A Perugia abolite le interrogazioni urgenti, le opposizioni lasciano l’aula

Un attacco alla democrazia ed al legittimo ruolo dell'opposizione

A Perugia abolite le interrogazioni urgenti, le opposizioni lasciano l'aula

A Perugia abolite le interrogazioni urgenti, le opposizioni lasciano l’aula

da Emanuela Mori (Consigliere PD Comune di Perugia)
PERUGIA – «Ieri pomeriggio in Consiglio comunale abbiamo assistito ad una brutta pagina di politica: un attacco alla democrazia ed al legittimo ruolo dell’opposizione. La maggioranza, solo con l’arroganza della sua forza numerica, ha approvato una proposta del consigliere di Forza Italia Tracchegiani per modificare il regolamento del Consiglio comunale ed abolire l’utilizzo delle interrogazioni urgenti, uno degli strumenti utilizzati dai consiglieri nel loro ruolo di rappresentanti dei cittadini. Si depotenzia così l’importanza della massima assise cittadina, imbavagliando una fastidiosa opposizione…MA NON CI FERMEREMO!»


Il racconto della serata. Ecco com’è andata: Approvata dal consiglio comunale con 20 voti a favore e 10 contrari la proposta di modificare l’art. 69 del regolamento consiliare dedicato alle interrogazioni che, secondo quanto spiegato dallo stesso proponente, il consigliere di Forza Italia Antonio Tracchegiani, nasce dalla constatazione che la continua presentazione di interrogazioni, urgenti o meno, in apertura delle sedute “ordinarie” del Consiglio comunale finisce per ritardare notevolmente i lavori dell’Assise, impedendone il corretto funzionamento. Per questo, egli propone che la convocazione delle sedute del consiglio Q.T. non debba per forza essere mensile ma “quando necessario”, con sedute dedicate alla trattazione delle interrogazioni sia urgenti che non urgenti.

Con la modifica proposta, dunque, il comma 1 del suddetto articolo recita: “I consiglieri possono presentare per iscritto interrogazioni ritenute urgenti. Sull’urgenza decide il presidente del Consiglio d’intesa con l’ufficio di presidenza. Nel caso in cui sia confermata l’urgenza l’interrogazione viene iscritta la primo punto dell’ordine del giorno della seduta immediatamente successiva del question time. Non è consentita la presentazione di interrogazioni nel corso del question time. Viene infine introdotto un nuovo articolo 2 bis che recita: In caso di presentazione di interrogazione ritenuta urgente, la convocazione della seduta di Question time non deve superare i 15 giorni dalla data di presentazione dell’interrogazione stessa.

Nel dibattito che è seguito all’illustrazione è intervenuto il capogruppo Pd Diego Mencaroni per esprimere la propria contrarietà alla proposta, ritenendola antidemocratica e lesiva dei diritti delle opposizioni. “I consigli Question Time -ha detto- non vengono convocati con la frequenza necessaria, tanto che non si riesce a smaltire le interrogazioni presentate, molte delle quali sono superate quando arriva la risposta dell’assessore competente. Invito la maggioranza -ha concluso Mencaroni- a riflettere su questo istituto che tutela la democrazia e l’importante funzione del consiglio, che invece si intende depotenziare.” Il consigliere di FdI Piero Sorcini, dal canto suo, ha presentato un emendamento alla proposta di Tracchegiani, proponendo a sua volta di dedicare un tempo stabilito, all’inizio delle sedute settimanali del consiglio, alle interrogazioni veramente urgenti, per cercare di dare risposte efficienti ai consiglieri che ne fanno richiesta. Ha invitato però questi ultimi a limitare le interrogazioni alle questioni veramente urgenti.

Per la capogruppo del M5S Rosetti la proposta di Tracchegiani è “un modo per chiudere la bocca alle opposizioni, cambiando le regole del gioco.” Ha, quindi, invitato il Presidente Varasano a far rispettare tali regole ed eventualmente a presentare egli stesso una proposta di lavoro sul tema. “L’interrogazione urgente non solo non è un impedimento allo svolgimento del consiglio comunale -ha detto- ma semmai è parte integrante dello svolgimento dei lavori del consiglio stesso.”

Anche il suo collega di partito Giaffreda ha invitato i consiglieri di maggioranza a riflettere sulla proposta di Tracchegiani, ricordando loro di essere stati, in buona parte, consiglieri di opposizione in passato e di aver avuto a propria disposizione lo strumento dell’interrogazione urgente. Giaffreda ha quindi fatto anch’egli appello al Presidente Varasano, suggerendo di utilizzare per la presentazione delle interrogazioni urgenti il tempo che, ad ogni seduta del consiglio, passa dalla convocazione della seduta stessa all’inizio effettivo dei lavori. Di contro il capogruppo di Forza Italia Massimo Perari ha ricordato come la proposta di Tracchegiani vada a precisare meglio la norma già esistente, visto che ultimamente si è assistito ad un abuso delle interrogazioni urgenti. “Del resto -ha precisato- un conto è il consenso e un altro è il governo e il senso delle istituzioni.”

Anche il presidente Varasano, sollecitato dal Movimento 5 Stelle, ha tenuto a precisare che la presidenza ha sempre biasimato la cattiva abitudine di iniziare le sedute in ritardo. “Del resto -ha spiegato ancora- è difficile poter dare risposte seduta stante alle interrogazioni urgenti, che spesso sono molto dettagliate. Ha quindi sottolineato di non essere stato convocato in I commissione per la discussione, suscitando le risposte del Presidente Fronduti e della Vicepresidente Rosetti che, a loro volta, hanno sottolineato come l’assegnazione delle pratiche venga fatta dall’ufficio di presidenza del consiglio, che evidentemente può intervenire quando lo desidera, conoscendo le pratiche in discussione.

Dopo il rifiuto del proponente Tracchegiani di accogliere l’emendamento presentato da Sorcini, la capogruppo Rosetti è intervenuta per proporre una mozione di rinvio, invitando i consiglieri a lavorare insieme ad un testo condiviso. “Sminuire questa proposta è grave -ha detto- ma significa evidentemente che l’opposizione fa il suo lavoro se si cerca di mettergli il bavaglio.” Il capogruppo Pd Mencaroni si è detto a favore della mozione di rinvio presenta da Rosetti, mentre contro si è espressa la consigliera di FdI Pittola per la quale il problema è che la presentazione delle interrogazioni in consiglio comunale è diventata sistematica, a discapito di quelle che sono veramente urgenti. Per Pittola si potrebbe trattare anche di una strategia delle opposizioni per ostacolare i lavori del consiglio stesso. Messa in votazione la mozione di rinvio di Rosetti è stata respinta con 11 voti a favore, 16 contrari e una astensione. E’ quindi ripreso il dibattito con l’intervento del consigliere Pd Bori, che ha richiamato al rispetto del luogo, della funzione e della storia del consiglio. “Trovo pericoloso attuare una qualunque strategia per tarpare le ali alle opposizioni -ha detto- e trovo altrettanto grave che, da parte della maggioranza, si possa definire l’azione di consiglieri di opposizione un modo per bloccare il consiglio stesso.”

Ultimo intervento, quello della consigliera Rosetti, che ha detto di ritenersi personalmente offesa dal comportamento del Sindaco che, a suo avviso, ha scelto di non prendere il microfono per confrontarsi con il consiglio comunale –e, quindi, con  cittadini- e di non partecipare alla votazione della mozione.

A seguito dell’approvazione della proposta di modifica le opposizioni hanno lasciato l’aula. Il Presidente Varasano ha comunque proseguito i lavori.

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