25 APRILE, L’INTERVENTO DEL SINDACO BOCCALI A BORGO XX GIUGNO

XXVaprile-CimiteroPg-6157(UJ.com3.0) PERUGIA – “Celebriamo oggi uno degli avvenimenti fondamentali della storia dell’ Italia. Anzi, il 25 Aprile simboleggia nel modo più compiuto la nascita della parte migliore dell’ Italia in cui viviamo. Non una ricorrenza rituale, magari una occasione per fare festa. E’ giusto che non ci sia polvere sulla lapide che oggi qui onoriamo, né sulle nostre coscienze di italiani. Dobbiamo ricordare sempre quale debito di riconoscenza abbiamo per i tanti giovani che sono morti per permettere a tutti di vivere come uomini liberi. Ragazzi come Mario Grecchi, per esempio. Ieri, vigilia del 25 Aprile, abbiamo ricollocato nell’ ospedale Santa Maria della Misericordia la lapide murata nel vecchio Policlinico di Monteluce, che ricorda il giovane Grecchi, partigiano milanese venuto qui per combattere tedeschi e fascisti. Dopo il ferimento e la cattura, Grecchi in quelle camere fu curato e tenuto in vita solo per essere fucilato il giorno dopo, il 17 Marzo 1944. Difficile immaginare tanta ferocia. Abbiamo ricollocato quella targa, dal vecchio al nuovo ospedale, per stabilire anche simbolicamente la continuità della memoria della città.

Ma il 25 Aprile è anche altro, e non è una forzatura cercare non solo nella storia ma anche nella cronaca del Paese il senso di questo anniversario.
Il 25 Aprile 2013 cade in una fase difficile per gli italiani, forse la più difficile da quel 25 Aprile 1945 che noi oggi ricordiamo. Siamo ancora ben dentro una crisi che per la sua pericolosità non ha precedenti nella storia della Repubblica, con il solo possibile riferimento agli anni di piombo, quando l’Italia dovette affrontare la minaccia del terrorismo. Una situazione molto diversa ma altrettanto pericolosa, perché la crisi di oggi investe l’ economia, la coesione sociale, la vita politica, gli stessi valori.

L’Italia è un Paese che si impoverisce ed arretra, in cui sempre più forte è il disagio delle famiglie che hanno gravi problemi a conservare i propri livelli di vita, dei giovani che non trovano lavoro, dei pensionati, la metà dei quali vive con un assegno di meno di mille euro al mese, delle imprese che in molti casi sono costrette a licenziare lavoratori o a chiudere. Un Paese ancora in bilico sugli equilibri instabili del debito pubblico che cresce, della competitività che cala, dei consumi che crollano. Un Paese in crisi di valori, di fiducia, di speranza.
Un Paese che deve uscire dalla instabilità politica, e certamente il secondo mandato del Presidente Napolitano, al quale va la gratitudine degli italiani per la sua generosità, rappresenta in primo luogo un richiamo forte al senso di responsabilità di tutti, oltre che un elemento di garanzia istituzionale.

Ebbene, oggi, 25 Aprile 2013, ripensiamo all’ Italia del 25 Aprile 1945: un’ Italia ferita, tra le macerie della guerra, i morti militari e civili, il colpo di coda di una dittatura becera e liberticida, la presenza sul territorio nazionale di un esercito invasore. Ricordiamo però anche lo straordinario entusiasmo dei tanti italiani, per lo più giovani come Mario Grecchi, che decisero che bisognava ristabilire l’ onore dell’ Italia, riconquistare la libertà, creare uno Stato nuovo che recepisse le istanze di una Italia nuova. Da questo, la Liberazione, la nascita della Repubblica, la scrittura della Costituzione come frutto di una mediazione alta di culture politiche diverse ma che si riconoscevano nella democrazia, nei diritti, nella dignità del lavoro.

Ci servono lo stesso scatto di entusiasmo, la condivisione di un progetto di rinascita, l’unità di tutti gli italiani, il che non significa azzerare la dialettica politica ma ritrovare il senso dell’ interesse nazionale. Ci serve stare nell’ Europa con orgoglio, ed anzi, proprio perché l’ Italia fu parte e membro fondatore del primo nucleo dell’ Europa, dobbiamo lavorare per dare all’ Europa un’anima politica ed una identità di casa comune di popoli e culture, con molto più di una moneta da condividere. Se davvero il 25 Aprile è da stimolo a tutto questo, abbiamo una ragione in più per celebrare questa giornata e rafforzare la riconoscenza nei confronti dei suoi martiri”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*