Aeroporto, Vinti: «No allo smantellamento»

L'associazione Sinistra Lavoro sollecita la Regione dell'Umbria e il Comune di Perugia ad assumere, tempestivamente e con determinazione, iniziative a tutti i livelli

Aeroporto, Vinti: «No allo smantellamento»
StefanoVINTI

Aeroporto, Vinti: «No allo smantellamento»

La Regione e il Comune di Perugia devono fermare la fuga delle compagnie aeree dell’aeroporto internazionale di San Francesco.

Adesso anche Alitalia cancella i voli di linea, e taglia il Perugia-Roma e il Roma-Perugia, dopo che nelle scorse settimane la Ryanair aveva cancellato ben quattro tratte su sette: Brindisi, Cagliari, Barcellona e Dusseldorf.

Una vera e propria mazzata per l’aeroporto umbro, drasticamente ridimensionato come scalo nazionale e internazionale.

E’ urgente che le forze politiche, le istituzioni locali, l’associazionismo imprenditoriale abbiano un sussulto di responsabilità e s’impegnino a salvaguardare i diritti dei cittadini e dei territori, nonche’ della citta’ di Perugia, ad essere collegati con il resto del Paese e dell’Europa.

L’associazione Sinistra Lavoro sollecita la Regione dell’Umbria e il Comune di Perugia ad assumere, tempestivamente e con determinazione, iniziative a tutti i livelli, affinché l’aeroporto internazionale di San Francesco non venga smantellato, ma anzi rafforzato, confermando le rotte già esistenti e offrendone di ulteriori.

Aeroporto

 

2 Commenti su Aeroporto, Vinti: «No allo smantellamento»

  1. questa qui e la regione che sta facendo di tutto per distruggere quello che in tempo era stato costruito non sono capaci di nulla solo chiachiere e tasse brava Marini e tutto il suo seguito sono di sinistra ma state rovinando tutto

  2. La soluzione è una solamente.
    Giornalmente centinaia di milioni di euro se ne vanno all’estero attraverso le cooperative, Ikea, leroy merlin, mercatoni, importatori di molteplici tipologie di prodotti, ect …
    Questi “aspiratori di soldi” di fatto impoveriscono l’economia italiana …. Non circola più denaro….
    Questa situazione ha danneggiato la piccola e media industria, spina dorsale dell economia italiana, con conseguente perdita di notevoli posti di lavoro….
    SOLUZIONE:
    Bisogna riportare valuta fresca in Italia e rilanciare l’economia attraverso un grandissimo progetto di rilancio del turismo che oltre a riportare denaro in Italia rilancerebbe l’edilizia ( che non è la TAV ) e ricreerebbe tantissimi posti di lavoro.
    ESEMPIO:
    Facciamo il classico conto della serva, … Uno ha un hotel e con la crisi e le tasse riesce a malapena ad arrivare a fine anno e deve speculare su tutto, ma se il suo hotel fosse quasi sempre pieno questo albergatore comincerebbe a spendere e probabilmente rimetterebbe a norma o rimodernizzarebbe un impianto elettrico o idraulico, forse rifarebbe il tetto, cambierebbe i migliorerebbe l’arredamento delle camere, rifarebbe il giardino o un muro di cinta e lui stesso spenderebbe più soldi in giro….. Sicuramente necessiterebbe di più personale…È questo vale a livello capillare in tutta Italia e per diverse attività turistiche e ricordiamoci che in Italia con i turisti ci lavorano TUTTI, dal tassinaro al ristoratore, da chi affitta una sdraio ed ombrellone a chi vende mutande o scarpe… TUTTI!!!
    La ripartenza del settore turistico sarebbe la ripartenza del muratore, dell’idraulico, dell’elettricità, del falegname … Praticamente sarebbe il rilancio del l’edilizia quella vera, distribuita in tutta Italia… Ed il PIL pensate che salto in alto farebbe….
    RIFLESSIONE:
    È’ pazzesco che nessun politico in questi anni non abbia mai pensato ad un grande progetto atto a riportare il turismo in Italia facendo diventare l’Italia la metà più ambita di ogni straniero.
    Ma si sa, in Italia a chiacchiere sono tutti bravi, salvo poi quando la chiacchiera va realizzata ed allora è qui che si blocca tutto perché per realizzare l’idea bisogna lavorare sul serio gli italiani sul serio gli piace poco di lavorare perché alla fine lo stipendio arriva lo stesso…. Ed allora è qui che bisogna lavorare perché la differenza tra Germania ed Italia e’ che in Germania ognuno si sente un anello di una catena che non va spezzata e tutti lavorano con grande spirito di collaborazione mentre in Italia no.
    Ed allora vorrei dire a tutti quelli che sono anni che dicono che l’aereoporto di San Francesco va potenziato, seguito ed aiutato, che lo facciano sul serio e non solo a parole perché come scritto sopra con il turismo ci mangiano tutti ed è il rimedio a molti mali.

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