Poste, Ciprini e Gallinella (M5S): “Il Governo garantisca il servizio in Umbria e su tutto il territorio nazionale”

i servizi postali a rischio nella provincia di Perugia risultano essere 52, mentre nella provincia di Terni 31

da Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella (deputati M5S in Parlamento)

“Il Governo garantisca il servizio universale di corrispondenza su tutto il territorio nazionale, compromesso dal contratto di programma 2015-2019 tra Poste Italiane e il ministero dello Sviluppo Economico che, con il cosiddetto ‘Piano di razionalizzazione’, ha introdotto la consegna a giorni alterni e ha dato il via alla chiusura di numerosi uffici postali nei piccoli centri. Solo in Umbria, i servizi postali a rischio nella provincia di Perugia risultano essere 52, mentre nella provincia di Terni 31, molti dei quali in piccole realtà o in Comuni interni”.

Ad affermarlo sono i deputati pentastellati Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella, che lanciano l’allarme circa le decisioni prospettate da Poste Italiane di ‘riorganizzare’ i servizi postali anche sul territorio umbro, “con l’inevitabile conseguenza di tonnellate di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza, e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell’Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi” – sostengono i parlamentari.

“Questo scellerato piano di riorganizzazione, messo in atto con il benestare del Governo e che andrà a regime ad inizio 2018 e coinvolgerà 5300 Comuni, contrasta con le norme Ue che obbligano gli Stati membri ad assicurare la raccolta e la distribuzione degli invii postali al domicilio del destinatario ‘come minimo cinque giorni lavorativi a settimana’ e che, solo in presenza di circostanze o condizioni geografiche eccezionali, sia ammissibile la fornitura per un numero inferiore di giorni.

Profili di eccezionalità che, per ammissione delle stesse Poste Italiane, sono assenti: difendendosi davanti al TAR, Poste Italiane ha infatti ammesso che la riduzione del servizio non dipende da particolari difficoltà nel raggiungere le località interessate, bensì da un mero calcolo di convenienza economica.

Anche il Parlamento europeo è intervenuto in merito: oltre un anno fa ha approvato una risoluzione che ribadiva la necessità, da parte degli Stati Ue, di garantire il servizio universale e il mantenimento degli sportelli postali proprio in quelle aree remote, montane, disagiate e a maggiore rischio di isolamento.

Perché, allora, l’Italia sta rischiando di incorrere in una procedura d’infrazione per violazione del diritto degli utenti? Un ulteriore danno – concludono Ciprini e Gallinella – che ricadrà, pericolosamente, sulle teste dei cittadini”.

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