Agrigiovedì: Dobbiamo difendere la nostra zootecnia

Il sesto appuntamento con la rubrica sull'agricoltura a cura dell'on. Filippo Gallinella (M5S)

Inceneritore in Umbria, Onorevole Gallinella: "La Regione lavori"
Filippo Gallinella

da Filippo Gallinella (deputato M5S e membro in commissione Agricoltura)

Quasi 6 milioni tra bovini da carne e latte, circa 400mila capi bufalini, oltre 8 milioni e mezzo di suini, poco più di 7 milioni di ovini e 1 milione di caprini.    

E ancora, oltre 60 milioni di capi avicoli considerando carne e uova (il settore avicolo è l‘unico dove siamo autosufficienti), 30mila asini tra capi da riproduzione e carne e 420mila cavalli che troviamo per carne, sport e affezione, molti milioni di conigli. Questo per darvi un‘idea della dimensione del nostro panorama zootecnico. 

Parlare di allevamento oggi, con “certi estremismi” che vanno in giro, è difficile ma quelli che ho citato sono animali da reddito, se così non fosse li vedremmo solo negli zoo. Allevare, però, non può prescindere dal concetto di “benessere animale”, che oggi può essere misurato attraverso l’analisi di diversi aspetti e utilizzando la tecnologia.

Per cui, compatibilmente con gli obiettivi di reddito degli allevatori, è necessario un graduale passaggio ai sistemi di nuovi di allevamento, anche attraverso incentivi economici o defiscalizzazioni. Molta attenzione, occorre poi nel trasporto degli animali vivi e sono fermamente convinto di vietare la macellazione rituale.

Punto fondamentale nell’allevamento, in particolar modo nel settore bovino ed ovino, è il miglioramento genetico. Se crescere una razza autoctona costa di più di una straniera, l’allevatore si sposterà su queste razze e addio alla nostra biodiversità.

Occorre una seria revisione del mondo allevatoriale, a partire dalle associazioni di razza e dai centri genetici. L’unica strada che vedo possibile, è un commissario straordinario che metta mano al sistema e lo liberi da una gestione opaca e ne rilanci le potenzialità.

Allo stesso tempo, è fondamentale avere un database unico, unificando dati sanitari e genealogici, rendendoli chiari e accessibili a tutti gli allevatori per gestire al meglio il proprio allevamento.  

Aspetto i vostri commenti. Ciao, alla prossima puntata!

 

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*