Animali d’affezione, microchippatura ed iniziative per l’adozione

Se ne è parlato questa mattina in aula a palazzo Cesaroni. Il consigliere regionale Carla Casciari (Pd) nell'interrogazione a risposta immediata ha interrogato l'assessore Barberini

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Animali d’affezione, microchippatura ed iniziative per l’adozione

Perugia, 6 febbraio 2017 – “Qual è il tasso di microchippatura degli animali d’affezione a livello regionale; qual è la percentuale e la media regionale di animali microchippati che, in caso di cattura da parte dei Servizi veterinari delle Asl, vengono riconsegnati ai proprietari; quali sono gli intendimenti e le proposte della Giunta per incentivare da un lato la microchippatura e la registrazione nell’anagrafe regionale degli animali d’affezione e, dall’altro, quali campagne di sensibilizzazione intende realizzare per promuovere l’adozione degli animali che si trovano nei canili pubblici della regione”. E’ quanto chiesto alla Giunta regionale dal consigliere Carla Casciari (Pd) nell’interrogazione a risposta immediata, illustrata questa mattina durante la seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

 

Nell’atto ispettivo, Casciari ricorda che “il Testo unico prevede che il proprietario di un cane sia tenuto alla registrazione dell’animale all’anagrafe regionale informatizzata ma sembra che in Umbria siano ancora molti i cani privi del dispositivo di identificazione che permette di risalire al legittimo proprietario e che, quindi , se catturati non possono essere restituiti, rimanendo pertanto in carico ai canili pubblici. Ogni cane presente nei canili costa agli enti pubblici circa mille euro l’anno. A questo va aggiunto il fatto che la permanenza in un canile non è comunque la condizione di vita migliore per un cane. I canili sanitari della Regione soffrono di sovraffollamento cronico in quanto troppo spesso i cani non sono identificati con microchip e quindi il percorso per la restituzione ai proprietari è lungo e, a volte, non trova esito”. Infine Casciari propone un alleggerimento dei costi che i proprietari devono sostenere, prima per la microchippatura dell’animale e poi in caso di riconsegna dal canile, che potrebbe incentivare i cittadini a seguire le migliori prassi per la tutela del benessere dell’animale e consentirebbe una riduzione del sovraffollamento dei canili, con notevole risparmio di risorse pubbliche.

 

L’assessore Luca Barberini ha risposto che “I Comuni umbri spendono per l’attività di controllo del randagismo circa 4 milioni di euro all’anno. La popolazione canina dovrebbe ammontare a 250mila soggetti anche potrebbe essere sovrastimata perché spesso ci sono ritardi nella segnalazione dei decessi dei cani. La microchippatura riguarda circa l’8 percento della platea complessiva, circa 20mila cani all’anno. Ogni anno vengono catturati 2mila cani: circa il 40 percento vengono restituiti ai proprietari perché microchippati, il 30percento trova un proprietario che lo adotta e il restante 30 percento resta nei canili. Abbiamo svolto incontri con le Asl e gli ordini professionali, individuando una serie di interventi: una campagna informativa sulla microchippatura; l’intensificazione del controllo sulla microchippatura dei cani; agevolazioni per l’adozione dei cani presenti nei canili, razionalizzandone l’offerta riducendone il numero e incrementando i canili comprensoriali”.

 

Carla Casciari ha valutato “urgente intervenire in questo ambito per innalzare i dati sulla microchippatura ed anche la restituzione dei cani ai proprietari, estendendo le migliori pratiche presenti in alcune aree della regione”.

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