Centri commerciali aperti per festività. Ciprini (M5S): “No a 365 giorni di ferialità lavorativa, pressing affinché nostra pdl venga approvata anche in Senato”

La proposta di legge a firma M5S prevede: una stretta sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, la chiusura durante le festività principali, la possibilità di introdurre deroghe per un numero limitato di giorni e per le sole zone turistiche

Si avvicina il periodo natalizio e molti centri commerciali saranno chiamati ai consueti tour de force con aperture straordinarie, anche durante le festività. In Umbria, i dipendenti dei centri commerciali dovranno lavorare ‘solo’ per l’Epifania, ma in altre zone d’Italia andrà peggio, poiché molte persone saranno costrette a sacrificare anche Natale e Santo Stefano, in nome del consumismo a tutti i costi.

“D’altra parte, ciò è possibile grazie al provvedimento col quale il governo Monti, nel 2011, in nome di quella ‘liberalizzazione’ che avrebbe dovuto risollevare i consumi del nostro Paese, stabiliva l’apertura degli esercizi commerciali 24 ore su 24, sette giorni su sette”.

Ad affermarlo è la deputata pentastellata, Tiziana Ciprini, che aggiunge: “non stiamo parlando di un ospedale o di una stazione ferroviaria. Stiamo parlando di centri commerciali, di negozi. Con il risultato che, a distanza di sei anni, tangibili effetti economici non ci sono stati e l’unica certezza è l’aumento delle chiusure dei piccoli esercizi, strozzati dalla concorrenza della grande distribuzione.

A ciò – continua la deputata – si deve aggiungere l’impatto devastante che la deregulation ha provocato sulla vita di tantissime famiglie italiane con lavoratori e lavoratrici del settore. Per ovviare a questo, nel 2013 abbiamo presentato una proposta di legge che chiede: una stretta sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, la chiusura durante le festività principali, la possibilità di introdurre deroghe per un numero limitatissimo di giorni e valutazioni mirate per le sole zone turistiche.

Una proposta che contiene anche l’istituzione di un Fondo per il sostegno delle piccole imprese del commercio, ovvero quelle che non arrivano a 150 metri quadri di superficie nei piccoli comuni (e 250 nelle città oltre 10mila abitanti). Il ddl si è però incagliato: la Camera ha approvato la legge in prima lettura, trasmettendola al Senato, dove giace però abbandonata da quattro anni.

Non vogliamo che si arrivino a cancellare i ‘giorni rossi’ dai calendari per renderli un’indistinta ferialità lavorativa, al solo scopo di trasformare i cittadini in perfetti consumatori. Piuttosto, dovremmo prendere esempio da Germania, Francia, Danimarca, Austria e Olanda, in cui sono previste aperture eccezionali solo per aree di interesse turistico che si contano sulle dita di una mano, poiché in questi Paesi le feste principali non si toccano.

Continueremo a portare avanti la battaglia, e faremo pressing – conclude Ciprini – affinché la nostra proposta di legge venga approvata entro la fine della legislatura”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*