta propria ‘espropriandoci’, ma ci dovremo tornare anche perché non siamo di fronte alle lamentele di qualche comitato, ma dell’intera popolazione locale, sindaci compresi. Da valutare impianti diversi”.

EMANUELE FIORINI (Lega Nord): “In Aula si concorda una certa linea, si appongono le firme dei capigruppo, ma l’assessore competente non si esprime e la Giunta delibera a modo suo. Questa è la situazione. Noi saremo al fianco dei cittadini che sono contrari al progetto”.

GIACOMO LEONELLI (Pd): “Rimango convinto della bontà del percorso intrapreso. Oggi è stata ascoltata l’accusa, la prossima settimana la difesa. Non abbiamo alcuna preclusione. Abbiamo ritenuto di farci portavoce delle istanze dei cittadini, accogliendoli nella sede competente e senza alcuna chiusura aprioristica, allo scopo di valutare ulteriormente la situazione. La Commissione prenda atto della bontà del lavoro svolto. La Giunta non ha deciso nulla, siamo di fronte alla presa d’atto che non risultano esservi elementi ostativi”.

ANDREA SMACCHI (Pd): “L’audizione è utile per chiarire gli aspetti tecnici e conoscere i progetti di area interna e la volontà della popolazione. Se si parla di futuro della regione e possibili conflitti con altri progetti, la questione non è più solo tecnica. Le aree interne nascono per i territori più svantaggiati, quindi valuteremo lucidamente l’azione politica da fare in base alle caratteristiche del territorio”.

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