Agrigiovedì: i soldi all’agricoltura. Come, quando e perché

Il terzo appuntamento con la rubrica sull'agricoltura a cura dell'on. Filippo Gallinella (M5S)

da Filippo Gallinella (deputato M5S e membro in commissione Agricoltura)

Non tutti sanno che l’agricoltura rappresenta la politica europea più finanziata: ad oggi, è il 38 per cento del bilancio europeo. Tutti i cittadini europei sostengono e finanziano gli agricoltori, secondo due misure principali: quelle di superficie e quelle di sviluppo.

Oggi vengono dati soldi in base all’ettaro, legando il contributo sia a quanto preso in passato, sia in base a determinate pratiche verdi in cui è previsto un aiuto, detto “accoppiato”, che si riceve per specifiche produzioni agrarie e animali. Ma la politica agricola è sempre in ritardo, non riesce mai a stare dietro ai cambiamenti del mondo, anche perché ha una struttura di regole per la gestione e il controllo troppo complicata, che è causa anche dei ritardi nei pagamenti.

Poche cose, chiare e semplici, renderebbero l’impalcatura molto più flessibile. Personalmente, la prima cosa che farei, è dividere la superfice agricola tra svantaggiata e non: in Italia, la prima rappresenta circa il 35 per cento, al cui interno però vi sono il 50 per cento delle aziende agricole.

La soluzione sarebbe togliere le regole greening per le aree scomode, mentre per le altre, prevedere solo la rotazione colturale annuale. Via gli aiuti accoppiati, che creano solo distorsioni di mercato – vedi carne francese – e, con tali risorse, istituire un fondo per le crisi agricole in modo da poter intervenire per non far chiudere l’agricoltore che sia stato colpito da una crisi di prezzo o da una calamità naturale.

Se penso all’Italia mi viene in mente il settore olivicolo (abbiamo pochi impianti seriamente produttivi), oppure la creazione di stoccaggi differenziati per i cereali e un comparto mangimistico nazionale: sicuramente, necessitiamo di investire nel miglioramento genetico del bovino e dell’ovino.

In Italia stanno spopolando tra gli allevatori le razze francesi, poiché costa meno allevarle. Ovviamente regole che valgano, a livello europeo, per tutti allo stesso modo, e tenendo conto che 100 euro in Italia sono diverse da 100 euro in Romania. Ritengo che per i prodotti agricoli debba essere reintrodotta una nuova regolamentazione dell’offerta, uno strumento flessibile che si adatti alle situazioni perché, se da un lato è necessario cibo a prezzi accessibili, dall’altro il produttore deve ripagare i costi, ma senza dover sostenere le inefficienze.

Sui PSR si deve trovare omogeneità e deve essere introdotta obbligatoriamente una misura che preveda il sostegno, al puro scopo di mantenimento del paesaggio per quelle colture di pregio, praticamente improduttive, che diversamente non si sosterrebbero, come gli agrumeti caratteristici, gli olivi secolari, i vigneti eroici.

La politica agricola deve avere, in tal senso, una visione nazionale. Oggi, in Italia, non è così perché le regioni, solo per spartirsi i soldi, non vedono la Nazione, ma solo il proprio interesse.

Un desiderio per il futuro? Vorrei che si possa ragionare per filiere e non per confini amministrativi.

Aspetto, come sempre, i vostri commenti e suggerimenti. Arrivederci al prossimo giovedì con un nuovo appuntamento sull’agricoltura.

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1 Commento

  1. Il problema principale degli aiuti comunitari sta nel fatto che gli agricoltori sono stati privati del proprio reddito di sussistenza per dirottare quelle risorse sul secondo pilastro, che distribuisce quelle risorsevavmacchia di leopardo e spesso provocando inutili ulteriori indebitamenti per le aziende agricole. Sarebbe auspicabile che i nostri produttori vengano messi nelle condizioni di rispondere alla richiesta di cibo salubre da parte dei consumatori e l’unica maniera perché ciò sia possibile è dirottare massicciamente gli aiuti comunitario verso l’agricoltura biologica.. Bisogna smetterla di utilizzare i fondi UE per soddisfare unicamente igli interessi degli industriali e dei commercianti dell’agroslimentare, dell’agrochimica e della meccanica!

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