25 APRILE, PRESIDENTE MARINI A CELEBRAZIONI TERNI

corona(UJ.com3.0) TERNI – “Il 25 Aprile è una data simbolo dell’unità nazionale, anche se abbiamo fatto fatica a far sì che tutti gli italiani si ritrovassero uniti in questa festa nazionale. È questa, dunque, una data simbolo della libertà e dell’unità nazionale”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta questa mattina a Terni alle celebrazioni del 25 Aprile, festa della Liberazione. Dopo il ricordo di ciò che significò per l’Italia e per l’Umbria, ed in particolare per la città di Terni, la tragedia della guerra mondiale e successivamente della lotta di liberazione, la presidente Marini ha voluto riferirsi all’attualità affermando che “oggi viviamo sotto altre macerie, quelle della crisi economica, degli effetti sociali di questa crisi, con l’impoverimento delle persone, il senso di frustrazione dei più giovani, del venir meno della fiducia verso lo Stato e le sue Istituzioni. Di fronte a questo scenario, abbiamo il dovere di ripartire dai principi e valori fondanti la nostra Costituzione”.

Per la presidente Marini, “il richiamo alla responsabilità della politica, dei politici, del ruolo e della funzione delle forze politiche fatta al Parlamento dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ci impone di dare concretezza alle nostre azioni di governo, ripartendo da alcuni articoli fondamentali della nostra Costituzione che si fa fatica a rendere concreti, a partire dal primo, quello che sancisce il principio che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro”. “Abbiamo bisogno di una nuova rinascita – ha aggiunto la presidente – del Paese e della nostra regione che, ritrovando saldi principi e valori, possa contribuire a dare risposte all’urgenza di lavoro, alla voglia di intraprendere, al desiderio di equità e giustizia sociale per una nuova cittadinanza, che sia in grado di rendere sostenibile lo sviluppo, per tramandare beni comuni materiali ed immateriali alle nuove generazioni. Un 25 Aprile, quindi, che interroga non più solo il nostro passato, ma anche i caratteri della democrazia del nostro futuro”.

Ed al futuro la presidente Marini ha voluto riservare l’ultima parte del suo intervento a Terni, affermando che “la nostra Costituzione è certamente riformabile, non nei suoi principi fondamentali dei diritti e dei doveri del cittadino che restano l’ancoraggio anche morale del carattere della nostra democrazia. Ad esempio, si deve andare ad una riforma costituzionale che superi il bicameralismo perfetto, istituisca la Camera delle Regioni, riduca il numero dei parlamentari e definisca anche una diversa articolazione dei poteri tra Presidente ed esecutivo”. “Ciò – ha specificato – deve avvenire nelle forme di un dibattito realmente democratico, pubblico, nel quale il cittadino partecipi nelle forme previste dalla Carta costituzionale stessa, e non certo nelle scorciatoie di un web, piazza virtuale spesso di identità non definibile”. “Solo così – ha concluso la presidente della Regione Umbria – possiamo onorare il 25 Aprile, ‘una memoria consegnata’ ancora da trasmettere”.

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