Acque umbre, Liberati M5S: “Limitare scorribande finanziarie…”

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Andrea Liberati

Acque umbre, Liberati M5S: “Limitare scorribande finanziarie…”.

“L’acqua umbra vale meno del petrolio della Val d’Agri, in Basilicata? Per quale motivo alla multinazionale Rocchetta si svendono le nostre risorse idriche, beni essenziali per la stessa vita umana, quando le royalties applicate al petrolio lucano e assegnate a Regione Basilicata ed Enti Locali assommano al 10 per cento, e cioè a multipli infinitamente superiori rispetto a quelli applicati alla Rocchetta nel settore ben più cruciale dell’acqua?”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.

Per Liberati “in Umbria, in Italia, sembra di essere fermi agli anni ’50, quando, in certi Paesi arabi, a fronte di un sottosuolo preziosissimo, la politica di rapina di gigantesche imprese occidentali nulla restituiva ai legittimi detentori di tanta fortuna.‎

Allo stesso modo di allora, in Umbria, un oscuro funzionario regionale, in conferenza dei servizi, ribadisce in queste ore l’errore/orrore di mezzo secolo fa, con la multinazionale dell’acqua – oggi Rocchetta – che otterrà a costo zero utili ulteriori immensi, dando nulla alle nostre comunità, proprio laddove generano un’immensa ricchezza, regolarmente portata all’estero.

Tuttora la Regione asseconda servilmente tali progetti, ribadendo un riflesso antico e servile”.

“Quale il senso – prosegue Liberati – di concedere tante lucrose regalìe a potenze mondiali delle acque minerali, senza nemmeno aver predisposto una seria relazione idrogeologica all’uopo?

Pertanto, anziché annunciare retoriche trovate quali il marchio D.O.P. per le acque umbre, la nostra Regione, così come fecero i Paesi produttori di petrolio negli anni ’60, dovrebbe consultare urgentemente gli altri enti territoriali d’Italia per innovare la legislazione e costituire un vero e proprio cartello delle comunità titolari del bene acqua, al fine di compartecipare pienamente agli utili di queste società.

In questo modo ne potrebbero contenere anche i rischi derivanti da scorribande finanziarie cui sono frequentemente sottoposte numerose di esse da anni, manovre corsare che mettono in pericolo centinaia di posti di lavoro”.

“La Regione – conclude Liberati – è titolare del demanio idrico, ma è come se ne gettasse via i relativi diritti. Non è infatti sostenibile da nessun punto di vista far pagare l’acqua minerale umbra un millesimo di euro al litro, quando sul mercato viene poi rivenduta a un prezzo anche superiore a 500 volte al litro, con decine di milioni di euro in pubblicità.

È una vergogna, con irreversibili danni per le persone, le comunità, l’ambiente e l’economia. Diciamo finalmente basta a questo saccheggio”.

Acque umbre

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