Aeroporto, vicenda Sase Fly Volare, spunta seconda società Blu Jet

Ricci chiede intervento Corte dei Conti e della Procura

Rilancio dell’Aeroporto e nuove strategie gestionali

Aeroporto, vicenda Sase Fly Volare, spunta seconda società Blu Jet

Perugia, 23 Novembre 2017.
Scoppia il Caso Fly Volare (SASE, gestione aeroporto dell’Umbria, ha dato 500.000 € per servizi mai svolti), Spunta una Seconda Societa Blu Jet (una “Scatola” dentro l’Altra), Claudio Ricci: Leggerezze, Mancati Controlli e Tentativi di Diluire la Realtà.
SASE (gestione aeroporto) si attiva “in via giudiziaria” contro Fly Volare per riavere i 500.000 € (notizia di oggi) che proprio SASE aveva anticipato senza verificare (era suo dovere farlo) se Fly Volare avesse già ottenuto le due autorizzazioni necessarie per volare.
La “leggerezza” di SASE (con Sviluppumbria, all’interno di SASE, partecipata dalla Regione) è molto grave e necessità dell’intervento, subito, degli organi di controllo.
Ma ciò che è avvenuto è ancora più grave.
L’accordo è stato fatto con Blu Jet (con sede in Roma) ma dando la possibilità (nel contratto, all’articolo n.7) di traferire a Fly Volare (con sede in Malta), anch’essa controllata da Blu Jet al 100%, tutte le “posizioni attive/passive”. Quindi i 500.000 € dati a Blu Jet (in Roma) sono stati trasferiti (probabilmente, ma occorre verificare il flusso finanziario) a Fly Volare (in Malta). Volati via…
È sorprendente anche il fatto che SASE sapeva, al momento della firma, che Blu Jet/Fly Volare non avevano le autorizzazioni, ed infatti nel contratto (articolo n. 9) gli vengono dati 90 giorni per ottenere le licenze. Incredibile: si danno 500.000 € “sperando” che i beneficiari abbiano le autorizzazioni per volare (grazie ad ENAC, controllo aeroportuale, arrivarono subito le diffide).
Ancora: la “manifestazione di interesse”, con cui si sceglie Blu Jet/Fly Volare, dura “solo” 14 giorni e Blu Jet/Fly Volare riceve i due bonifici (200.000 € il primo e 300.000 € il secondo) cinque giorni dopo la firma del contratto garantito “solo”, diciamo noi, da una “dichiarazione di aver sottoscritto un atto di Leasing con una primaria società americana”.
Quanto il 16 ottobre SASE/Sviluppumbria si sono presentati in II commissione consiliare per “rassicuraci che tutto si sarebbe risolto” in realtà già avevano inviato a Blu Jet/Fly Volare una lettera (il 4 ottobre) dove “chiedevano la restituzione dei 500.000 €”.
Addirittura nel Consiglio Regionale del 14 novembre (in risposta ad una mia interrogazione), anche in questo caso rassicurante sul recupero dei 500.000 € entro venerdì 17, in realtà già il 3 novembre era stata inviata una “lettera legale” per avviare il recupero in “via giudiziaria”.
Una vicenda fatta di gravi errori, sottovalutazioni e tentativi di “diluite” (le parole sarebbero altre) una situazione ora molto grave trattandosi di risorse pubbliche. Capito?
Il tempo è scaduto.
Ribadiamo la necessità di un intervento della Corte dei Conti e della Procura (al fine di “cristallizzare la situazione” a tutela dei soldi dei cittadini).
Vi siano le immediate dimissioni dei vertici di SASE, Sviluppumbria e dell’Assessore con Delega. Il Presidente della Regione “deve chiarire subito nel prossimo Consiglio Regionale”.
Gli umbri sappiano che tale situazione non può continuare e che noi stiamo facendo il nostro dovere di controllo (secondo quanto attribuito al ruolo delle opposizioni) per tutelare tutti, anche quelli che non si possono mai difendere.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).
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