Aeroporto, Galgano (CI): basta improvvisazione, ora serie politiche di rilancio

Aeroporto, Galgano (CI): basta improvvisazione, servono serie politiche di rilancio
Adriana Galgano, deputata Civici e Innovatori

Aeroporto, Galgano (CI): basta improvvisazione, ora serie politiche di rilancio

“Dopo quanto accaduto la scorsa estate e la diffida di Enac, la Sase sta valutando la possibilità di sottoscrivere un nuovo contratto con la compagnia FlyVolare che, non avendo ancora ottenuto le autorizzazioni e le concessioni per effettuare voli, dovrebbe garantire le rotte appoggiandosi ad un altro vettore. Chiedo ai vertici della Sase per quale motivo serva l’intermediazione di FlyVolare e non possa direttamente fare il contratto con il nuovo vettore evitando di far pagare sovrapprezzi inutili ai viaggiatori? Naturalmente ci aspettiamo che, eventualmente, la scelta del nuovo vettore avvenga dopo aver effettuato tutte le più severe verifiche sull’affidabilità e la sicurezza dello stesso e non con la superficialità con cui si sono sottoscritti gli accordi con FlyVolare e Fly Marche. Sarebbe un danno enorme , economico e di immagine, se i viaggiatori che acquistano i biglietti dovessero ritrovarsi nuovamente a terra”. Ad intervenire nel dibattito sull’aeroporto di Perugia è Adriana Galgano, deputata di Civici e Innovatori, che ricorda come “tra l’altro, FlyVolare debba ancora restituire i 500mila euro ricevuti a titolo di anticipo e sarebbe ora che lo facesse”.

“Visto lo stato di perdurante crisi in cui versa ancora l’Umbria e le criticità che affliggono le nostre infrastrutture ferroviarie e viarie – conclude – c’è bisogno estremo di un deciso cambio di rotta sulle politiche di gestione del nostro aeroporto. Rilanciarlo significa ampliare rapidamente l’offerta di voli con compagnie che diano ampie garanzie di solidità e rotte che abbiano il requisito della vendibilità”.

In questi giorni il cda di Sase, la società che gestisce lo scalo umbro, dovrebbe decidere in merito alle proposte avanzate da FlyVolare. In ballo ci sono ancora i 500mila euro versati come caparra alla compagnia e non ancora restituiti. L’estate scorsa, infatti, sarebbero dovuti partire i nuovi voli per destinazioni nazionali ed estere. Voli mai attivati a causa della mancanza di autorizzazioni e concessioni necessarie per effettuarli.

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